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Messina, quattro donne in primo piano e incognita default di Giovanni Frazzica

Messina, quattro donne in primo piano e incognita default di Giovanni Frazzica

Non è l’8 Marzo, ma a Messina c’è una insolita vivacità di presenza femminile sula scena politica. Si inizia con l’insediamento di Rossana Carrubba alla guida della Segreteria Generale del Comune in sostituzione di Antonino Le Donne, dirigente di fiducia dell’ex-Sindaco Accorinti. La Carrubba negli ultimi due anni è stata alla guida degli Uffici di Taormina (prima era stata a Torregrotta) e gode di buona fama, probabilmente sarà investita dai riflessi di una lotta accesa tra due esponenti del gentil sesso che, a diverso titolo, si occupano di servizi sociali: Alessandra Calafiore, Assessore al ramo del Comune di Messina, e Angela Rizzo responsabile regionale per i Servizi sociali e per i rapporti con gli Enti Locali di CittadinanzAttiva. L’Assessore Calafiore ha manifestato risentimento per un articolo che conteneva critiche al suo operato. In realtà la Rizzo che, interpretando la linea di CittadinanzAttiva Messina, aveva iniziato da anni una contrapposizione con gli assessori accorintiani Mantineo e Santisi, aveva concesso alla Calafiore una notevole apertura di credito fornendole documenti, informazioni e consigli quando era ancora in corso la campagna elettorale. Alessandra Calafiore, già assessore designato, fece tesoro degli elementi forniti dalla Rizzo, tuttavia una volta giunta al “potere” avrebbe dato la sensazione di voler muoversi nel solco delle precedenti esperienze assessoriali. Da qui la reazione dell’esponente di CittadinanzAttiva che, da qualche settimana, gode anche del sostegno del nuovo Coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato, un ramo di attività del sodalizio che era atrofizzato da qualche anno. Chiaramente la vicenda Servizi sociali, che dovrà necessariamente approdare ad un approfondito chiarimento, rientra nel quadro più ampio della vicenda De Luca che lascia ancora ombre sul suo futuro. Ed ecco entrare in campo una quarta donna, l’on. Valentina Zafarana, che manifestando insospettabile umorismo dice: «E anche oggi Cateno De Luca si dimette domani…». Il Presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché nel corso della seduta d’aula del 23 ottobre a Palazzo dei Normanni, sollecitato dalla deputata messinese, intervenuta per chiedere lumi sulle dimissioni del sindaco De Luca, ha affermato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, malgrado lo stesso primo cittadino avesse annunciato la domenica precedente di voler rinunciare al suo incarico da deputato, mettendo finalmente la parola fine all’incompatibilità fra i due ruoli istituzionali. Nel frattempo De Luca continua, che tra qualche settimana dovrebbe anche affrontare le sue vecchie pendenze giudiziarie, continua a lavorare come sindaco. E’ andato a Roma per incontrare i dirigenti ministeriali proponendo un piano di rientro a 20 anni, in alternativa aleggia ancora il rischio dissesto e, conseguentemente, quello delle dimissioni di De Luca che, più volte ha dichiarato di non voler essere il “Sindaco del dissesto”. Ovviamente l’interlocuzione con la magistratura contabile, consigliata dal Ministero, si preannuncia tutt’altro che semplice, perché passa dalla Sezione di controllo, ma anche dal giudizio tecnico della Corte dei Conti. Ed è questo il dato più significativo emerso dalla trasferta romana del sindaco, che dovrà provare ad evitare il crac del Comune non solo dialogando con le parti sociali e con il Consiglio comunale ma sopatttutto convincendo i magistrati contabili della sostenibilità del cosiddetto “Salva Messina” per la rimodulazione del piano di riequilibrio. A De Luca spetta adesso il compito di convincere i magistrati contabili che qualcosa è cambiato e che il Comune di Messina è in grado di invertire la rotta, garantendo gli equilibri di bilancio previsti dalla legge. Per quanto attiene ai suoi doveri il sindaco ha programmato, già a partire da questo fine settimana, incontri con dirigenti e vertici delle partecipate per discutere delle misure del “Salva Messina”. Venerdì, sabato e domenica ci sarà una vera e propria riunioni no stop per approfondire i nodi legati ad Atm, Amam, Messinambiente, servizi sociali e riorganizzazione di palazzo Zanca, con inizio lavori a partire dalle 5 del mattino. Poi lunedì,  si torna in Aula consiliare come da calendario stabilito nell’ultima conferenza dei Capigruppo per la discussione dei provvedimenti attuativi del “Salva Messina” e della rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario: dal 29 ottobre al 3 novembre audizioni nelle commissioni; dal 5 al 10 novembre analisi dei singoli provvedimenti in commissione bilancio ampliate con quelle di merito; dal 12 al 17 novembre Consiglio comunale sui singoli provvedimenti attuativi del Salva Messina. Dal 19 al 21 novembre sono previsti l’esame e la votazione del piano di riequilibrio in Consiglio comunale, ma il Ministero ha espressamente chiesto al sindaco di approvare la manovra pluriennale entro il 20 novembre. In molti sono convinti che se Cateno De Luca, alla fine, si deciderà a spedire la sua lettera di dimissioni dall’Ars, accertandosi che arrivi e che venga protocollata, e di fare seriamente il sindaco di Messina a tempo pieno, non è escluso che decida di rafforzare la sua squadra di governo con qualche rimpastino. Governare Messina logora anche il più volenteroso amministratore del pianeta.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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