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Atm e Messinaservizi punti caldi di Giovanni Frazzica

Atm e Messinaservizi punti caldi del momento di Giovanni Frazzica

Una decisone, per certi versi clamorosa, della prima sezione civile del Tribunale di Messina, presieduta dal giudice Fabio Mirenna, cambia la storia dell’Atm di Messina. Quanto meno quella contabile. Dalla sentenza infatti emerge chiaramente che tutte le rivendicazioni di questi anni avanzate dall’Azienda erano state giuste e sensate. Così come emerge che Regione e Assessorato non avrebbero mai dovuto pagare di meno i chilometri percorsi dall’Atm, rispetto invece a quanto si faceva con Catania e Palermo. A febbraio 2019 era stato un consulente tecnico nominato dal giudice a fare tutti i conteggi e sostenere questa tesi, ora Il Tribunale si è espresso ed è tutto in favore di Atm. Se aveva ragione l’Atm all’appello mancano diversi milioni di euro di contributo regionale per il trasporto pubblico locale e ora Regione e Assessorato sono stati condannati a pagare ad Atm e Comune tutti i soldi non corrisposti in modo assolutamente arbitrario, tra il 2012 e il 2016. Ammonta a circa 12 milioni il totale da versare nelle casse di Atm. Nello specifico, il giudice ha deciso che per il 2012 spettano 770.803 euro, per il 2013 la cifra sale e si tratta 216.301 euro. Nel 2014 erano mancati 489.734 euro, addirittura nel 2015 erano 3.627.914 euro. In precedenza sia il sindaco De Luca che il presidente dell’Atm Campagna avevano più volte detto che si trattava di una causa persa in partenza, che l’Atm faceva chilometri di troppo non rimborsabili, che il contenzioso andava avanti perché ormai era stato avviato, ma senza aspettarsi grandi risultati. L’esito però è stato ben diverso, così come erano invece convinti l’ex assessore Cacciola e l’ex direttore e presidente Foti. Durissimo il commento di Filt Cgil e Uiltrasporti: “Si sta liquidando un’Azienda con i bilanci in attivo. Seppur ignorati o da talune parti persino sbeffeggiati, oggi possiamo dire che avevamo ragione nei tanti tavoli del Salva Messina e nelle numerose conferenze stampa. Adesso questi 10 milioni di euro arrivano come la manna dal cielo all’amministrazione De Luca che nei dossier e nei tavoli del Salva Messina additarono come “inutile” e “perdente” questo contenzioso, avviato dal precedente management, che invece oggi, come prevedibile, vede vittoriosa l’Atm». Cantano vittoria Carmelo Garufi e Michele Barresi, segretari generali di Filt Cgil e Uiltrasporti, ritengono quantomeno logico a questo punto che il Consiglio comunale debba pretendere dai commissari liquidatori, alla luce dei nuovi fatti, di approfondire il reale stato economico di Atm prima di procedere al voto finale in aula di liquidazione della partecipata. «È ovvio che il Consiglio comunale ha l’obbligo di rivedere quanto stabilito nella delibera 72/C del 23/11/2018 dove, di certo in buona fede ma forse troppo frettolosamente – sostengono Garufi e Barresi, si è liquidata un’azienda adducendo al consiglio dossier e relazioni poco chiare. Oggi occorre un’operazione trasparenza perché, in un perimetro di legalità e nell’interesse dei lavoratori, di certo non si può pensare di liquidare un’azienda con gli ultimi bilanci addirittura in attivo. Chiederemo urgente confronto in merito con i commissari liquidatori». Anche la Municipalizzata che si occupa di smaltimento rifiuti ha avuto un forte scontro con la Uil. Ha risposto Giuseppe Lombardo, presidente della Messinaservizi Bene Comune, che dice: “Da mesi la Società è impegnata a condividere con tutti i lavoratori e con tutte le sigle sindacali scelte e trasformazioni difficili in uno scenario complicato da gestire. Ci è stato lasciato l’ingrato compito di risolvere una situazione lasciata in eredità di non facile normalizzazione, sia riguardo alla situazione delle infrastrutture e dei fattori produttivi, sia riguardo alla gestione del personale. La società – prosegue Lombardo – finalmente dopo essere stata lasciata “ferma” ha contrattualizzato tutte le forniture utilizzando le procedure pubbliche. I mezzi e le attrezzature nuove stanno arrivando solo in questi giorni dopo aver chiuso tutte le gare e le fasi di sottoscrizione dei contratti. La situazione del “pacco mezzi” ex Messinambiente è sotto gli occhi di tutti, abbiamo sempre informato i sindacati su tutto e di come la gran parte dei mezzi dati in usufrutto a Messinaservizi sia vecchia ed obsoleta. Li abbiamo informati anche di come sia antieconomico andare ad aggiustare mezzi ormai di cui non si trovano neanche i pezzi di ricambio”. “Nessuno – continua Lombardo – parla dei disagi per dover conferire rifiuti in una discarica lontana ben125 Km, e della mancanza di un sito di stoccaggio per compensare gli eventuali stop del sito, ma anche del continuo crash dei mezzi che sono sottoposti a continui stress”. “Contestiamo – prosegue Lombardo – l’affermazione che la città è sporca. Non è vero. La città nella situazione data è gestita al meglio ed in comparazione con altre città metropolitane non può essere criticata una società, che pur non avendo un parco mezzi adeguato e nessun sito di smaltimento in città o nelle vicinanze, riesce a garantire adeguato il livello di pulizia e raccolta dei rifiuti. E ricordiamo anche che la città di Messina è 30 km quadrati più grande di Milano. E questo grazie all’aiuto dei lavoratori e soprattutto di quelli a cui viene chiesto di fare sacrifici personali. La Società ha chiesto ai lavoratori di farsi avanti per fare prolungamento orario in caso di necessità, non tutti sono disponibili a fare straordinario. In alcuni casi siamo stati costretti ad applicare il contratto e costringerli a lavorare oltre l’orario contrattuale. Facile fare il paragone con gli anni passati. Ma tre anni fa il numero dei lavoratori in forza al settore era pari ad oltre 550 dipendenti. L’anno passato sono stati in media 511, quest’anno 500. Ad oggi siamo con 100 unità di personale con oltre 60 anni di età. Abbiamo circa 70 unità con varie limitazioni di salute che non consentono di svolgere spazzamento e raccolta e 10 lavoratori lungodegenti che non vengono in azienda da mesi, oltre alle assenze che ogni giorno si registrano per malattia. A maggio la media di assenza per malattia è stata di quasi 50 dipendenti al giorno, nonostante le verifiche medico fiscali. Vi è una carenza cronica di personale soprattutto di quello efficiente e 21.000 ore di straordinario equivalgono a 30 unità di personale che effettivamente mancano per le ragioni citate. In verità, le unità di lavoro necessarie e mancanti sono ben più di 30. Siamo sicuri che l’azione dell’Azienda è apprezzata dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e delle sigle sindacali, non sarà qualche frustrazione ad inficiare il lavoro fin qui svolto. Non si permetterà a nessuno di ‘etero dirigere’ l’azienda come avvenuto in passato. Questo management non consentirà a nessuno di mortificare il lavoro di tanti per qualche meschina posizione. Il tempo dei Direttori Generali “amici” di qualcuno è finito da un pezzo. Si devono rassegnare”. E l’estate più calda di sempre è solo agli inizi.

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