Barcellona

A FERA….che non c’è più… di Gaetano Catania

Ormai sono passati tanti anni, da quando si svolgeva la nostra tradizionale fiera di Giugno, che una volta veniva pubblicizzata con enormi manifesti, in bianco e nero, affissi per le vie del paese, che annunciavano che il 9-10-11 giugno, in località ” Neviera” si svolgeva la fiera del bestiame. La stessa cosa succedeva per quella di Settiemmero, le date erano il 6 e il 7, date storiche che difficilmente si potevano dimenticare. Due edizioni : una quella di Giugno, la più famosa, la più importante, la più affollata, ma anche la più attesa, con tantissimi “firara ” che arricchivano a Nivera, di una infinità di articoli, per la campagna : criva , furcuna, campanazzi , cutedda, corde, cetedda ecutidduzza ..ma anche prodotti per la casa e per la famiglia : bicchieri di vetro, piatti, tegami, pentole, bagnarole, secchi, tutti di zinco o di alluminio (allora la plastica ancora non esisteva) , giocattoli, spagnolette, spazzole ecc., altri firara, si posizionavano nella parte bassa del paese, lungo il Corso. Si .. perché a ” fera” di Mistretta, veniva divisa in due tronconi, una veniva posizionata dal Palazzo Salamone, alla Chiesa di San Francesco, in cui c’erano i firara con prodotti per la casa, per la famiglia e per i bambini, l’altro si estendeva dalla chiesa di S.Caterina alla Neviera, dove oltre a tutti i prodotti riguardanti la campagna, c’era tutta l’utensileria per i contadini. Dalla ” briviratura ” di Santa Caterina in poi, fino all’antenna, era tutta piena di animali domestici, di ogni genere, scecchi, cavalli, mucche, capre..Per due o tre giorni, si assisteva ad un continuo e incessante salire e scendere di visitatori, provenienti da tutti i paesi vicini, che venivano per comprare o vendere.. animali, ma anche per comprare tanti altri prodotti. esposti nell’interminabile serpentone di bancarelle. Mentre, la seconda fiera, quella di “Settiemmero”, veniva considerata quasi un fiera di ripiego, di riparazione, dovuta alla necessità di vendere tutti quegli animali rimasti invenduti, che ora avevano un prezzo più basso, oppure per comprare tutto il necessario per affrontare il rigido inverno, ormai alle porte. In questa edizione invernale, l’articolo più venduto in assoluto erano le pesanti e coloratissime coperte di lana, oltre ai luccicanti bracieri di rame, i stutabrace, i scalfatura, da mettere sotto le coperte per riscaldare il letto. Sicuramente l’edizione estiva, rimaneva quella più importante, in cui si facevano affari d’oro, essendo ricca di più prodotti e di più animali. I firara, venivano sempre due o tre giorni prima, per accaparrarsi i posti migliori o quelli più strategici, e rimanevano a Mistretta, per quasi una intera settimana. Necessariamente dovevano cucinare e dormire, e bivaccavano sotto i loro tendoni, che il giorno coprivano le bancarelle: Sotto ricavano un piccolo giaciglio, per riposare un po durante la notte per poche ore, all’alba si ricominciava. Quel serpentone di bancarelle, a calar della sera, si illuminava con centinaia di grosse lampade, alimentati da rumorosissimi alimentatori a nafta, che davano una luce abbagliante e nello stesso tempo un rumore assordante. Ma tutto questo creava un’atmosfera magica,davvero particolare, molto caratteristica, sembravamo un paese multietnico, invaso da stranieri, tanti erano i dialetti che si potevano ascoltare lungo tutto il percorso: il catanese, il palermitano, u missinisi, u niscusciano..da San Francesco alla Neviera era una marea di gente, uno strepitare continuo e incessante. Anche gli allevatori, venivano da tutti i paesi vicini, arrivavano quasi tutti la notte prima , portando con se, mandrie di animali di ogni genere, così da essere i primi, la mattina presto ed esporrei i migliori esemplari di animali. Molti di loro,erano costretti a rimanere a Mistretta, per qualche giorno, bivaccando in aperta campagna, alla neviera, improvvisando di notte falò e grigliate profumatissimi . La mattina dell’apertura della fiera, tutto era pronto e in bella mostra, già all’alba si sentiva il rumoroso chiacchiericcio di centinaia di persone che cominciavano a salire e scendere da S.Caterina, portandosi spesso, d’appresso tutta la merce comprata : coperte, scale di legno ecc. compreso qualche