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COMITATO CIVICO PER IL NO AL TAGLIO PARLAMENTARI

COMITATO CIVICO MESSINESE PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 29 MARZO 2020.

Su iniziativa di Enzo Palumbo e Pippo Rao, si è riunito il gruppo promotore del Comitato Civico Messinese per il NO al Referendum Costituzionale del 29 marzo.

Come nell’analoga occasione del 2016, il Comitato ha lo scopo di riunire cittadini di diverse convinzioni politiche, ma tutti concordi nel giudicare negativamente la recente riforma costituzionale che tende a ridurre drasticamente il numero dei parlamentari.

Il Comitato ha ascoltato e condiviso la relazione del Coordinatore Nazionale avv. Andrea Pruiti Ciarello, il quale ha evidenziato che questa riforma viene spacciata come riduzione dei costi della politica (lo 0,007% della spesa pubblica, forse un caffè al giorno), mentre in effetti nasconde un subdolo attacco alla democrazia rappresentativa, che si vorrebbe poi stravolgere del tutto attraverso ulteriori riforme ancora in itinere (mandato imperativo e ballottaggio referendario tra leggi approvate dal Parlamento e proposte legislative d’iniziativa popolare).

Mentre la riforma del 2016, pur tra tanti difetti specifici che hanno indotto i cittadini a bocciarla,  aveva almeno il merito di proporre un ridisegno complessivo delle istituzioni repubblicane, certamente eccessivo ma almeno organico, la riforma di oggi impone un taglio lineare solo alla composizione del Parlamento, senza preoccuparsi del necessario coordinamento col contesto istituzionale, riducendo drasticamente la capacità rappresentativa del Parlamento e provocando effetti costituzionali, ordinamentali e politici che rischiano di scardinare il sistema delle garanzie e degli equilibri sapientemente ideato dai Costituenti, che ha sin qui resistito ai periodici

assalti di un ceto politico privo di effettiva rappresentatività, essendo composto da nominati dei

leader di partito.

Oggi, come allora, s’impone una forte risposta della società per bloccare questa deriva antiparlamentare, animata dal mito della democrazia diretta egemonizzata dai demagoghi di turno, che la trasformerebbero in una vera e propria oclocrazia, il governo delle folle guidate dai peggiori, adusi a lanciare slogan populisti accattivanti per stimolare gli istinti peggiori che albergano nell’animo delle masse, quando cessino di essere formate da individui pensanti.

Al termine della discussione, il Comitato Promotore, ha nominato come Coordinatore Enzo Palumbo e ha costituito un gruppo di lavoro formato da Rafael De Francesco, Beniamino Ginatempo, Gaetano Majolino, Angelo Sindoni e Saro Terranova, allo scopo di diffondere il messaggio e le iniziative del Comitato NoiNO presso l’opinione pubblica nel periodo, purtroppo assai breve, che ci separa dalla data del 29 marzo.

Il Comitato Promotore, che resta aperto all’adesione e collaborazione di chi condivide ha infine approvato il seguente




MANIFESTO NoiNO

L’integrità della Costituzione non è un dogma ed è possibile revisionarla, ma con un progetto e una visione ampia e organica.

Ridurre gli sprechi della politica e le inefficienze dei procedimenti legislativi è possibile anche senza indebolire la democrazia rappresentativa e il rapporto tra elettori e eletti.

È per questo che vediamo il referendum come confronto tra forze politiche e sociali, senza l’unanimità di facciata che ha caratterizzato il recente voto parlamentare, per operare in difesa dei principi costituzionali, per elaborare una proposta condivisa, perché il testo costituzionale continui a sostenere la crescita della democrazia in Italia.

NoiNO nasce in occasione del referendum costituzionale richiesto da 71 senatori, su iniziativa dalla Fondazione Luigi Einaudi, sulla cosiddetta legge per il taglio dei parlamentari.

Diciamo NO a questa legge e conseguentemente difenderemo le ragioni del NO.

  • NoiNo, perché basta con le prese in giro
  • NoiNo, perché la politica fatta di sola propaganda è semplicemente suicida
  • NoiNo, perché non conta quanti siano i parlamentari in rapporto alla popolazione, semmai come e da chi vengono scelti
  • NoiNo, perché qualità e libertà degli eletti non cambiano, cambiandone il numero
  • NoiNo, perché il cittadino non può continuare a essere ingannato dai divulgatori di fake news, solo per bieco interesse elettorale
  • NoiNo, perché bisogna interrompere la spirale di odio e rancore nella quale si è avvitata la società italiana negli ultimi anni, impedendo al Paese di progettare insieme un futuro di crescita comune e sviluppo
  • NoiNo, perché un Parlamento non funziona bene o male in base al numero dei parlamentari ma in base alla capacità di chi rappresenta le Istituzioni
  • NoiNo, perché le leggi fatte malissimo da 100 parlamentari non diventano buone se fatte da 60
  • NoiNo, perché disporre esclusivamente il “taglio” è una azione anti-parlamentare, quindi anti-democratica
  • NoiNo, perché una rappresentanza democratica non si valuta dai costi
  • NoiNo, perché un Parlamento può essere democratico e funzionante anche con meno parlamentari, ma non è affatto il risultato della riforma varata
  • NoiNo, perché la demagogia populista non rende più libero e forte il popolo, ma consegna il dominio della rappresentanza a forze esterne e non trasparenti-

Il Comitato Promotore, che resta aperto all’adesione e collaborazione di chi condivide il Manifesto, è stato sin qui sottoscritto da: Federico Martino, Turi Leonardi, Enzo Palumbo, Pippo Rao, Gioacchino Silvestro, Angelo Sindoni, Saro Terranova, Patrizia Caminiti, Nino Dalmazio, Rafael De Francesco, Beniamino Ginatempo, Filippo Gullo, Gaetano Majolino, Giovanni Marino, Eddy Milio, Filippo Musicò, Sergio Sofia, Salvatore Totaro, Nino Trimarchi, Saro Visicaro, Rosaria Brancato, Filippo Pansera, Giovanni Frazzica, Cosimo Recupero, Alberto Ponturo.

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