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Lamorgese denuncia De Luca per vilipendio alle istituzioni

Il sindaco aveva cercato di fermare alcune decine di persone che stavano per traghettare in Sicilia accusando il Viminale di non aver fatto i controlli, ma i viaggiatori erano in regola. Quelle pronunciate nel corso della lunga diretta televisiva sono state evidentemente considerate: “Parole offensive per le istituzioni”.

Dunque vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate. Nella dura battaglia contro il coronavirus non c’è tempo per le sceneggiate e così la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, non ha perso tempo. Dopo due giorni di violenti attacchi da parte del sindaco di Messina che aveva tentato invano invano di fermare l’ingresso in Sicilia di 28 automobili e di persone che avevano tutto il diritto di farlo e che per questo erano passate ai puntuali controlli delle forze dell’ordine dalle città di partenze, Lamorgese ha segnalato all’autorità giudiziaria il comportamento del sindaco Cateno De Luca. Tale decisione sarebbe stata assunta dopo le parole gravemente offensive e lesive dell’immagine per l’intera istituzione, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari. Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione, le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno appaiono inaccettabili e censurabili sotto il profilo penale per il rispetto che è dovuto a tutti i cittadini e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore – alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti. Nuovo carico di lavoro previsto per l’avv. Carlo Taormina.


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