Barcellona

Comitato tutela e salvaguardia dell’Istituto Medi di Barcellona Pozzo di Gotto

Comunicato stampa del Comitato per la tutela e la salvaguardia dell’Istituto Medi di Barcellona Pozzo di Gotto

 

La scuola è un bene comune pubblico e un bene cittadino, un’agenzia preposta per legge all’educazione e alla formazione dei giovani. Dovrebbe garantire la formazione come priorità assoluta, una preparazione tale da consentire agli studenti di affrontare adeguatamente l’università e il lavoro, dovrebbe eliminare le discriminazioni, ad esempio è diventata consuetudine la richiesta del cosiddetto contributo volontario -nella prassi divenuto obbligatorio- per accedere ai servizi, ignorando le circolari ministeriali che ne vietano la richiesta. L’aver istituzionalizzato tale richiesta ha come conseguenza pratica la discriminazione fra gli studenti che lo versano (e possono così usufruire delle offerte formative della scuola) e quelli che, non versandolo, sono tagliati fuori dalle offerte formative.

Siamo così ritornati indietro di anni perché sono stati calpestati diritti acquisiti nel tempo!

L’Istituto scolastico IIS Medi di Barcellona Pozzo di Gotto è esempio chiaro di come una mala gestione possa creare discriminazioni, disagi e far perdere prestigio a un’intera comunità.

I dati delle iscrizione dell’anno scolastico in corso sono la prova che l’utenza ha ben compreso le gravi mancanze dell’Istituto giacché si è registrato un vertiginoso calo del numero di studenti in tutti gli indirizzi:  Scientifico, Linguistico, Classico, Magistrale. In un’azienda lavorano tanti impiegati ma che l’azienda abbia successo o meno dipende essenzialmente dalle scelte operate dal dirigente dell’azienda col suo staff. Dipende da questi pianificare la strategia aziendale che potrà essere ottima o pessima, se sarà ottima l’azienda venderà i suoi prodotti e si espanderà, se pessima l’azienda chiuderà. Trasponendo alla parola “azienda” la parola “scuola” ne consegue che con un dirigente e uno staff ottimo la scuola progredisce altrimenti fallisce.

Con le riforme, di fatto oggi la scuola ha assunto molti dei caratteri dell’azienda, purtroppo non è una buona azienda educativa. Infatti, se il dirigente scolastico è illuminato reggerà la sua scuola in modo intelligente puntando sul merito, diversamente, se è un dirigente antidemocratico, e magari egli stesso carente di titoli adeguati -vuol dire, come scrive Pierluigi Castagneto, “entrare nell’istituzione scolastica non per merito, competenze professionali, non per concorso, ma per i diritti acquisiti, per le mille leggi e leggine che hanno permesso di accedere per grazia politica ricevuta”- opererà all’insegna del demerito e dell’inefficienza.

Per sottolineare la grave situazione dell’Istituto scolastico ISMEDI di Barcellona Pozzo di Gotto è stata presentata una petizione –l’articolo 75 della Costituzione prevede il referendum popolare, anche  la petizione è una manifestazione della volontà popolare promossa da un Comitato, figura giuridica prevista dal Codice civile, articolo 39- allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza. In quest’ottica si è pensato di raggiungere una soglia simbolica di 100 firmatari -allo stato ampiamente superata e raddoppiata- a rappresentare uno schiaffo civile, una presa di coscienza atteso che tutte le problematiche della scuola sono già all’attenzione degli organi istituzionali  competenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *