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Servizi Sociali, c’è un buco nella rete? di Giovanni Frazzica

Servizi Sociali, c’è un buco nella rete di protezione? di Giovanni Frazzica Potrebbe intervenire la dottoressa Gambino.

“Dai 10 piccoli indiani di Agatha Christie ai 10 poveri Cristi” è il titolo di una lettera aperta che Angela Rizzo, l’attivista messinese di CittadinanzAttiva che è anche responsabile a livello regionale per i Servizi Sociali, ha scritto per accendere un faro su una situazione che riguarda una categoria di persone che rischia di rimanere fuori dal perimetro delle tutele della pubblica assistenza. “Sono 10, come i 10 piccoli indiani – scrive la Rizzo – ma loro non sono piccoli e non sono indiani, loro sono down, ma possiamo lo stesso continuare con il titolo originario di Agatha Christie, sono 10 down. Il numero di 10 è relativo all’attività che Saro Visicaro porta avanti da 26 anni, da quando ha fondato la Meter & Miles, con sede sotto i portici a Piazza del Popolo. In questi anni una infinità di progetti e attività per le 10 persone down che lo frequentano giornalmente, tutto rigorosamente a titolo di volontariato senza scopo di lucro: una vera onlus. La Meter & Miles aveva una sede anche a S. Filippo, ma l’associazione è stata privata della sede per questioni burocratiche da parte dell’Iacp. Il tutto si è consumato sotto gli occhi di ignavi politici. Le istituzioni anche in questo caso hanno fallito. Ma i 10 sostenuti da Saro e altri volontari che si adoperano a far svolgere attività come pittura, poesia, ballo, teatro, giornalismo, convegni non si sono arresi e mai si arrenderanno davanti a questa società che non ama i suoi figli. Non li uccide sparando – sostiene l’attivista di CittadinanzAttiva – ma li ignora ed è ancora peggio, perchè gli invisibili non fanno rumore. Se non esisti non hai diritti, loro non hanno diritti. Eppure, il denaro gira nei servizi sociali e specialmente a Messina, il denaro destinato alle persone con disabilità, agli anziani, ai minori viene usato non preoccupandosi della funzionalità sociale, si bada piuttosto a creare posti di lavoro al fine di alimentare il proprio bacino elettorale, a creare la famigerata clientela. Ed è ancora meglio che i lavori siano “precari”, incerti, traballanti così i lavoratori risultano sempre vincolati al do ut des. Tornando ai 10 amici down, in questi anni hanno cercato in tutti i modi di rendersi visibili, parlano di educazione civica, fanno giardinaggio proprio nella piazza dove insiste la loro sede, piazza del Popolo, supplendo a ciò che l’amministrazione comunale non fa. Rendono decorosa una delle più belle piazze di Messina, lo fanno con passione e dedizione. La spazzano, la infiorano, l’abbelliscono, anche se non è un loro compito, c’è una partecipata che ha questa mission. Dopo due mesi di silenzio da parte delle istituzioni e di solitudine di tutti coloro che usufruivano di quelle attività messe in piedi dai volontari, oggi devono chiudere i battenti. Loro rispettano la legge, mentre chi è preposto a soddisfare i loro bisogni ignora tutte le leggi, i decreti, i fondi e tutto ciò che serve per l’integrazione delle persone con disabilità. Saro, ha deciso di mollare. E’ stanco, è frustrato, è rammaricato, ma il suo rispetto per il prossimo lo fa capitolare. Cosa faranno ora Vincenzo, Giovanni, Antonio, Marco, Michele, Alfio, Ambra, Valentina, Margherita, Francesco, Lillo e tutti gli altri, rimarranno chiusi nelle loro case, qualche passeggiata con il vecchio genitore e poi nuovamente a casa. Si, perchè sappiamo benissimo che questi nostri concittadini, finita l’età della scolarizzazione, rimangono soli, non sempre i genitori hanno la forza di portarli in pizzeria, di portarli in spiaggia o a fare una gita e tutto ciò che è stato fatto in questi ventisei anni, andrà in fumo. In questi ventisei anni nessuno ha pensato a loro, già perchè non sono solo 10 che hanno queste necessità, ma molti di più, vero è che a Messina non si sa il numero esatto, semplicemente perché l’analisi dei bisogni non è stata fatta, è stata presentata una Mappatura dei bisogni con dati del 2014 e che non rispecchia i veri numeri che insistono nella città. Otto anni fa era stata prevista un’azione nel piano di zona 2010/2012 di circa 2.800.000 euro, ma questa amministrazione dopo due anni dal suo insediamento ha pensato bene di cancellarla, a favore della Messina Social City, Ente paragonabile al famoso pozzo di S. Patrizio, in quel contenitore, fortemente voluto dal sindaco e da alcuni sindacati, sono state infatti collocate, more solito, tante figure apicali, vecchie conoscenze dell’entourage del sindaco. Con questo colpo di mano si potranno continuare a pagare prebende di sottogoverno: il presidente, il Cda, i consulenti, l’economo ed esperti vari. Le Circolari della Regione Siciliana sono invece chiare: “In ogni caso si tratta di rafforzare le reti locali di solidarietà, valorizzando anche il prezioso impegno garantito oggi dalle associazioni di volontariato e dalle cooperative sociali. In questo particolare periodo le famiglie con un congiunto portatore di handicap vivono situazioni di forte disagio, anche sul piano emotivo aggravato dall’isolamento forzato. Gestire un minore o un giovane adulto disabile diventa un compito estremamente difficile in quanto il caregiver (spesso il genitore) non ha la forza fisica e psicologica per affrontare l’attuale e perdurante situazione” “Caro Saro Visicaro, – scrive Angela Rizzo rivolgendosi direttamente al Presidente della Meter & Miles – dalle circolari e dagli atti appare chiaro che questa Amministrazione non ha la volontà di mettere in atto ciò che suggerisce la Regione e non vuole nemmeno alleviare il peso alle famiglie con persone disabili. Il tempo della campagna elettorale per le amministrative è finito, sono centinaia le famiglie che a Messina vivono i disagi prodotti o tollerati da questa amministrazione. Vincenzo, Giovanni, Antonio, Marco, Michele, Alfio, Ambra, Valentina, Margherita, Francesco, Lillo da domani cosa faranno? Noi ci stiamo ponendo la domanda, ma a maggior ragione questo è un interrogativo che si dovrebbero porre le Entità preposte a vario titolo a gestire i Servizi Sociali che hanno a disposizione locali, personale, mezzi e finanziamenti e, una volta a conoscenza, la stessa domanda se la dovrebbero porre le Autorità di Controllo e di Garanzia, non per fare esercitazioni sociologiche, ma per dare risposte certe e rapide, nel solco della Giustizia”. Risponde con amarezza Saro Visicaro: ”C’è sempre una incapacità radicata a comprendere la disabilità, a comprendere il presente e il futuro delle persone disabili. Noi genitori lo ripetiamo da sempre. Se oggi, con sacrifici e difficoltà, riusciamo a soddisfare una parte dei bisogni dei nostri figli non vediamo chi, dopo di noi, potrà garantire un futuro dignitoso e libero da ogni discriminazione. L’esperienza dell’epidemia in atto ha mostrato tutte le carenze delle politiche sociali e tutte le nostre laceranti disperazioni”. C’è un problema, ci sono anche i fondi, occorre trovare una soluzione. In apparenza sembra tutto semplice, vedremo come andrà a finire. E se questo segnale può lasciare indifferenti i cuori assuefatti di certi responsabili messinesi, forse potrebbe trovare migliore accoglienza e comprensione presso gli Uffici palermitani della dottoressa Giovanna Gambino, Autorità Garante della Persona con Disabilità.

Sceda tecnica

L’Amministrazione Buzzanca aveva predisposto un Piano di Zona 2010/2012 per dare puntuali risposte alle necessità dei soggetti più deboli, impegno vanificato dalla assoluta incapacità gestionale dell’Amministrazione Accorinti, i 22 milioni di € sono arrivati in Aprile del 2013. Alcune azioni si sono concretizzate altre no, fra le azioni non concretizzate c’è la n. 4.  Azione 4 – Centro socio-educativo “Happy day” –piano di zona 2010-2012 –prima, seconda e terza annualità €. 2.810.808,48. Questo progetto prevedeva un centro diurno per persone con disabilita’, sostegno alla domiciliarita’ ecc. ecc. L’attuale amministrazione dopo quasi due anni non ha rimodulato le somme del Piano di Zona 2010/2012 e 2013/2015 circa 10 milioni di €. Il 22 marzo 2020 Il comitato dei Sindaci del Distretto 26, capofila il Comune di Messina, cassano l’azione n. 4 e la n. 6 e stanziano le somme per altre attività. La quota spettante al Comune di Messina viene destinata ai Centri Socio Educativi, all’assistenza domiciliare alle famiglie dei disabili e al Trasporto ai centri Occupazionali e di Riabilitazione. Tutte attività’ gestite dalla Messina Social City. Servizi invece che dovrebbero essere in capo al comune, perchè la 328 nasce proprio per incrementare e allargare la platea degli utenti e per contrastare i nuovi disagi, proprio per questo è necessaria l’analisi dei bisogni. Il 31.03.2020 l’assessore Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del Lavoro con nota n. 1223/Gab del 31.03.2020 ha evidenziato i pesanti ritardi nella programmazione ed erogazione dei servizi pianificati nei piani di zona ex legge 328/2000.

  • tratto dal settimanale I VESPRI
  • nella foto la dottoressa Giovanna Gambino, Autorità Garante della Persona con Disabilità
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