catania politica primo piano

Pergusa, “Siciliani per la Costituente”, energie per l’Autonomia di Giovanni Frazzica

Pergusa, “Siciliani per la Costituente”, nuove energie per l’Autonomia di Giovanni Frazzica

Il nuovo Movimento autonomista costituito a Pergusa da oltre duecento delegati provenienti da ogni angolo dell’Isola, è pronto a dare battaglia anche “per accise tutte in Sicilia, benzina a metà prezzo per i siciliani e riconoscimento della insularità da inserire nella Costituzione”. Per i proponenti si tratta di un progetto aperto che mette al centro del proprio impegno la difesa del territorio e delle popolazioni, sono queste le assi portanti del programma di “Siciliani per la Costituente”, il Movimento a cui hanno aderito oltre a numerosi cittadini anche sindaci, amministratori e consiglieri comunali di diverse città siciliane. Durante l’Assemblea, svoltasi alla presenza del Presidente Nello Musumeci, sono state illustrate le linee guida organizzative ed annunciate alcune iniziative, come «quelle per le accise tutte in Sicilia, la benzina a metà prezzo per i siciliani, con la modifica dell’art. 36 dello Statuto, ed il riconoscimento della insularità da inserire nella Costituzione, per cui è stata già avviata una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare, con il conseguente abbattimento dei costi per i trasporti di persone e merci». «Riteniamo indispensabile per ottenere questo risultato che nasca una classe politica siciliana che risponda a partiti siciliani – ha affermato Salvo Fleres, già senatore e tra i fondatori di Siciliani per la Costituente – occorre uscire dalle gabbie ideologiche e guardare esclusivamente agli interessi concreti della Regione. Per troppi anni, a queste latitudini, il finanziamento di un tratto di autostrada è stato sacrificato a vantaggio della quarta corsia delle autostrade del Nord. Se la burocrazia non funziona, e fa bene Nello Musumeci a denunciarlo, la colpa non è certo di Roma e Milano, se gli imprenditori locali non fanno rete la colpa non è di altri, ma nostra. Ecco perché le tre parole su cui fondiamo il progetto sono: responsabilità, risorse e perequazione infrastrutturale». «Siamo pronti – ha detto Salvatore Grillo, già deputato e fra gli animatori del Movimento – a sostenere tutte le azioni del Governo regionale che si muovono sulla direttrice degli interessi dei cittadini anche attraverso una mobilitazione popolare ricollegando i cittadini a quella Autonomia dalla quale si sono sentiti esclusi e traditi». Gli aspetti programmatici del movimento sono stati esposti da uno dei docenti universitari intervenuti, Maurizio Ballistreri, già deputato regionale, che è tra coloro che hanno elaborato le linee di proposta per l’attuazione dello Statuto autonomistico. Secondo Ballistreri lo Statuto deve essere reinterpretato non più in chiave riparazionista ma di integrazione della Sicilia in Italia e in Europa, a partire dalla Macroregione del Mediterraneo, e la sua specialità deve servire a dare risposte ai problemi concreti dei siciliani: acqua pubblica, wi-fi gratuito, alfabetizzazione informatica dei giovani, modernizzazione infrastrutturale, strumenti di saldatura tra formazione, scuola, università e lavoro. Uno “Statuto delle pari opportunità”. Il Presidente della Regione Nello Musumeci, nel corso del suo intervento, ha tra l’altro affermato: «C’è in atto in Italia un tentativo pericoloso di neo-centralismo da parte di certi partiti tradizionali, a cui si è aggiunto anche il M5S, a danno delle periferie, degli enti locali e delle Regioni. Questo allontana il cittadino dai processi decisionali e rende ancora più profondo il divario tra paese reale e paese legale. La Sicilia non ha bisogno di elemosine o compassione – ha aggiunto il Presidente della Regione siciliana – ma di vedere riconosciuto ciò che la Costituzione le ha assegnato. Ecco perché serve il rilancio di un nuovo autonomismo che non deve essere concepito in termini di sterile rivendicazionismo o di privilegio, ma come prerogativa dalla quale dobbiamo sapere fare uso e tesoro per recuperare il terreno perduto ed avviare un meccanismo di ricrescita del territorio. Per questo – ha concluso Musumeci – saluto con piacere questo Movimento che punta a rigenerare lo Statuto siciliano e, su questo, pur da posizioni diverse, non c’è che da essere d’accordo. In particolare, se tutti gli autonomisti siciliani trovassero le ragioni e la voglia dello stare assieme, riusciremmo ad avere un grande potere di contrattazione con Roma e perfino con l’Ue. Spero sinceramente che questo obiettivo possa essere centrato». Poco prima del Presidente era intervenuto il prof. Carmelo Rapisarda, uno degli animatori del Movimento e fondatore del settimanale I Vespri, distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti alla convention. Rapisarda ha voluto sottolineare l’imprescindibile esigenza di uscir fuori dalle gabbie ideologiche che hanno creato inutili contrapposizioni tra cittadini che hanno comuni interessi come, ad esempio, la riforma di una burocrazia regionale che vessa impunemente cittadini e imprenditori siciliani. I lavori, che erano stati aperti da Fabrizio Tudisco di Piazza Armerina, responsabile del Movimento per la provincia di Enna, erano proseguiti con l’insediamento alla presidenza di Antonella Marsala, lieta di condividere la “vision” che animava l’iniziativa. A seguire gli interventi di Pietro Vuturo, Palermo, Isabella Fichera di Catania, che ha sollevato il tema del Ponte sullo Stretto, Franco Cannizzo, Caltagirone, Giacomo Terranova, ex-deputato del Grande Sud eletto a Palermo, che ha testimoniato come le iniziative parlamentari pro-Sicilia vengono sterilizzate a Roma. Annalisa Romeo di Siracusa ha detto che occorre recuperare il senso della Polis, mentre l’ing. Alberto Pasqua ha dimostrato, dati alla mano, che la Sicilia fruisce di un quarto di investimenti rispetto alla Lombardia, cifra da politica coloniale, aggravata dalla clava di certa presunta antimafia che talvolta serve a togliere dal mercato Aziende floride, ma scomode ai fini della concorrenza. Pino Calabrò di Barcellona ha denunciato i danni che producono all’ambiente le raffinerie del milazzese. A seguire Doriana Licata di Trapani, Giovanni Villari di Catania, Andrea Montemagno di Caltagirone, Massimiliano Calveri di Messina, che ha spiegato l’importanza della Zes, Agatino Cascio, che ha denunciato l’aumento dei tumori nel gelese e l’on. Antonio Carullo che perorato con forza la ripresa della discussione a tutti i livelli della “questione meridionale”, importante cornice dello stesso progetto autonomista. Infine l’avv. Benedetto Mandalà ha voluto ricordare come la Polonia attragga capitali da tutto il mondo con fiscalità zero per i primi dieci anni dal primo insediamento delle nuove attività. Dopo la pausa pranzo sono intervenuti Salvatore Tignino, Achille Bisolesi, Gaetano Minardi, di Gela, e l’on. Beppe Spampinato di Catania. L’intervento conclusivo è stato quello del prof. Andrea Piraino, Ordinario di Diritto all’Ateneo di Palermo, già Assessore regionale ai Servizi sociali, che ha individuato tre punti cardine su cui imbastire la strategia di rinascita di una nuova fase politica: restituire la fiducia alla gente, attivare la corrispondenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, sostituire l’ideologia con gruppi di programma che guardino anche ad un processo di espansione che passi attraverso il consolidamento dei rapporti con le ragioni del mezzogiorno d’Italia e promuovano l’avvio di nuove alleanze con tutte le regioni del Mediterraneo che tradizionalmente hanno sempre avuto rapporti con la Sicilia.

. tratto dal settimanale I VESPRI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *