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Policlinico: Un caso di “buona sanità”


Sono stato un paziente del reparto di Nefrologia dell’ospedale AOU Policlinico “Gaetano Martino” di Messina. Da alcuni mesi lamentavo un edema alle gambe, man mano sempre più debilitante, la cui causa sembrava sconosciuta. Una volta ricoverato nel reparto presieduto dal professore Santoro sono stato assistito, per tutto il tempo della mia degenza, da un’equipe qualificata e soprattutto estremamente umana. Una menzione speciale va fatta allo stesso professore Domenico Santoro, medico d’altri tempi, che ogni giorno entrava in reparto la mattina per uscire solo la sera, non tralasciando un solo dettaglio nella cura di ogni paziente ricoverato, senza considerare l’opera portata avanti dalle visite ambulatoriali. Il reparto di Nefrologia e Dialisi è di per sè un luogo impegnativo che, nel corso di questi anni, anche grazie al lavoro del Professore Buemi, è riuscito a raggiungere un livello di preparazione e di competenza molto alto; lavoro, per altro, continuato oggi dallo stesso professore Santoro. Spesso si parla di malasanità, di come i pazienti vengano sempre più frequentemente abbandonati a loro stessi, senza ricevere le giuste cure e le giuste attenzioni. Per questo motivo la sanità pubblica sta progressivamente diventando un luogo di preconcetti: si dice, per esempio, che per essere assistiti come si deve si debba essere raccomandati, “amici di amici”, insomma; che i dottori siano incompetenti, gli infermieri poco professionali e il personale sanitario in generale poco attento. È vero, purtroppo, che esperienze del genere ormai siano frequenti e anche io, prima essere ricoverato in questa struttura, ero leggermente restio: molti, addirittura, mi avevano consigliato di ricorrere a strutture site fuori dalla mia città, ma, nel tempo, ho saputo toccare con mano l’estremo impegno che il personale del reparto ha messo nella cura di pazienti affetti da patologie più o meno debilitanti. L’AOU Policlinico di Messina, inoltre, offre la possibilità agli aspiranti medici e infermieri di un tirocinio e ho potuto constatare come gli stessi ragazzi si sentano motivati e soprattutto spronati dagli addetti ai lavori. Scrivo questa lettera poichè ritengo che la resilienza del professore Santoro può e deve essere un esempio di buona sanità, in un periodo in cui gli ospedali, soprattutto nel Mezzogiorno, sono tanto bistrattati e oggetto di critiche. È pur vero che la malasanità fa notizia, poichè spesso si tratta di episodi a dir poco incresciosi, ma sempre meno si parla di quanto possano essere efficienti le nostre strutture. Ogni paziente è stato seguito con dovizia e a me in primis sono stati fatti tutti gli accertamenti possibili. Il professore è riuscito a risalire alla diagnosi con dovizia e posso dire di essere rimasto sorpreso dalla passione con cui ogni giorno svolge il suo lavoro. Il reparto di Nefrologia e Dialisi dell’AOU Policlinico di Messina quindi, rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello nella nostra città.

                                          Giovanni Caruso

  • già pubblicata su Gazzetta del Sud
  • nella foto il prof. Domenico Santoro

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