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Per fortuna che Dimitri c’è di Giovanni Frazzica

Musumeci, dai microfoni di una tv nazionale, invita Salvini a staccare spina al governo: “Basta con i 5 stelle che dicono no a tutto, anche al Ponte sullo Stretto” “Se si dice no ad ogni grande opera – ha proseguito il governatore – a cominciare dal Ponte sullo Stretto, che per noi non è un capriccio, ma è la naturale continuazione del corridoio che parte dal nord Europa e finisce a Palermo, non si va da nessuna parte. Poniamo fine a questo calvario e lanciamo un piano Marshall per il Sud”. E già una delegazione di messinesi, più o meno illustri e blasonati, si è riunita a Roma nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati per partecipare ad una conferenza sul tema  “Macroregioni ed Area dello Stretto”, conla presentazione al grande pubblico nazionale del nuovo progetto dell’ing. Giovanni Saccà che riguarda un muovo tipo di ponte, che dovrebbe partire dal lato esterno della Falce del porto di Messina e raggiungere direttamente la città di Reggio Calabria. Può essere considerato un modo per intralciare il percorso del Ponte classico, oppure la manifestazione di una volontà indomita di siciliani e calabresi di volere risolvere il problema della continuità territoriale. Certo che molto danno questa iniziativa al momento non ne dovrebbe fare, considerato che, dal governo Monti in poi, la chiusura sul tema Ponte da parte di tutta la politica nazionale è stata totale. Da questo argomento e da altri temi che potrebbero dare brillantezza alla Città di Messina, quali le attività di Taormina Arte che, anche quest’anno sta aprendo una vetrina importante su un panorama di cultura e di impegno cinematografico internazionale. E invece niente, l’Amministrazione comunale è tutta ripiegata su se stessa, impegnata su una titanica battaglia di retroguardia, quella della raccolta differenziata, che tante altre città, anche del Sud, hanno risolto da decenni ed anche sul varo dell’ennesimo ente di sottogoverno la “Patrimonio spa” che passa in Consiglio con un solo voto di maggioranza. Le iniziative culturali ai privati dunque e per fortuna che Dimitri c’è. Dimitri sarebbe l’avv. Salonia, il patron di Villa Melania che sta lanciando: “Villa Melania Cultural reFactory” a Pistunina (Messina Sud) la prima edizione di “Summer Cultural festival” con eventi culturali, musicali e teatrali per tutta l’estate organizzati dalla Fondazione Salonia. Prima visita guidata del sito multiculturale e “u pani cunsato” per tutti i visitatori.Proseguiranno per tutta l’estate le aperture domenicali con le visite guidate nel sito di “Villa Melania Cultural reFactory” a Pistunina a Messina.  Da Domenica 7 luglio oltre le visite, che si svolgeranno negli orari stabiliti alle 10,30 – 11,30 –18,30- 19.30, al via “Summer Cultural Festival” con degli eventi culturali, musicali e teatrali dal vivo. Di sera nel sito multiculturale questi spettacoli vedranno protagonisti alcuni degli artisti messinesi e internazionali più conosciuti. Si inizia il 7 luglio alle 20.30 con lo spettacolo teatrale musicale “Canti dell’Aria, dell’Acque, della Terra, del Fuoco” tratto dal libro omonimo della poetessa e scrittrice Francesca Spadaro edito da Armando Siciliano. Reciterà l’autrice del libro accompagnata dalle musiche di Gemino Calà.  Il libro è una testimonianza poetica e civile, e Giuseppe Rando Professore di Letteratura Italiana all’Università di Messina e Critico letterario, spiega “Tra tanti testimoni possibili dell’eternità probabile c’è, in primis, l’area dello Stretto, là dove lo scorrere dei secoli e dei millenni, gli sviluppi e i viluppi storici, il succedersi delle civiltà, lo scatenarsi di cataclismi, lo scontro rovinoso delle faglie, gli sconvolgimenti delle guerre, delle pestilenze, della  fame  delle carestie, non hanno nemmeno intaccato la morfologia primigenia dei luoghi, né modificato l’arcaica toponomastica, né svuotato di senso i miti primordiali, né ridotto l’incanto misterico delle più ardite visioni iridescenti. Non è cambiata, col tempo, l’essenza di quel piccolo universo. L’autrice, la poetessa messinese Francesca Spadaro armonizza con lingua e dialetto, poesia, teatro, musica, danza e parole, storia e mito, e ripercorre il magio tragitto delle civiltà fiorita sullo  Stretto: dalla nascita numinosa di Trinacria per mano di tre ninfe; al porto petroso di ‘Peloria l’immane’, al fenomeno illusorio della Fata Morgana, alla nascita e morte della città di Risa, allo scoppio dei Vespri Siciliani, alla tragica vicenda di lacrime e sangue di Scipione Cicala, all’eroica ribellione di  Peppe Sciva, all’infernale terremoto del 1908, al commiato del poeta Giovanni Pascoli che ratifica infine il trionfo, nello Stretto, della poesia esternatrice sui misfatti della storia”.  E come ribadisce sempre nell’opera Mario Sarica, Etnoantropologo e Etnomusicologo, il libro “narra un ritorno rigenerante alle origini mitologiche e leggendarie di quella porzione di Sicilia arcaica, che è l’area dello Stretto, e alle sue “sorgenti di mare”: in un tempo fuori dal tempo, da cui sgorgano alcune emblematiche figure fondative dell’Isola, icone di verità segrete che sfuggono al pensiero concettuale contemporaneo. Prima dell’evento la visita guidata del sito multiculturale delle 19,30 e un aperitivo biologico e  siciliano con “pani cunsato” per tutti i visitatori. Impedibili anche gli altri eventi organizzati dalla Fondazione Salonia che seguiranno nel mese di Luglio: domenica  14 luglio alle 20.30 si esibirà dal vivo  il notissimo gruppo “Jazz Freres 5tet”, domenica 21 luglio alle 20.30 presentazione del libro”All or nothing, la rabbia repressa – 1962 – 1989 viaggio nella beat generation” scritto e edito da Armando Siciliano; domenica 28 luglio alle 20.30  si esibiranno dl vivo gli Shaker Duo, una formazione musicale che punta sull’originalità degli arrangiamenti. Il Duo “shakera” la musica jazz attraverso un repertorio unico ed elegante, senza rinunciare alla versatilità.  Saranno poi proprio le visite guidata a raccontare nei dettagli cos’è e come nasce Villa Melania Cultural reFactory. All’interno tra l’altro, è stata allestita una mostra d’arte contemporanea del pittore Dimitri Salonia e di altri noti artisti contemporanei; una zona etnoantropologica ricca di preziosi oggetti d’epoca come carretti e pupi siciliani; un’area con oggetti di antichi mestieri scomparsi e una zona con la storia del teatro siciliano. L’area include anche la prima residenza antisismica stile liberty, totalmente fruibile, risalente al 1911 che completa l’originale itinerario.  Un raro e straordinario esempio di quello che può fare l’iniziativa privata quando il pubblico latita. Ed auspicabile che l’attività di questa Fondazione possa consolidarsi nel tempo è dare luce a Messina ed quella periferia Sud che giace nel più completo abbandono.

. tratto dal settimanale I VESPRI

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