sociale

CittadinanzAttiva si batte sempre per lo stato di diritto

In tutte le sedi CittadinanzAttiva si è battuta perchè gli organismi che dovrebbero rappresentare i diritti dei pazienti, i comitati consultivi aziendali fossero effettivamente autonomi, ma anche perchè nella sanità si affermasse lo stato di diritto. Per essere aiutati in questo gravoso compio si sono rivolti agli ordini professionali ed alle Associazioni più rappresentative del volontariato con documento allegato:

Catania 4 Ottobre 2019

Ai presidenti-legali rappresentanti

delle Associazioni aderenti al CCA A.O. Papardo

e p.c.  Al Presidente della Regione Siciliana                                                                                                                          all’Assessore regionale alla Salute

Al responsabile della segreteria tecnica

Dell’Ass.to regionale Salute

Al dott. Giuseppe Liberto

Esperto dell’Assessore reg. alla Salute

Al Responsabile Programmazione sanitaria regionale

LORO SEDI

Illustri Presidenti,

                         per esserci rivolti alle autorità di vigilanza per ottenere la puntuale osservanza di leggi, decreti e regolamenti, cioè

il rispetto delle regole democratiche che, come è universalmente noto, distingue lo stato di diritto dalla repubblica delle banane, è stato riversato su di noi, con il documento che vi alleghiamo (allegato n.1), un fiume di fango condito da affermazioni false e tendenziose, prive di qualsiasi fondamento come cercheremo di dimostrare a voi che rappresentate associazioni od organismi di sicuro spessore sociale e culturale, scevri da qualsiasi sudditanza al potente di turno.

                        Queste le iniziative poste in essere da parte nostra:

  1. Avevamo segnalato all’Assessorato regionale alla salute che il D.A. 21

settembre 2012 n. 1874. Regolamento per il funzionamento e la operatività della Conferenza dei comitati consultivi delle aziende sanitarie della Regione siciliana, con cui qualcuno si è inventata la Conferenza dei comitati consultivi, era assolutamente illegittimo perché privo di qualsiasi copertura legislativa (non è stata mai emanata la legge che istituisce la Conferenza dei CCA) per cui ne chiedevamo la revoca. In mancanza dei documenti, per i quali abbiamo presentato istanza di accesso, a proposito della nascita (si fa per dire) della Conferenza dei CCA tutto quello che sappiamo lo dobbiamo al bollettino del CCA del Policlinico di Catania. del 31 luglio 2011, che a pag.3 riferisce che era stato organizzato presso lo stesso policlinico un convegno dal titolo “Gli organi di partecipazione civica nella nuova sanità in Sicilia”, soprattutto, per ringraziare l’assessore alla salute dell’epoca, dott. Massimo Russo, per aver proposto e fatto approvare la legge regionale n. 5/2009, che con l’art.8, comma 8 e 9, ha istituito i CCA. Nella stessa pagina, a destra in basso, viene poi riportato che “Enzo Cacopardo ha, quindi, letto la dichiarazione di impegno dei Presidenti dei Comitati Consultivi ad aderire ad una conferenza permanente di raccordo. Su proposta del presidente Girolamo Calsabianca, Pieremilio Vasta ne è stato eletto, per acclamazione, coordinatore.” (Girolamo Calsabianca aveva tutti i titoli per avanzare tale proposta, forse anche troppi, come potrete verificare leggendo il suo curriculum facilmente rintracciabile su internet. Nel periodo 2010-2013, cioè quando ha avanzato la proposta di acclamare il coordinatore, era contemporaneamente Presidente del CCA dell’ARNAS OSPEDALE CIVICO PALERMO, Presidente del CCA dell’A.O.O.R. VILLA SOFIA CERVELLO PALERMO, Presidente del  CCA dell’ASP 6 PALERMO, ed ancora Vice-presidente del CCA degli OSPEDALI RIUNITI PAPARDO PIEMONTE (ME) e Vice-presidente del CCA dell’ASP ENNA, per finire semplice Componente dei CCA dell’ OSPEDALE S. GIOVANNI DI DIO (AG), dell’ASP RG e dell’ASP ME. Come una semplice conferenza di raccordo tra presidenti sia diventata la Conferenza dei Comitati Consultivi resta un mistero non facilmente scandagliabile. Speriamo di saperne di più quando ci sarà fornita la documentazione richiesta.

  • CittadinanzAttiva preso atto che il D.A. 21 settembre 2012 n. 1874, anche se illegittimo, resta in vigore fino all’eventuale revoca da parte dell’Assessore regionale alla Salute e che pertanto rimane in vigore anche l’art. 8 di tale decreto , che regola “decadenza e incompatibilità”  e più precisamente il comma 2, che afferma che “Si decade dall’incarico di presidente, qualora venga meno la delega di rappresentanza dell’Associazione all’interno del comitato consultivo.” ed il comma 7  “ Sia nel caso di decadenza che nel caso di dimissioni saranno temporaneamente sostituiti, in seno alla Conferenza, dai vicepresidenti dei rispettivi CCA,”  Saputo che il decaduto presidente della Conferenza l’aveva convocata avevamo chiesto all’Assessorato regionale alla Salute di intervenire, cosa che non ha fatto senza neppure fornirci la motivazione del mancato intervento.

