attualità primo piano

Messina, Pd sotto i riflettori per le primarie

Messina, Pd sotto i riflettori per le primarie di Giovanni Frazzica

Miracolo a Messina. Il Pd, considerato defunto e disperso dopo il doppio colpo determinato dall’abbandono di Francantonio Genovese e dal micidiale commissariamento biennale di Ernesto Carbone, è riuscito ad organizzare ed a celebrare dignitosamente le primarie 2019 per la elezione del nuovo Segretario nazionale. Sono stati 3.741 i votanti della città di Messina per la scelta del Segretario e dei componenti l’Assemblea nazionale del Partito Democratico. Un risultato notevole per le consultazioni cittadine, che ha visto la gente recarsi ai sei seggi cittadini, dislocati uno per ogni quartiere. Il più votato dei tre candidati, in città, è stato Nicola Zingaretti, con le due liste “Piazza Grande Europa” e “Piazza Grande Sicilia”, che ha raggiunto il 57,12% dei votanti, con un totale di 2137 preferenze. Secondo è stato il candidato alla segreteria Maurizio Martina, nell’unica lista “Sicilia con Martina”, con 1273 voti (34,03%). Al terzo posto Roberto Giachetti, lella mozione “Sempre Avanti”, con 331 voti e l’8,84%. Qui di seguito, i voti nei sei seggi messinesi: Messina1: Zingaretti 243, Martina 99, Giachetti 6, totale votanti 348; Messina2: Zingaretti 228, Martina 59, Giachetti 21, totale votanti 308; Messina3: Martina 243, Zingaretti 162, Giachetti 28, totale votanti 433; Messina4:Zingaretti 641, Martina 322, Giachetti 123, totale votanti 1.086; Messina5: Zingaretti 600, Martina 372, Giachetti 96, totale votanti 1.068; Messina6: Zingaretti 263, Martina 178, Giachetti 67, totale votanti 498. “Oltre mille persone in più in fila ai seggi, in città, per scegliere il “loro” segretario testimoniano come la voglia di partecipazione e democrazia sia ancora forte – ha commentato il segretario provinciale Paolo Starvaggi – oggi più che mai è necessario sottolineare come il popolo democratico sia capace di tenere alti i valori che sono alla base del nostro partito, e che sia a livello locale che a livello nazionale, ci vedono come l’unica, sola e reale alternativa. Il mio e il nostro ringraziamento va a tutti coloro i quali, iscritti, militanti, simpatizzanti e volontari, oggi ci hanno resi orgogliosi di essere democratici”, ha concluso il segretario provinciale del Pd. Gaetano Gennaro, capogruppo del Pd a Palazzo Zanca ha così commentato il risultato:”Le primarie del 3 marzo sono state un grande momento di democrazia e di partecipazione popolare, che dimostra come sia possibile costruire un’alternativa politica credibile rispetto  all’attuale governo a guida Lega-5stelle. Il popolo delle primarie ha compreso il pericolo di una deriva populista del nostro Paese ed ha manifestato la volontà di voltare decisamente pagina. Adesso il PD dovrà cogliere la sfida ed impegnarsi a costruire un nuovo centrosinistra che sia capace di rappresentare appieno le esigenze delle fasce più deboli e dei giovani. A Messina il PD dovrà ricambiare la fiducia espressa da migliaia di cittadini e sforzarsi per cambiare marcia, cercando di incentivare l’iniziativa politica ed elaborare una proposta programmatica chiara e riconoscibile”. Ma non sono mancate le opinioni espresse da cittadini coinvolti emotivamente da questo inconsueto evento politico che, per certi versi, sembrava anche una sorta di festa popolare. La testimonianza di Antonio Vita, cittadino messinese doc, tradizionalmente elettore del centro-destra è emblematica di un certo stato d’animo del cittadino messinese che osserva con attenzione l’andamento della politica: ”Devo dire che mi ha confortato il vedere tanta gente, in fila ordinata, in attesa di esprimere il suo voto di preferenza ad uno dei tre contendenti alla Segreteria del PD. Mi ha confortato pure che in ‘piazza’, dal vivo si parlasse di politica animati dal desiderio di un Italia migliore. Perché non appartiene in maniera esclusiva ad una parte soltanto il diritto a esprimere e realizzare progetti che migliorino le condizioni perché l’uomo possa vivere in una società a dimensione umana, che di lui abbia rispetto, che ne interpreti i bisogni primari che non coincidono solo e soltanto con quelli ‘volgarmente’ economici. Meravigliera’ che io, uomo da sempre indicato come di destra, possa godere di tanta partecipazione ad un raduno di sinistra. Mi sono pure ritrovato a scambiare con qualcuno storicamente della ‘parte avversa’ qualche idea per migliorarsi e migliorare la comunicazione. Mi sono concesso anche qualche consiglio. E chi mi ha ascoltato me lo ha permesso. Si perché è vitale tornare a parlare di politica. Combattere, superando le sensibilità che contrappongono, le ‘anomalie’ e i virus letali che l’hanno ridotta allo sbando, senza punti di riferimento. E la politica ha le sue regole. Maggioranza e Opposizione. Lo sbando è da sempre governato dalle élite. Altro che democrazie”.

Rosalinda De Francesco, già esponente di primo piano del “Megafono”, ci dice: “Oggi grande partecipazione di elettori, la sinistra è ritornata unita, la sinistra oggi batte un colpo…c’è la voglia di partecipare alla vita politica del Paese. Sono stata al gazebo in periferia, in tanti hanno votato con voglia di credere in un nuovo progetto politico di sinistra. Gli elettori hanno voglia di buona politica, adesso tocca al PD dimostrare che questa è la strada della buona politica”. Il contagio della “zingarettite”, che poi è stato il fattore trainante del successo di questa tornata di primarie dem, non ha risparmiato neanche la provincia. La professoressa Maria Teresa Collica, già sindaco di Barcellona quale espressione di una lista civica di sinistra, ha salutato con favore il ritorno del popolo barcellonese alle urne per il Pd e per Zingaretti, segnale di una forte voglia di partecipazione e di democrazia. Felice del risultato anche Salvina Merlino, segretaria della sezione del Pd di Barcellona. “Sono stata al seggio, anche se stavo poco bene, ma sarei venuta anche in ambulanza, era un appuntamento da non perdere – ci dice la segretaria Merlino – sono venuti a votare più di 450 elettori. Anche a Barcellona ha vinto Zingaretti, devo dire che nella mia qualità di responsabile della segreteria mi sono mantenuta assolutamente neutrale rispetto al gioco delle preferenze, il risultato finale è dipeso, a mio avviso, esclusivamente dalle libere scelte delle persone, sia per venire a votare, sia per chi votare”. Insomma un grosso movimento di popolo anche a Milazzo, Patti, Capo d’Orlando e Sant’Agata. Cosimo Recupero, opinionista filosocialista, si chiede: ”Ma tanta di questa gente che ha votato, era per Zingaretti o contro l’inconcludenza di Di Maio?”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *