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De Luca rientra il 5 luglio, ma è già guerra col Consiglio

De Luca rientra il 5 luglio, ma è già guerra col Consiglio di Giovanni Frazzica

La storia politico-giudiziaria di Cateno De Luca  si arricchisce di un nuovo capitolo, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha autorizzato la Procura di Messina a procedere nei confronti del sindaco, accusato del reato di vilipendio (art. 290 c. p.). De Luca era stato iscritto nel registro degli indagati a fine marzo dopo la denuncia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ma per questo genere di reati, perché si possa esercitare l’azione penale, è necessaria l’autorizzazione del Guardasigilli. Appresa la notizia dell’avvenuta autorizzazione, De Luca ha pubblicato un post con cui ribadisce le sue ragioni ed anche una scanzonata foto in cui fa le linguacce. Per molto tempo i Consiglieri comunali di Messina di tutti i partiti hanno accettato il fatto che il sindaco si fosse ritirato a Fiumedinisi per curare il padre. Poi scoppia la prima grossa scintilla con i 5 Stelle che non gradiscono l’interruzione dell’assenza proprio per presiedere una giunta con all’ordine del giorno un’azione legale contro il Presidente Mattarella e lo scrivono: “Dopo oltre un mese di assenza, Cateno De Luca rompe il suo silenzio e annuncia che impugnerà il decreto del Presidente della Repubblica che annullava l’ordinanza del sindaco del Comune di Messina che istituiva la tanto discussa banca dati per regolamentare l’attraversamento sullo Stretto. Bisogna, innanzitutto, considerare il costo a cui andranno incontro i cittadini messinesi per l’incarico già conferito con una delibera della Giunta ai due legali (Angelo Clarizia e il noto penalista Carlo Taormina), incaricati di seguire la vicenda, che sembra essere più una questione di principio che rivestire un aspetto sostanziale, nell’interesse della nostra città. Ci saremmo aspettati un ritorno sulle scene più proficuo da parte del sindaco che, ha lasciato una città senza guida politica in un momento così delicato. Purtroppo, De Luca non si smentisce e cerca popolarità facendosi artefice di iniziative che lasciano perplessi e che danno, ancora una volta, una immagine negativa di Messina”, così la nota dei consiglieri comunali del M5S Giuseppe Fusco, Andrea Argento, Cristina Cannistrà, Giuseppe Schepis e Paolo Mangano. Ma il sindaco non sembra curarsi troppo di queste accuse, che sono gravi, si infuria quando i dem fanno insinuazioni sulla sua prolungata assenza. “Cari consiglieri comunali mi fate schifo, se volete sfiduciatemi e a settembre andiamo a votare”. Questa la sintesi della sua inferocita risposta contenuta in un video che dura circa dieci minuti tramesso dal sindaco da Fiumedinisi, suo paese di origine dove si è ritirato dall’8 aprile per accudire, secondo quanto egli stesso afferma, il padre sofferente. Il riferimento è diretto principalmente ai rappresentanti del Pd che lo hanno criticato per la prolungata assenza ed è indirizzato in maniera chiara, anche se non li cita mai, ai consiglieri Alessandro Russo, Felice Calabrò e Antonella Russo. Parla, tra l’altro, di consiglieri che campano con l’indennità di carica, o che si atteggiano a protagonisti di una parte sindacale o peggio ancora che abbiano fatto da sensali per l’acquisto di aree su cui sta sorgendo un grande centro commerciale (Calabrò è originario proprio di Zafferia, la contrada dove sta per sorgere l’ipermercato). E continua il suo affondo dicendo: “Chiederò loro conto di quello che hanno fatto durante la mia assenza, gli atti approvati e il lavoro svolto in commissione. Se volere sfiduciatemi così a settembre andiamo a votare. Io non ho incontrato Matteo Salvini, io rientro il 5 luglio, quelli di Cambiamo Messina dal Basso sono dei vigliacchi, hanno lasciato in macerie la città e non si