      Pertanto un organismo convocato illegittimamente da chi non ne aveva titolo, e a cui ha partecipato, per rafforzarne la nullità, anche il decaduto, per dimissioni, ex presidente del CCA del Papardo, ma questo lo abbiamo saputo dopo, quindi per aver richiamato la necessaria puntuale osservanza di leggi, decreti, regolamenti (a dire il vero con scarsa fortuna) ci ha accusati,  intollerabile arroganza, di “ingiustificata presunzione di prevalenza tra Associazioni da parte di Cittadinanzattiva, con il rischio di ridurre l’autorevolezza della Conferenza (di un organo illegittimo?) oltre che dei C.C.A”.

       Ed ancora “che Cittadinanzattiva ha anche avviato iniziative presso l’Assessorato alla Salute ed i propri iscritti con il dichiarato intento di fare riconsiderare il valore sociale ed operativo dei Comitati Consultivi Aziendali e la stessa legittimità della Conferenza Regionale”.

       Accusa assolutamente falsa e prima di qualsiasi fondamento come possiamo facilmente dimostrare allegando la lettera che abbiamo inviato all’Assessore Razza (allegato “), che ha delegato il suo esperto dott. Liberto ad incontrarci con l’assistenza del dott. Noto della segreteria dell’Assessore e le cui conclusioni sono state notificate all’avv. Ferdinando Croce, responsabile della segreteria tecnica.

      In quella sede CittadinanzAttiva convinta, da sempre, del prezioso ed insostituibile ruolo dei CCA, ha ritenuto necessario ribadire la necessità che a tali organismi, perché possano svolgere i propri compiti in maniera valida ed efficace, deve essere garantita la più assoluta autonomia. Si è pertanto chiesto che fosse ben precisato ruolo e compiti dei direttori generali nella costituzione dell’organismo (CCA) atteso che siamo in presenza del pasticciato DECRETO Assessoriale 15 aprile 2010 n. 1019. Disciplina relativa alle modalità di costituzione, funzionamento, organizza-zione, attribuzione dei compiti, articolazioni e composizione dei comitati consultivi aziendali, di cui all’art. 9, commi 8 e 9, della legge regionale 14 aprile 2009, (Gurs n. 22 7-5-2010 ). Infatti  all’art. 3, comma 2, testualmente si afferma “Qualora il numero delle istanze di partecipazione al comitato, positivamente istruite ai sensi del successivo articolo 8 del presente decreto, superi il numero dei componenti previsto al comma 1, etc”. Però, leggendo tutto il decreto, ci si accorge che non c’è traccia dell’articolo 8, atteso che il decreto è composto solo da soli 7 articoli. Ed è appunto per questo abbiamo chiesto all’assessore regionale alla salute, tramite i suoi delegati, di completarlo dando precise indicazioni  per impedire che i direttori generali seguano personali criteri di selezione nella scelta delle associazioni da ammettere a far parte dei comitati consultivi aziendali.

       La lettera si chiude con una precisa minaccia: “dare mandato al neo Presidente eletto affinché vengano adottate, in tutte le sedi legittime ed opportune, tutte le iniziative al fine di contrastare quanto asserito e/o richiesto sul punto dalla segreteria regionale di Cittadinanzattiva nei confronti dei CCA (affermazione destituita di qualsiasi fondamento come abbiamo dimostrato prima) e della propria Conferenza Regionale, con l’impegno ad avviare ogni utile azione a difesa esclusiva dei cittadini siciliani, altrimenti spogliati di diritti sanciti dalla L. R. n° 5/2009 e successivi decreti assessoriali (è appena il caso di sottolineare che nella richiamata legge regionale non si parla affatto della “Conferenza dei CCA”).

       Infine essendo il Comitato Consultivo Aziendale un organismo costituito da associazioni non esiste assolutamente l’elezione “ad personam”, per cui il cambio di cavallo, avvenuto maldestramente in corsa, a nulla serve.

Tutto ciò premesso si chiede cortesemente alle SS.LL.:

  1. se erano state informate, preventivamente, del documento contro CittadinanzAttiva che l’ex presidente avrebbe approvato, in sede di Conferenza;
  2. se oggi, conoscendone il contenuto, lo condividono o ne prendono le distanze; naturalmente si resta disposizione per fornire ogni utile ulteriore necessario chiarimento.
  3. Poiché nella lettera è anche scritto – “Inviare copia della presente mozione all’Assessore Regionale della Salute ed a tutte le Organizzazioni ed Associazioni che fanno parte dei Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana affinché ne abbiano piena e legale conoscenza” si desidera sapere se avete ricevuto tale nota.

A tutte le autorità in indirizzo chiediamo, infine, ciascuno per la parte di competenza, di attivarsi per ripristinare, anche in questo settore, il prima possibile, lo stato di diritto, perché è obbligo di tutti, rispettare leggi, decreti, regolamenti. In caso di ulteriore inerzia CittadinzAttiva Sicilia in raccordo con la sede nazionale si riserva di assumere tutte le necessarie iniziative, in tutte le sedi che la legge consente.

     Distinti saluti.

                                                   LA SEGRETERIA REGIONALE

                                                       DI CITTADINANZATTIVA

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