catania

Caltagirone, incontro del Comitato beni pubblici

COMUNE DI CALTAGIRONE

“La categoria dei beni comuni e il diritto delle generazioni future”:

sabato 25 maggio, al municipio, incontro del Comitato popolare

di difesa dei beni pubblici e comuni “Stefano Rodotà”

                “La categoria dei beni comuni e il diritto delle generazioni future” è il titolo dell’incontro che, su iniziativa del Comitato popolare di difesa dei beni pubblici e comuni “Stefano Rodotà” di Caltagirone con il patrocinio del Comune, del locale Ordine degli avvocati e dell’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, si terrà sabato 25 maggio, alle 16, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio. I lavori, introdotti e moderati dai componenti del Comitato popolare di difesa dei beni pubblici e comuni “Stefano Rodotà” di Caltagirone, Andrea Russo e Luigi Alì, saranno caratterizzati dagli interventi del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, del presidente dell’Ordine degli avvocati Walter Pompeo, del direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi calatina, don Tino Zappulla, e del sindaco di Niscemi Massimiliano Valentino Conti. Seguirà la relazione di Ugo Mattei, presidente della Commissione Rodotà, ordinario di Diritto civile all’Università di Torino e professore di Diritto internazionale e comparato “Hastings College of the Law” dell’Università della California a San Francisco.

L’incontro, come spiegano i dottori Russo e Alì, s’inquadra nell’iniziativa che, portata avanti dal Comitato popolare per la difesa dei beni pubblici e comuni a oltre 10 anni dal disegno di legge delega, frutto del lavoro della Commissione Rodotà e dopo oltre 7 anni dal referendum del 2011, meglio conosciuto come “referendum per l’acqua pubblica”, si prefigge tre obiettivi:  “1) Riportare al centro del dibattito nazionale l’intera questione dei <Beni comuni>, riprendendo il testo originale del disegno di legge Rodotà e trasformandolo in un’iniziativa di legge popolare: un testo storico cui la società civile e la giurisprudenza stessa devono molto; 2) Raccogliere perlomeno un milione di firme, e non solo le 50.000 necessarie per legge, perché il messaggio popolare sia coraggioso e forte, aprendo una nuova stagione in cui al centro non vi siano solo numeri e contabilità, ma la persona, l’ambiente, il lavoro, in una sola parola l’attuazione del disegno costituzionale, di tutto ciò che sta nei suoi valori fondamentali e nell’indispensabile esigenza ecologista. 3) Costruire una rete permanente ad azionariato diffuso, una società cooperativa di mutuo soccorso fra generazioni presenti e future: per l’esercizio della sovranità popolare, per unire lotte e comunità, con strumenti di democrazia diretta (referendum, legge di iniziativa popolare, petizione), di azione giudiziaria, d’informazione e di formazione ecologica e in difesa dei beni comuni”.

Durante l’evento di sabato 25 maggio sarà possibile sottoscrivere la proposta di legge.

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            Caltagirone, 22 maggio 2019

                                                                                               UFFICIO STAMPA

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