sono presentati al confronto sulla relazione di primo anno”. Non tardano ad arrivare le risposte, uno dei primi a rispondere in modo deciso è stato il capogruppo di Sicilia Futura Piero  La Tona che si spinge fino al punto di invitare i colleghi a riflettere sull’ipotesi della mozione di sfiducia o, in alternativa, delle dimissioni collettive. Questo a riprova di quanto sia insopportabile la situazione che si è venuta a creare tra consiglieri e sindaco. Rispondono al sindaco anche i 4 consiglieri Pd Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo. “Se De Luca pensa che insultando può bloccare o limitare il nostro legittimo ruolo di organo di controllo dell’attività della sua amministrazione, può continuare all’infinito perché tanto non ci faremo intimorire – hanno scritto i dem – De Luca, che come una maestrina minaccia la verifica dei compiti estivi ai suoi alunni, sarà al suo ritorno accontentato. Pur avendo chiaro che dobbiamo rendere conto del nostro operato solo alla città, aspettiamo ansiosi il momento della verifica dei reciproci risultati in occasione della Relazione Annuale del Sindaco in Consiglio, per vedere chi tra noi e la sua Giunta avrà preso i voti più alti in pagella”. I consiglieri Dem ricordano poi al primo cittadino che la normativa prevede che la mozione di sfiducia possa essere presentata solo a metà del mandato, quindi a gennaio 2021. Fino ad allora sarebbe tecnicamente attivare la sfiducia. Se il sindaco vuol tornare al voto l’alternativa sono le dimissioni, come evidenziano i consiglieri. “Se De Luca ansima il ritorno alle urne, tragga le sue conseguenze. Evidentemente ciò significherebbe che, ancora una volta, cerca una scorciatoia per sottrarsi alle proprie responsabilità. Nessuno di noi ha inteso speculare sulla malattia del sig. De Luca, anzi ribadiamo la nostra vicinanza a chi soffre, augurando al medesimo ogni bene”.  Interviene infine anche il Presidente del consiglio comunale Claudio Cardileinvitando il sindaco a smorzare i toni che hanno superato il limite del confronto istituzionale. “Non possono essere consentiti attacchi personali ai consiglieri comunali, i quali legittimamente esercitano le loro funzioni – scrive Cardile – Quando colpiscono in maniera diretta le persone nella loro vita privata o professionale si scende ad un livello che questa presidenza non può accettare e consentire. È indubbio che nessuno ha voluto speculare sulle problematiche familiari del Sindaco, conseguentemente appare evidente che la reazione dello stesso è stata oltremodo esagerata superando i limiti di un confronto politico che, pur aspro e conflittuale, mai deve sfociare nel dileggio di chi legittimamente può avere opinioni diverse. Messina sta attraversando un periodo di grande difficoltà nel fronteggiare le pesanti conseguenze economiche e sociali della crisi epidemiologica da Covid. Non possiamo permetterci alcuna distrazione e dobbiamo abbassare i toni della dialettica e dedicare ogni sforzo a dare risposta allo stato di necessità e bisogno in cui versa la nostra comunità”. Si fa sentire anche l’imprenditore Alessandro Faranda che, commentando il video promozionale dell’isola realizzato dalla Regione, osserva: “Messina è stata tagliata fuori dal video promozionale sulla Sicilia ma la città concentra la sua attenzione sugli insulti del sindaco. Massima vicinanza al primo cittadino e al suo momento familiare delicato ma è lui il primo a pubblicare sui social le foto intime e riservate di suo padre, che rientrano nella sfera privata e sentimentale e presta il fianco a tutti coloro che criticano il suo atteggiamento. Quando c’è un clima ostile a livello politico non si deve rispondere con insulti che tendono solo ad alimentare le polemiche”. 

  • tratto dal settimanale I VESPRI
  • – nella foto l’imprenditore Alessandro Faranda
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