Barcellona

Mistretta, in giro per Chiese con scavu e madonnina

IN GIRO..per le Chiese di Mistretta.. con u “scavu” e la “madonnina” di Gaetano Catania

Oggi delle pregevoli 24 Chiese di Mistretta, pochissime sono rimaste integre e funzionali. Molte, sono ridotte quasi a vecchi ruderi (soprattutto quelle rurali ), il tempo, l’incuria, ma soprattutto l’indifferenza dei nostri amministratori verso un patrimonio artistico/culturale di inestimabile valore, rischiano di farle scomparire per sempre o di danneggiarle in maniera irreparabile.Certamente viviamo in altri tempi, l’attenzione per il culto e la religione non sono più quelli di una volta, molto è cambiato.Al giorno d’oggi si ha poco tempo per andare nelle chiese, e quelle poche che sono rimaste ancora aperte, sono più che sufficienti per i fedeli che vogliono entrarci. Ma dentro quelle chiese non c’e solo la “religione”: c’è arte, pittura e scultura di altissima qualità. Queste ultime cose oggi non sono più fonte di guadagno, e pertanto non si investono più tanti soldi sulle opere di valore artistico e sul loro restauro. C’è invece bisogno di tante strade, ponti, aeroporti, per volare, correre, per andare sempre avanti veloci e non fermarsi mai…In quelle chiese è rimasto il lavoro, l’estro e la manualità dei nostri nonni, che inconsapevolmente ci hanno voluto lasciare.. e che Noi non abbiamo saputo né apprezzare né capire .Ricordo che molte di queste chiese, anche se in condizioni precarie, a volte venivano aperte e frequentate per brevi periodi, soprattutto in concomitanza di ricorrenze particolari. Nel periodo di Pasqua, ad esempio, in molte di queste, per il Venerdì Santo venivano allestiti i famosi “sabburchi”, che per tutta la notte erano meta di fedeli.Da Santa Caterina a Santa Nicola al S.S. Salvatore, per le strade c’era un flusso continuo di persone mormoranti, che con un catena del rosario in mano, giravano tutte le chiese, fino all’alba inoltrata, recitando il Santo Rosario.Nel periodo di giugno, per la settimana del “Corpus Domine”, la Reliquia, sotto un enorme ombrellone detto “paraqquino”, ogni giorno, con la banda a seguito, visitava quasi tutte le chiese, dove veniva cantato il “Santu Mergu” ed eseguita la benedizione.Attraverso il percorso, tante erano le soste e tante le benedizioni, quanti erano gli “altarini” che i fedeli avevano preparato con tanto amore e con lenzuoli bianchi ricamati.Ad accompagnare la Reliquia, durane la settimana, oltre alla banda c’erano le varie “Confraternite” che appartenevano alla chiesa in cui era diretta la processione quel giorno.La domenica, che era la giornata conclusiva, erano presenti, tutte insieme, le Confraternite e tutte le Associazioni Religiose di tutte le Chiese, ma due di esse si riservavano una “novità” per l’ultimo giorno.Una, quella del Carmine, posizionava in mezzo alle due file di confraterniti incappucciati, una bambina che rappresentava la ” Madonnina”, con un bambolotto in braccio, come fosse ” Gesù Bambino “, e ai suoi lati, altre due bambine, vestite da ” angiolette ” che fungevano da damigelle, che le sorreggevano il mantello azzurro. Nella Confraternita di S. Vincenzo, invece, c’era un bambino mal vestito, con il volto mascariato col carbone di nero, chiamato ” u Scavu “, perché era legato con due grosse catene ai piedi e veniva trascinato da altri due bambini, vestiti da soldati. Questo “scavu”, incatenato, faceva tantissima impressione a noi bambini, e ci rimaneva impresso a lungo nella mente, anche perché ci veniva ricordato spesso dai nostri padri e dalle nostre mamme : – ” Se non mangi, non studi o non fai il bravo, finirai incatenato come u scavu ” – . Oggi non ci sono più gli schiavi, né le catene. Neanche come semplici comparse. Ma non c’è più neanche quell’attenzione e quel rispetto per la nostra cultura, per le nostre tradizioni popolari e per le opere d’arte, non conservate in maniera adeguata nelle nostre splendide “24 Chiese”. Ai giovani di Mistretta, a cui è rivolta in primis questa riflessione, vorrei dire: RIAPPROPRIATEVI della vostra cultura! Del vostro “tesoro”, delle vostre 24 Chiese! Patrimonio della nostra storia e della nostra comunità.

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