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Gli interessi del nord di Cosimo Recupero

Le cronache politiche degli ultimi giorni sono state concentrate sulla presunta vicenda di corruzione internazionale che avrebbe coinvolto la Lega.

Ovviamente, aspettiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro per poter dire se si tratti di una storia vera o una montatura volta a screditare la Lega ed il suo leader che, ultimamente, sembrano protagonisti di una ascesa inarrestabile.

Ci riserviamo però qualche considerazione. Per esempio, i tentativi di difesa del leader del Carroccio sono apparsi patetici. Ha dichiarato che Savoini non è mai stato a nessun tavolo ufficiale, ma decine di foto e video lo smentiscono. Ha dichiarato di non conoscerlo, ma anche qui la rete non lo ha aiutato. Ha infine dichiarato di non sapere come quell’oscuro personaggio che ruota intorno al mondo leghista sia potuto finire al tavolo delle trattative al quale c’era seduto anche non qualche oscuro burocrate russo, ma nientepopodimenoche lo stesso Valdimir Putin. Cosa ovviamente non credibile. Non ci si siede al tavolo con Putin per caso.

E quando anche questi tentativi patetici si sono rivelati fallimentari, non ha trovato niente di meglio da fare che rammaricarsi che la Francia abbia concesso una medaglia a Carola Rakete, per distrarre l’attenzione della stampa dall’affaire russo.

 Ma un’altra considerazione ci dovrebbe far riflettere, soprattutto qui a sud. Al netto dei profili penali della vicenda russa, la cosa che non può essere mascherata è che a quel tavolo, oltre alla delegazione ministeriale di Salvini, c’era quel Savoini, presidente di una associazione privata, chiamata Lombardia-Russia, che evidentemente ha come finalità quella di sostenere e coltivare gli interessi della Regione Lombardia. Ed è questo il nocciolo della questione. Se una associazione nasce per difendere gli interessi commerciale di una Regione italiana nei rapporti anche con paesi stranieri, non c’è sicuramente niente di male. Ad avercene di associazioni così in tutte le regioni del Paese.

La cosa che non è accettabile, sul piano morale e politico, è che una associazione del genere abbia diritto di partecipare a vertici così importanti, senza che tale privilegio sia concesso ad altre associazioni simili, in rappresentanza di altre aree dell’Italia.

In pratica Matteo Salvini, leghista e nordista doc, si fa eleggere in Calabria (togliendo rappresentanza politica al Sud) e poi tratta con le potenze straniere gli interessi della Lombardia. Aspettiamo le sentenze della magistratura per capire se c’è un reato. Nel frattempo, però, proviamo a svegliarci, qui a Sud, prima che le istituzioni del Paese siano definitivamente asservite agli interessi del nord.

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