attualità primo piano

Ironie su sanatoria per gli abusivi in sanità

Nella manovra spunta il comma 238 bis che consente l’iscrizione agli albi professionali anche di chi non ha titolo, purché abbia svolto la professione per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni.

Come la si vuol chiamare? Chiamiamola come viene definita dal personale sanitario in possesso di requisiti e titoli di studio: sanatoria globale per tutti gli abusivi in sanità. Si tratta di una delle tante sorprese che la maggioranza penta-leghista (in questo caso su pressione M5s, che quando si tratta di sanatorie e condoni sono peggio del Berlusconi dei brutti tempi) ha regalato al popolo italiano.

Il comma della discordia – Nel Def è stato inserito il comma 283 bis che contiene norme assai discutibili: si modifica le legge 42/99 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) introducendo per la terza volta, dopo l’inammissibilità in Commissione Bilancio alla Camera e poi il ritiro dell’emendamento della Lega al Senato, una deroga per l’iscrizione agli Ordini da parte dei professionisti senza titoli.
Viene stabilito infatti che chi ha svolto professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni, potrà continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscriva, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento (da costituire entro 60 giorni con decreto del ministero della Salute) e istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione.
 L’iscrizione all’elenco speciale non comporterà un automatico diritto ad un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, ad una progressione verticale o al riconoscimento di mansioni superiori.

Tuttavia le proteste e le ironie sui social non si contano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *