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Purgatori: processo sommario ad una Dc senza avvocato

Andrea Purgatori: processo sommario ad una Dc senza avvocato d’ufficio di Giovanni Frazzica

La puntata di martedì sulla 7 di “Atlantide, Andrea Purgatori presenta l’inchiesta su Capaci” è stata recensita su alcuni quotidiani nella rubrica spettacoli. Infatti, più che di una inchiesta giornalistica rigorosa, condotta su basi di ricostruzione storica, anche perché a 28 anni di distanza dai fatti così si dovrebbe fare, Purgatori sembra voler dimostrare, attraverso un facile sistema di copia e incolla di drammatici filmati e di dolenti testimonianze, un teorema suggestivo ma sbagliato: Dc = mafia. In effetti, verso la metà degli anni 90 qualche fanatico attivista di sinistra amava imbrattare i muri delle nostre strade con questo slogan. Ma Purgatori non è un invasato attivista, è un giornalista che dirige una rubrica che si viene offerta a milioni di italiani ed ha l’obbligo di trasmettere un messaggio corretto. Nella trasmissione parte dallo sbarco degli americani in Sicilia nella seconda Guerra mondiale, enfatizzando il peso ed il ruolo della mafia, come se l’esercito dei mafiosi fosse addirittura complementare rispetto all’esercito Usa e, quindi, la nomina di soggetti in odor di mafia in posti chiave nelle amministrazioni provvisorie messe in piedi dagli americani scaturisse da questa gratitudine. In quest’ottica il paese di Corleone divenne il quartier generale di una nascente mafia post bellica che avrebbe in seguito dominato l’universo del crimine organizzato. Ricostruzione approssimativa e romanzesca, privilegiante lo spettacolo piuttosto che l’informazione, ma che ci può stare, quando si entra nel perimetro della politica e delle Istituzioni il discorso diventa più grave. Pur volendo ammettere per un attimo, ma solo per un attimo, che sulla figura di Giulio Andreotti aleggiassero delle ombre (non entriamo nel merito giudiziario delle complesse vicende), facciamo questa osservazione rispetto al pensiero di Purgatori: può dire che Andreotti fosse la Dc? E gli altri leader non esistevano? Zaccagnini, Cossiga, De Gasperi, Mattei, Pella, Scelba, Rumor, Bisaglia, De Mita, Martinazzoli, Rognoni, tanto per citarne qualcuno, erano delle comparse? Rognoni che fece la Legge Rognoni-La Torre, una importante legge antimafia che Pio La Torre pagò con la vita. Ed Enrico Berlinguer, che certamente non era uno sprovveduto, avrebbe mai voluto così fortemente il cosiddetto “compromesso storico” se nella sua analisi politica avesse identificato un partito da 15 milioni di voti, come la Dc, con la mafia? Purgatori fa bene a ricordare che ci sono misteri irrisolti, servizi deviati, colletti bianchi compromessi, qualche politico colluso, ma andare oltre, generalizzare, è, a mio modesto avviso, azzardato e inesatto. Già i democristiani della Sicilia orientale poco avevano a che vedere con quelli della Sicilia occidentale (lo dico a ragion veduta, erano mondi separati e confliggenti per territorio e per correnti), ma, concedendo per assurdo che i democristiani della Sicilia occidentale fossero tutti intrisi di ideologia mafiosa (non era così) e che per una ragione di prossimità geografica avessero contagiato anche i fratelli della Costa Orientale, dobbiamo poi considerare che c’era il Veneto, il Trentino, il Piemonte, la Lombardia la Toscana etc. Le cose che dice Purgatori non stanno in piedi, non possono essere considerate giudizi politici, ma slogan buttati in mezzo alle dolenti testimonianze dei parenti delle vittime della mafia e ad immagini degli attentati per ravvivare l’odio contro chi si nasconde nell’ombra. Ma la Dc non si nascondeva nell’ombra, è stato un grande partito che operava nelle Istituzioni, alla luce del sole, la cui storia può essere analizzata anche in profondità e con severità, con le sue luci e le sue ombre, certamente non in una ventina di minuti per essere da complice supporto ad uno spettacolo di intrattenimento serale di Andrea Purgatori. La disinformazione su fatti di ieri non aiuta ad orientarsi nella palude politica in cui il Paese è immerso oggi, il mondo della comunicazione ha un grande ruolo e lo deve esercitare con senso di responsabilità se vuole svolgere una funzione positiva.

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