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Alessandro Russo curioso salva importanti reperti

Un episodio singolare: Alessandro Russo curioso salva importanti reperti dal macero

Mi trovo mio malgrado a dover intervenire sulla vicenda dei documenti del Comune salvati dalla spazzatura, perché chiamato in causa dal sindaco De Luca e da alcuni articoli di stampa di oggi.
Quei documenti contenenti libri, documenti e le carte di cui si parla erano in due bidoni ATO3 della raccolta differenziata destinati alla spazzatura. Me ne sono accorto tra la mattina e il pomeriggio di giovedì scorso. Sono stato io a recuperarli nel pomeriggio di giovedì, trascinando i due cassoni mobili per metterli da parte nella mia stanza consiliare a Palazzo Zanca, dopo essermi sincerato che fossero effettivamente destinati alla spazzatura. Trovavo la cosa strana e incredibile, tant’è che nel pomeriggio stesso per diverse ore mi sono messo a cercare tra i “rifiuti” eventuali elementi di pregio. Che purtroppo, come un po’ mi aspettavo, ho trovato: dall’autografo di Putin ai messinesi per il centenario del 1908, ai cataloghi delle mostre sull’amicizia tra Messina e l’URSS del 1988 inaugurate da Raissa Gorbaciova, alle foto dei presidenti della Repubblica a Messina e molto altro, che ho provveduto a mettere in sicurezza nella libreria della mia stanza al Comune.
Così come prevede la legge, mi reco – in compagnia di un amico giornalista – a consegnare gli elementi di maggior pregio ritrovati (pergamene di cittadinanza onoraria a Mons. Giovanni Marra) al Sindaco della Città, proprio come indica il Codice Civile. Le altre carte le custodisco nella mia stanza sperando che possano essere recuperate alla fruizione pubblica e alla memoria storica.
Intanto, una nota di chiarezza: nessuno, né tanto meno io, ha inteso mai sottrarre documenti e/o rubarsene. Solo pensarlo mi sembra irrispettoso soprattutto a seguito del gesto che ho poi fatto proprio dopo, con la comunicazione e la consegna dei documenti.
In secondo luogo: non voglio minimamente entrare nel gioco delle responsabilità e dello scontro per trovare per forza qualcuno da crocifiggere: credo che il tutto sia stato solo frutto di disorganizzazione e di disattenzione da parte degli uffici e non ci sia né il dolo, né la volontà di “colpire” l’amministrazione, come scrive sul suo post Cateno De Luca. Si è semplicemente “sbagliato”, tutto qui. Senza dovere per forza fare complottismi o dietrologie contro qualcuno, anche per questa vicenda.
Mi piacerebbe che lunedì questa vicenda si chiudesse con un gesto di assoluta distensione da parte di De Luca, piuttosto che con le lacrime e il sangue ancora una volta. A tutti potrebbe capitare di sbagliare, non ha senso promettere ferocia, basta capire che serve intelligenza e ragionevolezza.
Del resto: se non fosse stata per la mia incredibile curiosità e la mia nota vena bibliofila, di quel carico di spazzatura non si sarebbe accorto nessuno, neppure De Luca. Invece, salutiamo il fatto che si è salvato e piuttosto pensiamo a dare adeguata collocazione a molte di quelle carte, magari in teche espositive accessibili a tutti proprio nei corridoi nobili di Palazzo Zanca. – Alessandro Russo, facebook

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