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Atm, alcuni sindacati siglano accordo. Risanamento: Potere al Popolo contesta

Su Atm alcuni sindacati siglano un accordo, sul Risanamento Potere al Popolo contesta di Giovanni Frazzica

 “L’Atm sarà liquidata e sostituita con una new-co pubblica, i livelli occupazionali saranno mantenuti e i contratti part time saranno trasformati in full time”. Questo in sintesi il messaggio che vien fuori dopo la lunga trattativa di De Luca con Cisal, Cisl e Orsa, assenti dal tavolo, per propria scelta, Cgil e Uil. Questo il testo del verbale sottoscritto alla fine della maratona dall’Amministrazione e dai sindacati Cisl-Cisal-Ugl ed Orsa sull’Atm:” Preso atto delle dichiarazioni del Presidente dei revisori dei Conti Dott. Felice Genovese, il quale ribadisce quanto già contenuto nella relazione a sua firma trasmessa al Sindaco in data 20/10/2018. Considerato che l’ indebitamento dell’ATM – così come quantificato dal Collegio dei Revisori dei Conti – rende necessaria la messa in liquidazione dell’azienda e la conseguente creazione di un nuovo soggetto giuridico gestore dei servizi di mobilitò urbana. Esaminata la relazione del Presidente ATM, allegata alla presente  per diventarne parte integrante, i sottoscritti dichiarano di condividerne I contenuti (tutti i documenti sono allegati all’accordo). In particolare, si esprime apprezzamento in riferimento alle seguenti strategie:

  1. 1-Maggiori risorse finanziarie destinate air ATM per effetto della nuova modulazione del piano di riequilibrio ed allo patrimonializzazione della New Co attraverso il trasferimento degli immobili attualmente in uso a ir ATM.
  2. 2- Incremento dei servizi da affidare alla prevista New Co. ed impostazione della stesso quale soggetto gestore dello mobilità urbana non limitato solo al TPL
  3. 3-Salvaguardia degli attuali livelli occupazionali attraverso l’ attivazione di nuovi servizi e la ricollocazione del personale le cui mansioni risulteranno disallineate rispetto a quelle richieste dalla rimodulazione dei servizi.
  4. 4-Trasformazione dei contratti di lavoro part-time in full-time.
  5. 5-Investimenti previsti dall’Amministrazione Comunale per incrementare i servizi di mobilità urbano. Le parti concordano altresì di istituire un tavolo permanente tra i sottoscrittori del presente verbale – e le OO.SS. che vorranno successivamente aderire – alfine di accompagnare il percorso dall’ ATM ara creazione della New-Co”. I sindacati che sono stati seduti al tavolo con De Luca per circa 43 ore si abbandonano a dichiarazioni che lasciano percepire una certa soddisfazione. Cgil e Uil preparano la manifestazione di giorno 31 e stilano ponderosi documenti di critica all’operato dell’Amministrazione comunale. Il messaggio che Mastroieni e Tripodo rivolgonoai lavoratori e alla città intera è: scendere in piazza il 31 ottobre contro quel Salva Messina che è stato ribattezzato “Ammazza Messina” perché mina alla base il tessuto sociale ed economico della città. Poi c’è un messaggio indirizzato direttamente al sindaco De Luca: riaprire il confronto, riscrivere quella cornice che per lui è intoccabile, ma che Messina non si può permettere. E “Potere al Popolo”, una formazione costituita quasi interamente da giovani della nuova sinistra, scrive: “Il Governo, apprendiamo dalla stampa e dalle dichiarazioni dello stesso Cateno De Luca, avrebbe respinto la richiesta del Sindaco di Messina di ottenere il conferimento dei poteri speciali come Commissario della presunta Emergenza Baracche. Potere al Popolo è a sostegno di una strategia per il Risanamento, ma non concorda con le modalità previste dall’Amministrazione”. Potere al Popolo sostiene che quella che viene chiamata emergenza è una forzatura, perché da 110 anni esiste il problema del degrado in cui versano tantissime famiglie messinesi che vivono in una situazione di disagio. Pensare di definire Emergenza quella che è una situazione endemica al contesto sociale messinese, e non trattarla come tale, è sbagliatissimo. Affidare poteri esecutivi e deliberativi al di sopra delle leggi regolari, che possono permettere al Sindaco di superare il parere del Consiglio Comunale e il confronto con la cittadinanza e soprattutto i diretti interessati, abitanti delle baracche, altrettanto sbagliato. Lo è al di là dei motivi di legge per cui il Consiglio dei Ministri ha rigettato la richiesta, e cioè il fatto che si tratta di eventi programmabili con le vie ordinarie e non frutto di calamità naturali. Il Sindaco, per quanto l’obiettivo sia giusto, non può passare sopra il concetto di democrazia, deve perseguire il confronto con i cittadini, i baraccati e il Consiglio. Potere al Popolo ha, sin dall’inizio, sostenuto Unione Inquilini e baraccati partecipando ad un percorso assembleare con gli stessi inquilini che ha portato alla manifestazione per la Casa del 10 Ottobre, quando abbiamo fatto un presidio davanti alla stanza della Giunta fino a fermare il Sindaco, bloccarlo e insistere affinché si confrontasse con noi e non evitasse il dibattito come aveva fino a quel momento fatto. Quell’incontro è stata una vittoria di Unione Inquilini, di PaP, di SI Cobas. Auspichiamo che Sindaco e Amministrazione adesso facciano ciò che devono, senza proclami e senza populismi”. Ma tanti sono i problemi che incombono ancora sulla neonata amministrazione De Luca, dal preannunciato crac di “MessinaAmbiente”, che può richiamare in ballo il problema del dissesto, alla rovinosa caduta di alberi che ha distrutto auto e messo a repentaglio vite umane, al crollo del tetto di una baracca “normale” che ha però riproposto il caso di quelle ricoperte con amianto, per cui nulla è stato fatto. In aggiunta il cattivo funzionamento del CUP, che ha generato notevoli disservizi per cui è dovuto intervenire il Tribunale per i Diritti del Malato emanando un duro documento di cui riportiamo alcuni passaggi: ”Da diverso tempo giungevano segnali di protesta per il cattivo funzionamento del Servizio denominato Cup (Centro Unico Prenotazioni), elemento essenziale di collegamento per il cittadino che ha necessità di interloquire con la realtà ospedaliera per prenotare visite specialistiche o interventi. Oggi apprendiamo che al coro di proteste si unisce la voce autorevole del dr. Giuseppe Laganga, Commissario del Policlinico di Messina, che si schiera apertamente con l’utenza. Questo intervento da le dimensioni del disservizio e la gravità delle conseguenze che si ripercuotono non soltanto sul normale funzionamento delle strutture sanitarie, ma sulla stessa vita dei pazienti che, per il ritardo eccessivo e immotivato di una prestazione medica o chirurgica necessaria, rischiano ripercussioni gravi sulla propria salute. Lungi dal voler alimentare facili allarmismi, riteniamo doveroso invocare non solo l’intervento immediato delle Strutture preposte alla vigilanza di questo servizio, ma interessare anche la Prefettura e l’Autorità giudiziaria, perché, se certi disservizi potrebbero dipendere dalla circostanza che la ditta Radio Call, che in atto gestisce il sevizio Cup, sarebbe in scadenza di mandato, non sarebbe una cattiva idea pensare ad un eventuale giudizio di responsabilità nei confronti di questa Azienda, nel caso in cui fosse provato che avesse incominciato a tirare i remi in barca prima di giungere in porto, a scapito della salute dei cittadini.                     _- tratto dal settimanale I VESPRI – Nella foto Giuseppe Laganga, Commissario del Policlinico

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