Barcellona primo piano

Calciomercato di Cosimo Recupero

La notizia è di quelle da lasciare senza parole, almeno per quanti vivono nell’area di Barcellona Pozzo di Gotto.

L’On. Antonio Catalfamo, giovane deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, lascia Fratelli d’Italia e passa alla Lega, di cui diventa capogruppo nel parlamento siciliano.

Insieme a lui altri parlamentari che, evidentemente, sono stati folgorati sulla via di Pontida dal nuovo lider maximo della politica italiana, quel tal Matteo Salvini che continua a spargere odio pensando che sia lavanda.

La notizia è da lasciare basiti, davvero, e ciò per un paio di ragioni.

La prima è che conoscevamo l’On. Catalfamo come persona coerente con le proprie idee e i propri valori, come uno poco avvezzo ai voltafaccia, almeno a quelli per meri interessi di calcolo elettorale. E invece no. Pare che anche per lui Parigi, o meglio Roma, valga bene una Messa. Sì perché, non si offenda nessuno, chi è un pizzico addentrato nelle cose della politica (chiamiamola così per capirci), si avvede immediatamente che questa scelta è dettata semplicemente dalla prospettiva di essere parte di un partito che, in Sicilia, ha ancora molti spazi aperti per la formazione delle liste alle prossime elezioni politiche. In pratica, il caro On. Catalfamo si sta mettendo il ferro dietro la porta per un seggio sicuro alla Camera. Quale migliore occasione di questa, per arrivare, sulla soglia dei trent’anni, a varcare il portone di Montecitorio, complice anche una legge elettorale schifosa che ha riempito il parlamento di nominati, svuotando la democrazia di ogni significato?!?

La seconda ragione è che, oltre al tradimento (parola pesante, ma questo è) di FdI, qui si ravvisa tutto il tradimento del sud, di questa martoriata terra che, fino a ieri, era insultata, vituperata, offesa da quella classe dirigente leghista che non si faceva il benché minimo scrupolo a definire noi, che viviamo a queste latitudini, come terroni, nella migliore delle ipotesi, ma anche cani puzzolenti, sfruttatori, ladri, fannulloni, solo per citare alcuni epiteti.

A questo ci aggiungerei anche che questa scelta, persino dal punto di visto del calcolo elettorale, rischia di essere un boomerang per lo stesso Catalfamo. Innanzitutto perché bisogna vedere se questo seggio sarà garantito. Si sa che i politici, le loro promesse, le scrivono sul ghiaccio. La seconda ragione è che la stella di Salvini, benché ancora alta nel cielo più di altre, sembra aver iniziato la sua parabola discendente. I sondaggi non danno più la Lega al 38%, come prima, ma intorno al 30. I social network hanno tagliato i viveri alla bestia, chiudendo molti profili e pagine facenti capo al Carroccio e questo ha già portato ad un brusco calo dei consensi. Si aggiungano anche i dati provenienti dal Viminale, che dicono che Salvini non sia stato nemmeno così duro nella lotta alla immigrazione, suo cavallo di battaglia. Per non dire poi dei processi a cui Salvini andrà presto incontro e che, piaccia o no, potrebbero costargli caro, spegnendo del tutto i sogni di gloria suoi e di quanti ci si sono messi al traino. Per questo, facciamo appello all’On. Catalfamo, perché ci ripensi e ci dia dimostrazione di saper fare politica, evitandoci queste disgustose scene da Calciomercato.

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