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Il docunento illustrato all’Assemblea Popolare dal prof. Cosimo Inferrera

Il docunento illustrato all’Assemblea Popolare dal prof. Cosimo Inferrera

 

ASSEMBLEA POPOLARE Messina, 15 Dicembre 2018

Al Parlamento Europeo tramite il Governo Italiano,  il Parlamento e le Regioni

 

Il Mar Mediterraneo da sempre è il punto di snodo dei più grandi traffici economici.

Col raddoppio del canale di Suez, completato nel 2015, il traffico merci nel bacino del Mediterraneo è arrivato a superare, per la prima volta nella storia nel 2017, il miliardo di tonnellate di merci, trasportate da 17.550 navi: una flotta fatta di navi sempre più grandi, in costante movimento tra Europa ed Asia.

E’ anche motivo di soddisfazione apprendere che i traffici dall’Occidente verso l’Oriente crescono più rapidamente di quelli in verso opposto: l’Europa ha ancora molto da dire nel commercio mondiale ed il Canale di Suez è la porta dell’Europa verso la parte di mondo che più rapidamente cresce.

Il Canale di Suez supera inoltre di oltre 4 volte i traffici attraverso il Canale di Panama (anch’esso recentemente “raddoppiato”), confermando che il percorso attraverso il Mediterraneo conserva il primato mondiale dei traffici, indirizzando verso la Sicilia innumerevoli occasioni di scambio e di lavoro.

Al centro geografico del Mediterraneo si trova infatti la Sicilia, isola che sarebbe in posizione strategica per intercettare i flussi economici della “Via della Seta”, se solamente fosse sfruttata. Infatti, benché essa sia separata da un braccio di mare di soli 3,2 km dal continente europeo, risalta ancora oggi la sua peculiarità di isola, per l’arretratezza infrastrutturale che la caratterizza e l’onerosità per raggiungerla.

Un collegamento stabile e continuo rappresenta l’anello fondamentale per realizzare al completo il corridoio ad Alta Velocità Helsinki-Sicilia e intercettare i flussi della nuova “Via della Seta”, permettendo di captare gran parte delle merci che nei container attraversano il Mediterraneo da e per il Nord Europa.

Si tratta di circa 5 milioni di container al mese, che dovrebbero essere stati depositati sulle banchine dei porti di Augusta, Gioia Tauro e degli altri porti del Tirreno, dello Jonio e dell’Adriatico per essere poi collocati sui treni se spedite verso il Nord e sulle navi se indirizzate verso il Medio e il lontano Oriente. Il tutto per accorciare sensibilmente i tempi di percorrenza.

Ciò comporterebbe l’uso di centinaia di treni nonché la realizzazione di una modernissima piattaforma logistica per gestire tale traffico. Treni che, attraverso le nuove linee italiane ad alta capacità, troverebbero modo di raggiungere l’Europa.

E’ pertanto indubbio che la Sicilia, e con essa il Mezzogiorno e l’Italia intera, debba richiedere tra i progetti quello prioritario del collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria. Questo comporterebbe notevoli ricadute sia sul piano ambientale (i treni sono molto meno inquinanti rispetto alle navi portacontainer) sia sul piano economico con l’innesco di crescita occupazionale (laddove la fuga dei giovani in cerca di lavoro impoverisce fortemente il territorio) sia infine sul piano turistico, grazie ad una maggiore facilità con cui raggiungerla.

Guardando al futuro ed allo sviluppo, occorre dire sì al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria per completare i corridoi europei e inserirsi fruttuosamente nella nuova via della seta. Al fine di perseguire tali scopi i sottoscritti chiedono all’UE di promuovere al più presto attraverso il Governo italiano, il Parlamento e le Regioni del Sud l’istituzione della Macroregione Mediterranea Occidentale, fondamentale nel dialogo tra Europa e Nord-Africa (EURAFRICA).

A commento di una intensa fase di impegno il prof. Cosimo Inferrera ha voluto rilasciare questa Dichiarazione: Cittadini, espressione di Comitato e Associazione di portata nazionale per la promozione della “Macroregione Mediterranea Occidentale”, rappresentanti sindacali e degli ordini professionali, amministratori locali e politici siciliani hanno detto forte e chiaro a Chi governa di voler concorrere nella competizione globale, mentre ne sono esclusi a seguito della mozzatura del TAV Helsinki – Palermo, da Salerno in giù. A tale riguardo la Comunicazione della Commissione sulle Prospettive di Bilancio “A budget for Europe 2020”, presentato al Consiglio ed al Parlamento Europeo il 29 giugno 2011 ha segnato un cambiamento d’approccio assai deleterio per la terra meridionale. In tale Comunicazione è individuato un modello di pianificazione e finanziamento basato su due livelli: il primo, di interesse europeo (core network) sul quale si concentrano le risorse di bilancio comunitario, e il secondo nazionale (comprehensive network), la cui realizzazione e finanziamento spetta soprattutto agli Stati membri. Ne è palese conseguenza la mancanza di porti gateway nel Sud, con Gioia Tauro porto fantasma. Così l’attracco dei super cargo viene impedito, i cui teu-container per essere smaltiti necessiterebbero di centinaia di treni AC di lunghezza pari a 750 m (in UE 1500 m, in Cina 3000-5000 m). Con i tir soltanto non sarebbe possibile: ecco perché i porti meridionali, privi di gateway sono incaprettati nel “transhipment”! Nelle banchine dove esista un porto gateway infatti fioriscono fino a 20.000 posti di lavoro. Di fatto ripresa economica del territorio ed alta velocità nei trasporti ferroviari delle merci e dei passeggeri vanno ovunque di pari passo; da noi no: è di fatto impossibile. La ripresa del SUD ITALIA, in questo campo appare quindi fondamentale nei riguardi dei rituali conteggi debitori con l’Europa, dove l’Italia è sempre ultima per tasso di crescita, determinante una progressiva divaricazione con il gap comunitario. Questo il succo del messaggio lanciato dall’Assemblea Popolare, se i decisori vogliono profittarne … Finora pare di no, mentre dietro l’angolo si agita lo spettro della “questione settentrionale” !

 

 

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