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Taranto, arrestato Capristo anche i pm di Messina lo accusano

Arrestato il procuratore capo di Taranto Carlo Capristo. Accusa: tentata induzione in concorso, truffa e falso. “Pressioni per indirizzare indagini dei pm di Trani”, anche i pm di Messina lo accusano di abuso d’ufficio

Ancora una volta la Procura di Messina in primo piano in una vicenda di rilevanza nazionale. Carlo Capristo è accusato di abuso d’ufficio per alcuni fatti risalenti alla sua passata esperienza da procuratore di Trani. I magistrati messinesi invece gli contestano irregolarità nella trasmissione a Siracusa dei dossier anonimi dell’avvocato Amara, che avrebbero poi fatto aprire l’indagine sul falso complotto Eni. La procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati  Carlo Capristo, capo dell’ufficio inquirente di Taranto. Il magistrato è accusato di abuso d’ufficio. Le contestazioni si riferiscono al periodo in cui Carlo Capristo era a capo della procura di Trani e sono legate alla vicenda del falso complotto per depistare le indagini dei pm di Milano sulle presunte tangenti pagate dall’Eni in Nigeria, vicenda complessa con al centro l’avv. Piero Amara, colui che per ha inventato il cosiddetto “Sistema Siracusa“: un’organizzazione che riusciva a “comprare” le sentenze del consiglio di Stato, ad avvicinare magistrati e politici, a orientare decisioni. L’indagine per abuso d’ufficio a Messina, dove Capristo è indagato dalla procura di Messina per il principio della continuazione. L’ufficio inquirente di Maurizio De Luciaè infatti competente per i reati commessi da magistrati del distretto di Siracusa.

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