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Regioni: autonomia differenziata, un errore

L’economista Gianfranco Viesti, ha dedicato all’ autonomia un saggio, “Verso la secessione dei ricchi” della casa editrice Laterza, caricabile gratuitamente. Le osservazioni di Viesti si concentrano sull’iniziativa delle tre regioni del Nord, per “ottenere, sotto forma di quote di gettito dei tributi che vengono trattenute, risorse pubbliche maggiori rispetto a quelle oggi spese dallo stato a loro favore”. Secondo Viesti, attribuire maggiori risorse a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna significa ridurre i finanziamenti alle altre regioni, attribuendo così un ulteriore vantaggio economico al Nord. Ma, scrive Viesti, aggregare i cittadini sulla base della loro appartenenza territoriale è, oltre che giuridicamente sbagliato, ideologicamente arbitrario: a beneficiare della spesa pubblica e a pagare le imposte non sono infatti i territori regionali, ma i singoli cittadini, sulla base della loro condizione di benessere o di bisogno, indipendentemente da dove sono nati o risiedono. La protesta dei medici – L’ordine dei Medici ha affisso un manifesto per ricordare il diritto alla salute uguale per tutti gli Italiani.

La Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha chiesto un confronto con governo e Regioni – si dice contraria, indicando la definizione di uguali livelli di assistenza per tutte le regioni, vista la disparità esistente oggi, tra Nord e Sud. Il segretario Maurizio Landini scrive “così facendo si rischiano di acuire diseguaglianze e ingiustizie sociali”. L’appello di 130 storici, paesaggisti, soprintendenti, intellettuali hanno firmato un appello contro l’autonomia regionale su alcuni temi delicati di ambiente, urbanistica, beni culturali. “Un vento di follia sta investendo il Paese”, si legge, “quanto resta dello Stato viene sbriciolato a favore di Regioni che, in quasi mezzo secolo, hanno spesso dimostrato inerzia, incapacità, opacità a danno della comunità, della Nazione italiana”. Inoltre: “E’ un atto costituzionale che assesta un colpo mortale allo Stato unitario, destinato a portare al massimo il caos politicoamministrativo del Paese anche nei suoi rapporti con l’UE e col resto del mondo”. Preoccupa in particolare il fatto che “fra le prime competenze rivendicate in esclusiva vi sono Ambiente, Beni Culturali, Urbanistica (ma non solo)”. Ciò che preoccupa i firmatari dell’appello è che alle tre Regioni: autonomia differenziata Umanitàeuropamondo Continua a pag. 15 N. 35 – Marzo 2019 15 regioni che “pretendono mano libera su ambiente, paesaggio, beni culturali”, si possano aggiungere altre Regioni che “chiedono già di avere più autonomia e più competenze esclusive”Tale disegno è assolutamente, drammaticamente inaccettabile”, dicono i firmatari dell’appello e concludono: “Eleviamo la più forte e argomentata protesta contro una operazione che smantella lo stesso Stato regionale, dissolve un governo centrale già debole che invece negli Stati regionali è forte e deciso. Un vento di follia sta investendo il Paese, quanto resta dello Stato viene sbriciolato a favore di Regioni che, in quasi mezzo secolo, hanno spesso dimostrato inerzia, incapacità, opacità a danno della comunità, della Nazione italiana”. DE LUCA GUIDA LA PROTESTA Il presidente della Campania Vincenzo De Luca, in una conferenza stampa, ha fatto un appello al Pd e al Movimento 5 stelle: “Verifichiamo chi vuole difendere in maniera civile il sud e chi tradisce il Sud”,poi “in primo luogo alla forza politica che ha avuto larghi consensi nel Sud e che in questo momento è silente, impressionata dal voto in Abruzzo, in letargo”. De Luca infine ha affermato di aver chiesto al governo che la Campania possa sedere al tavolo della trattativa sull’autonomia: “E il governo non ci ha ancora risposto. Non siamo degli intrusi ma soggetti cointeressati in maniera vitale alle decisioni che si prendono in relazione a Veneto, Lombardia ed Emilia”.

  • tratto dal giornale Uem

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