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Uno straordinario violino Stradivari sarà trattato con le nanotecnologie

Stiamo studiando e valutando, in accordo con il proprietario, la possibilità di effettuare degli interventi con le nanotecnologie su un violino Stradivari, che abbiamo in concessione esclusiva per i nostri concerti in tutto il mondo. Si tratta della prima volta che un’ “opera d’arte” del genere viene trattata con questi materiali, abbiamo quindi scelto il leader del settore che è un’azienda di Milano e siamo certi che ci daranno risultati stupefacenti e potremo così preservare il preziosissimo strumento musicale dall’ammaloramento del tempo, facendo risparmiare anche per la manutenzione negli anni”

A dirlo è Mauro Ivano Benaglia direttore d’orchestra di fama internazionale, fondatore e presidente dell’Accademia Concertante d’Archi di Milano, che ha diretto negli ultimi 30 anni nei più importanti teatri nazionali e internazionali. Per la conservazione del violino ha contattato Sabrina Zuccalà, imprenditrice di successo e amministratore delegato della 4ward360, leader mondiale del settore della conservazione del patrimonio mondiale, che ha restaurato e preservato diversi siti di notevole importanza internazionale, e che si occuperà dello studio per la conservazione dell’ Omobono Stradivari.

Sono rimasta ipnotizzata – ha detto Sabrina Zuccalà  – dal suono di questo strumento andando ad un concerto dell’Accademia Concertante d’Archi di Milano, chiunque lo ascolti non può che restare meravigliato. Ritengo che tali opere dal valore inestimabile, debbano essere conservate in modo esemplare, così che sempre più persone, anche tra molti anni, possano restare ancora una  volta strabiliati e rapiti dal loro suono melodioso. Ne ho parlato con il Maestro Benaglia che è entusiasta della nostra proposta. Abbiamo avviato subito uno studio nei nostri laboratori con il mio team di ricerca per capire come intervenire e quali nano materiali adoperare, considerando anche che Stradivari stesso, al fine di rinforzare la struttura del legno, usava una preparazione vitrea particolare: un composto di potassa, silice e carbone. Dopo una lunga esposizione a questo composto, il legno diveniva quasi cristallizzato e ciò gli conferiva un eccellente resistenza al tempo”. “Siamo quindi certi – prosegue Zuccalà – che lo stesso noto maestro liutaio sarebbe felice di poter conservare nel tempo e far restare immortali le proprie opere negli anni grazie ai nostri formulati. Si tratta di opere che sono patrimonio dell’umanità e, a proposito di questo, tra gli interventi più importanti da noi già realizzati c’è stato quello sull’Esercito di terracotta” in Cina e il trattamento di conservazione eseguito sul relitto navale recuperato a Marausa, con assi in legno già restaurati che si trovano ora a Marsala nel museo archeologico Baglio Anselmi, o quello su “il Pugile stanco” in bronzo (Roma) e la “Fontana vecchia” nella Città del Vaticano. Siamo certi che  non  si possono lasciare rovinare dal tempo e dall’usura questi beni che rappresentano una pietra miliare nell’evoluzione dell’umanità, ed è per questo che ad Ottobre durante un mio intervento alla Camera dei Deputati ho deciso di dar spazio a questa iniziativa e far udire a tutti lo straordinario suono che questi violini emettono, trasmettendo una sensazione davvero unica”.

Pure l’ambasciatore Emerito dell’Unesco Ray Bondin, da anni fautore degli interventi con le nanotecnologie sulle opere d’arte, ritiene che utilizzare la nanotecnologia sia la migliore tecnica di conservazione oggi sul mercato e ha rimarcato: “Le nano-particelle rivestono completamente i reperti in maniera non invasiva e proteggono dagli agenti esterni e dall’usura del tempo. Le applicazioni sono adoperate ormai da anni sui beni culturali e questa tecnica di consolidamento oggi rappresenta l’80 per cento delle applicazioni impiegate per gli affreschi, ma anche per opere lapidee, come il restauro di materiali calcarei e graniti, e ora anche il legno. Sono assolutamente funzionali alla conservazione dei reperti dal calore, dall’umidità e da eventuali batteri. I violini Stradivari sono delle “opere d’arte” conservate nei migliori musei del mondo, qundi devono essere salvaguardate come patrimonio dell’umanità, ho avuto modo di veder da vicino le tecniche utilizzate da Sabrina Zuccalà con l’utilizzo dei suoi formulati su alcuni lavori che ha eseguito, una di particolare rilievo è la conservazione della pavimentazione della Cattedrale di Malta,  io stesso in questa occasione ho proposto questo intervento”.

Benaglia, soddisfatto per la proposta dell’azienda, è anche titolare del marchio  “Uno Stradivari per la Gente” da anni fiore all’occhiello delle attività dell’Accademia che, grazie alle esclusive concessioni di musei e collezionisti, ottiene  per i giovani talenti – identificati da Benaglia e il suo staff – la possibilità di far affidare loro questi rarissimi capolavori della liuteria per esibirsi nei luoghi più prestigiosi del mondo. Si tratta di un progetto portato avanti ininterrottamente dal 2005  con oltre 100 esibizioni all’anno e con l’utilizzo di ben 27 strumenti costruiti dal sommo liutaio sui 50/60 ancora utilizzabili al massimo delle prestazioni.

Ho avuto l’idea – prosegue Benaglia – di quest’iniziativa perché ritengo che tutti dovrebbero conoscere la bellezza del suono ineguagliabile di uno Stradivari e, allo stesso tempo, è motivo di grande “appeal” per il pubblico che interviene sempre più numeroso alle nostre manifestazioni. A questi grandi eventi che organizziamo lanciamo sempre dei giovani talenti del concertismo nazionale di cui la nostra Italia è fucina. L’attuale violino Stradivari che abbiamo in dotazione, e sul quale ci piacerebbe effettuare lo studio per la conservazione con le nanotecnologie è l’ Omobono Stradivari del 1730- 1740 ed è suonato dal giovanissimo artista ventiduenne Lorenzo Meraviglia, reduce dai grandi successi in Russia, America e in Austria.Fra i violini che l’Accademia ha utilizzato nel corso dello svolgimento del progetto “Uno Stradivari per la Gente, citiamo anche  il noto Stradivari “il Cremonese ex Joachim” del 1715 conservato al Museo del violino di Cremona”.

“Considerata la preziosità e la delicatezza di questi violini ci siamo resi conto, prosegue Benaglia, che era necessario qualche accorgimento specifico di tutela per l’utilizzo dello strumento musicale con tranquillità al fine di preservarne al meglio lo stato di conservazione: i gesti consueti che un solista compie per utilizzare un violino, come estrarlo dalla custodia o semplicemente “imbracciarlo” per farlo suonare, per uno Stradivari, o analogo strumento di valore, possono diventare deleteri se non critici. Ed infatti lo “stress” a cui viene sottoposto ogniqualvolta lo si utilizza per performance solistiche  riguardano il sudore prodotto dalle mani dell’artista, la colophonia (pece) stesa sull’archetto – che produce polvere adesiva e molto aggressiva sulla tavola del violino (ndr) – tutte cose alle quali si deve trovare una soluzione che permetta l’utilizzo dello strumento senza che ciò gli provochi ammaloramento o danneggiamento progressivo.  Inoltre, considerando anche che molti dei segreti dei materiali e delle pitture ad olio utilizzate dal celebre liutaio per i suoi violini non sono ancora del tutto note, abbiamo pensato fosse importante conservarlo con dei materiali che non intaccassero le proprietà chimiche e, dalle nostre ricerche, il miglior intervento oggi è quello con le nanotecnologie”. 

L’esperienza che Benaglia ha acquisito ricercando per i propri talenti i preziosi Stradivari è notevole tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “Uomo degli Stradivari”. Al fianco di Benaglia, appoggia questa iniziativa di studio, ricerca e tutela degli strumenti prestigiosi il presidente di A.N.L.A.I. (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana) Gualtiero Nicolini che rappresenta con il suo Ente centinaia di liutai italiani.

Fra i luoghi che hanno ospitato l’Accademia Concertante ricordiamo la prima esibizione nel Duomo di Milano con  una lunga serie di concerti mariani che hanno avuto inizio nel 1990 in occasione dei festeggiamenti per il X anniversario episcopale di S.E. Cardinale di Milano Carlo Maria Martini. A questi si aggiungono le significative performances al Teatro La Scala, al Teatro la Fenice, al Teatro Filarmonico di Verona, al Ponchielli di Cremona, al Duomo di Milano, al Carnegie Hall di New York, e al Musikverein di Vienna. 

Inoltre, l’Accademia, ha realizzato il Concerto in Onore di S.S. Benedetto XVI durante la visita in Lombardia dove il solista ha utilizzato il magnifico violino Stradivari 1681 “ex Napoleon III” proveniente da Colonia eseguendo il Concerto di Mozart tanto amato dal Papa. 

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