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Dalle tasche degli italiani di Cosimo Recupero

Qualche giorno fa il vicepremier, doppio ministro e capo politico del partito (nemmeno Mussolini aveva tutte queste cariche, alla faccia della lotta alle poltrone) ha pubblicato una lista con le cose fatte.

Fatto, fatto, fatto… era la ridicolissima fine di ogni riga, accanto alle cose realizzate. Come se uno statista tenesse il rendiconto del proprio programma su un foglio piegato in tasca, come la lista delle cose da sbrigare: passare in farmacia, prendere i soldi al bancomat, pagare il bollo ecc…

La solita pagliacciata organizzata dalla Casaleggio per parlare alla gente. Del resto è bello parlare alla gente, ma sarebbe ancora più bello se le si dicesse tutta la verità.

Sì, perché quel foglio, così perfetto nella grafia, così ordinato, così di impatto nella sua semplicità, in realtà cantava la mezza Messa, per dirla con Montalbano.

Per citare solo alcuni esempi, è vero che non ci sarà l’aumento dell’IVA, ma solo per il 2019. Dal 2020 la stessa legge di bilancio dice che, se le previsioni di crescita si saranno rivelate sbagliate, l’imposta sui consumi aumenterà e pure in maniera cospicua, fino al 26,5% dal 22% attuale.

E’ vero ancora che sono state tagliate le pensioni d’oro, ma anche qui la mezza verità. Forse nel taglio è scappata la forbice e, insieme a quelle d’oro, sono state tagliate le pensioni d’argento, di bronzo ed anche quelle di legno, cioè quelle sopra i 1566 euro mensili lordi.

E potrei ancora citare il superamento della Fornero che in realtà sarà per un breve periodo di tempo e richiederà grossi sacrifici a chi ne vorrà usufruire.

O il reddito di cittadinanza, che vede destinati circa 4 miliardi, meno del 10% dei 50 che servirebbero per dare a tutti i 780 euro al mese entrati ormai nell’immaginario collettivo come la linea di confine fra la ricchezza e la povertà.

Ma la cosa che ci preoccupa ancora di più non è il fatto che ci abbiano nascosto cosa hanno fatto realmente, mimetizzandolo abilmente dietro il fatto, fatto, fatto…

Ci preoccupa che il governo stia preparando l’ennesimo salasso per gli italiani. Dopo le pensioni da 1566 euro in su, di cui è stata bloccata l’indicizzazione, è possibile che il prossimo passo sia un taglio o almeno un blocco dei salari pubblici e privati, per compiacere ai grandi potentati internazionali che trovano particolarmente fastidioso dover pagare la gente che lavora per loro.

Diciamo questo sulla base di una banale osservazione delle cose dette e di quelle non dette. Ci avevano parlato di taglio delle pensioni d’oro, appunto, ed hanno tagliato anche quelle di legno. Adesso tornano alla carica con gli stipendi dei parlamentari. Lo Hanno fatto Di Maio e Di Battista, per dire di voler fare la battaglia ai privilegiati, dimenticando peraltro di trovarsi in vacanza sulla neve, da privilegiati.

Il tema degli stipendi dei parlamentari era stato sottaciuto per mesi fino a ieri, eppure era una delle battaglie storiche del movimento. Forse, chi comanda realmente nel movimento aveva deciso di tenerlo in freezer fino a che non fosse servito per preparare il terreno all’ennesima operazione di prelievo dalle tasche degli italiani e, anche, perché no, per ridare una lucidata alla appannata immagine del movimento che molti sondaggi danno in caduta libera. Staremo a vedere, ma non dite che non ve lo avevamo detto.

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