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Sulle disabilità il Comune di Messina a passo di lumaca

Sulle disabilità il Comune di Messina a passo di lumaca malgrado Messina Social City

“Niente su di Noi senza di Noi”. Ron Chandran-Dudley fu il creatore di questo famosissimo slogan che rivendica l’autodeterminazione delle persone con disabilita’, slogan che questa amministrazione pare proprio sconoscere.

La disabilita’ e’ una condizione che puo’ coinvolgere tutti, nessuno e’ immune potenzialmente da questa condizione. Si puo’ nascere con questa condizione, ma si puo’ diventare disabili per incidenti, per malattie, per vecchiaia. Detto questo appare opportuno constatare che, a Messina, sia l’assessore ai servizi sociali, sia il sindaco, non gradiscono la presenza di persone con disabilita’ ai loro tavoli, prova ne e’ la nascita della Messina Social City, discussa solo ed esclusivamente con i sindacati, e ancora oggi dopo i disagi segnalati quotidianamente allo sportello H, questa amministrazione e il CdA della partecipata continua a consultarsi solo con i sindacati. E’ evidente che la condizione di necessita’ non interessa e non si vuole risolvere, al centro di tutto e’ stato messo l’operatore, il lavoratore e non, come sarebbe logico, il disabile. Cio’ non e’ accettabile, una citta’ per essere civile deve offrire ai piu’ bisognosi ristoro e attenzione. Queste ultime parole mancano nell’ottica del loro agire, prova ne e’ la collocazione degli uffici della Messina Social City, attivi e operativi, ma non raggiungibili proprio da chi, disabile, usufruisce di questi pochi servizi. 

Ritengo oltraggioso il comportamento del sindaco e dell’assessore ed uno sperpero spendere tutto questo denaro per far fronte al carrozzone che hanno voluto realizzare, uno dei piu’ nutriti come numero di lavoratori e che non da risposte ai bisogni. 

Una persona e’ disabile solo a causa di un ambiente che lo disabilita e questa e’ proprio la Messina Social City. 

Le organizzazioni di persone con disabilita’ sono nate proprio per rafforzare i diritti di queste persone e di coinvolgerle direttamente, questo processo si chiama “crescita dell’autoconsapevolezza”. 

Questa amministrazione e’ riuscita a ignorare tutti i traguardi che si erano raggiunti a favore della partecipazione degli utenti, tutte le lotte che sono state fatte per far si’ che si statuisse e fosse da tutti riconosciuto che una persona con disabilita’ ha gli stessi diritti dei normodotati. 

Anni di lotte e di battaglie non sono servite a nulla vista la scarsa attenzione riservate ai bisogni, non si ha idea sull’attivita’ di Indagine valutativa sui bisogni della popolazione, non c’e’ controllo, efficacia, non esiste programmazione e gestione dei servizi sociali, nessuno effettua il monitoraggio e il grado di soddisfazione.

Se poi si considera che le istituzioni in generale non si curano degli ultimi, ma anzi se ne servono per ricavare profitto dal loro disagio, si crea una situazione simile a quella dei corvi che banchettano su una carcassa dilaniata.

L’insoddisfazione dei molti, indicata strumentalmente come polemica sterile è, in realtà, frutto di un corposo retaggio culturale che ha escluso i semplici cittadini dalla vita pubblica, che ha reso i servizi erogati ed il lavoro merce per pochi, svilendo il vero significato delle Politiche sociali, dato che lucrare sui cittadini non è mai stato così facile. Karl Marx diceva che ci sarà sempre una classe dominante sulle altre, ed oggi questo ragionamento è più attuale che mai: l’apatia serpeggia tra cittadini delusi e distanti da ciò che “sarebbe stato se…” e che mai si è realizzato.

Il cambiamento è distante, ma attuabile. Non con questa amministrazione, non ora. Fintanto che ci sara’ questo sindaco, questo assessore e questo CDA che ignorano le regole base della democrazia, tutto resterà immutato, in questa bolla di non partecipazione e di sperpero di denaro a discapito di chi non vuole soldi, ma pretende giustizia.

Angela Rizzo

Responsabile regionale di CittadinanzAttiva per i Servizi Sociali

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