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Salpietro: in 8 anni vaccinati 1220 bimbi a rischio

Carmelo Salpietro, direttore dell’UOC di Pediatria d’Urgenza del Policlinico di Messina, durante una conferenza stampa nella quale sono stati presentati i risultati di un lungo lavoro in materia di vaccini da lui coordinato e al quale ha preso parte anche l’Asp 5 di Messina, tra l’altro ha detto: “Con questo lavoro siamo riusciti a dare un contributo concreto in ambito vaccinale, specie con riferimento all’obiettivo di raggiungere una copertura superiore al 95%, necessaria per poter garantire la cosiddetta immunità di gregge”. E’ il frutto di un’attività avviata circa otto anni fa a seguito della sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa tra il Policlinico e l’Asp 5 con l’obiettivo di effettuare le cosiddette vaccinazioni protette per i bambini a rischio, cioè quei bambini aventi patologie particolari che necessitavano di essere vaccinati in un ambiente particolarmente protetto. I risultati di quel lavoro mostrano in estrema sintesi che nella stragrande maggioranza dei casi è stato possibile vaccinare senza alcun problema tale particolare categoria di soggetti. Nel dettaglio, stiamo parlando di 1220 bambini, 538 dei quali sono stati poi sottoposti ad altre vaccinazioni. Viceversa, in un’esigua minoranza di casi non è stato possibile procedere con la somministrazione del vaccino. In particolare, stiamo parlando di 6 bambini, uno dei quali presentava una grave encefalopatia non definita, un altro presentava la sindrome di Gullain Barrè pochi giorni dopo la vaccinazione, due presentavano deficit anticorpali severi e due presentavano gravi reazioni allergiche a seguito della somministrazione della dose. Il commissario del Policlinico Giuseppe Laganga Senzio, intervenendo a conclusione di una conferenza a cui avevano preso parte anche Giacomo Caudo, presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, il pro-Rettore Giovanni Tuccari e Domenico Sindoni, dell’Asp.5 Me, ha affermato: “Quanto presentato oggi è uno dei pochi esempi concreti di sinergia tra le istituzioni del territorio. Ciò non può che far accrescere ulteriormente la fiducia delle persone nei confronti delle aziende ospedaliere“.

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