animale .In entrambe le due edizioni, nella giornata “Clou “, c’era sempre la ” sorpresa “, naturalmente allora non esistevano le attrazioni, le animazioni o le ” manifestazioni collaterali ” di oggi, ma a Giugno, per esempio c’era l’arrivo dei ” cantastorie “, come il famoso Ciccio Busacca, mentre nella edizione di Settembre, c’era la tanto attesa e gradita visita dei ” Gesanti “,che con i loro spettacolari balletti attiravano centinaia di bambini, gioiosi e festosi,che gli correvano dietro. Ma anche i tantissimi forestieri, erano attratti da questi Giganti che vedevano per la prima volta.Non posso mai dimenticare, la spasmodica attesa, che c’era in Noi bambini, per l’arrivo della fiera, perché oltre a coincidere con la fine della scuola, c’era il meritato regalo dei nostri genitori e parenti che erano costretti a ” farini a fera “, cioè.. a comprarci i tanto sognati giocattoli, come : u tamburo,u camioncino, u pallune o le bambole,.per le femminucce. E anche Noi bambini, finito l’acquisto dei giocattoli, andavamo gironzolando per la fiera con tantissima allegria e tanto divertimento . E chi.. non è stato per qualche ora, con il naso all’insù, a sentire il cantastorie, con le sue storie del bandito Giuliano, o su fatti di cronaca nera, che tanto appassionavano grandi e piccini. Sembrava di stare a guardare un film, con la colonna sonora di una chitarra e la storia cantata e illustrata, con varie immagini disegnate nei riquadri di un grosso cartellone affisso alle loro spalle, sopra un vecchio camioncino . Ma quello che suscitava più curiosità e interesse, era anche lo spettacolo cabarettistico, che i ” firara”, venditori di coperte, organizzavano per attirare la gente e che ripetevano più volte, durante tutta la giornata . Infatti alcuni di essi, posizionati quasi sempre al centro della fiera, con un grosso camion, stracolmo di coperte di lana, coloratissime, ad un certo punto, salivano su una specie di buco, ricavato in mezzo alle coperte, con un microfono legato intorno al collo (in modo di lasciargli le mani libere, per gesticolare a più non posso), con un fazzoletto rosso, a quadretti che copriva il microfono (ho saputo dopo che serviva per dare maggiore tonalità al timbro della sua voce ). U firaru esordiva sempre con una frase storica : ” Attenzioni, le prime dieci perone che alzeranno la mano.riceveranno un bel regalo “. Figuriamoci nel sentire dire ” regalo”..quello che succedeva, tantissime persone accerchiavano subito il grosso camion, alzando la mano e gridando ” io…io…io “. Raggruppate un bel numero di gente, u firaro, dava dieci biglietti numerati,e continuava il suo spettacolo, con aneddoti e racconti, molto divertenti, con quel suo spiccato e simpatico accento catanese, ma non dimenticando, di tanto in tanto di elogiare le ottime qualità delle sue coloratissime coperte di lana e offrirle a buon prezzo alla gente. Dopo circa un’oretta di spettacolo e di propaganda, la gente non si allontanava, anzi aspettava sempre quel regalo, ma intanto aveva già comprato una bella coperta. E rimaneva li curiosa di sapere che cosa era quel regalo promesso. E il nostro firaro, ormai stanco, sudato, e del tutto rauco, finalmente andava al sodo, e svelava il marchingegno. Vero è..che dava un regalo, che di solito era una scatola di sei fazzoletti, colorati ma solo a quei dieci che avevano ricevuto il biglietto, che avevano necessariamente comprato una coperta. A quel punto, vuoi per non perdere il regalo, vuoi per non voler fare una brutta figura, davanti a tanta gente, e considerato il fatto, che avevano alzato la mano per prima, la vendita di almeno dieci coperte era più che assicurata . Così finiva lo spettacolo, ma non per molto, il tempo di riposarsi un po, bere un bel bicchiere di vino e ricominciare nuovamente, alla ricerca di altri dieci persone che alzavano la mano, un vero ” stratega” delle vendite. A settembre, invece, l’attrazione maggiore era la visita dei ” Gicanti “, proprio in mezzo alla fiera, seguiti per tutto il loro girovagare tra le bancarelle, da grandi e piccini, con grande gioia. Oggi ..quella fera… non c’è più, ma credo quel fascino, non sarà mai dimenticato, quel calore umano e quella gioia immensa, che si respirava a ” NIVERA “.

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