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Il delitto perfetto di Cosimo Recupero

Il delitto perfetto di Cosimo Recupero

Secondo dati ufficiali, Salvini ha dedicato la maggior parte del proprio tempo, da quando è al Viminale, a fare comizi in giro per il Paese, peraltro utilizzando gli aerei della Polizia per i propri spostamenti.

Un vero record man che ha collezionato ben 211 piazze in meno di un anno.

Però pare che questo attivismo cominci a non funzionare più. In molte piazze dove sono previsti suoi comizi, molti stendono lenzuola con scritte di disturbo verso di lui e la Lega. E questo avviene in tutto il Paese, da nord a sud.

Probabilmente la gente ha capito chi è realmente il leader leghista, campione di comizi nelle piazze e di assenze dalle aule parlamentari. E’ solo un parolaio inconcludente che distrae le masse indicando, ogni giorno, un nuovo bersaglio contro cui aizzare le folle, almeno fino a quando tutta questa rabbia non si scatenerà contro di lui.

E se già la popolarità di colui che si sente il padrone dell’Italia è in calo, lo sarebbe ancora di più se, soprattutto i meridionali, provassero a riflettere su quello che è il suo vero mandato.

In questi giorni convulsi di campagna elettorale frammista a crisi di governo latente, nessuno ha più accennato alla autonomia differenziata tanto cara alla Lega. E questo avviene perché questa proposta è talmente di rottura da essere persino più eversiva della secessione di cui si riempiva la bocca Bossi.

Il perché è presto detto. Basta guardare i numeri. Gli abitanti di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna pagano alle casse pubbliche meno di dodicimila euro l’anno di tasse. Il Veneto non supera nemmeno i diecimila euro pro capite. Questo significa che, se passasse questa cosa dell’autonomia differenziata, queste Regioni pagherebbero intorno a mille euro ad abitante allo Stato e tratterrebbero il restante novanta per cento nelle proprie casse. Ma se si pensa che lo Stato Italiano paga più di millecinquecento euro l’anno per ogni abitanti solo per gli interessi sul debito pubblico, se veneti e lombardi pagassero solo i loro mille o poco più, la differenza ricadrebbe inevitabilmente sui meridionali che, oltre a questo, dovrebbero pagare con le proprie tasse non solo parte degli interessi sul debito di competenza delle regioni del nord, ma anche tutti quei servizi (giustizia, difesa, forze dell’ordine) che comunque resterebbero di competenza dello Stato centrale. Una vera beffa: le regioni povere che pagano debiti e servizi alle regioni ricche. Nemmeno con la secessione sarebbe avvenuto tutto questo. Un vero delitto perfetto che può avvenire solo se i meridionali, con il loro voto, decideranno stupidamente di esserne le vittime.

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