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Nello Musumeci è intervenuto al convegno di Mondo Nuovo sull’acqua

Nello Musumeci è intervenuto al convegno di Mondo Nuovo sull’acqua

Nello Musumeci è intervenuto al convegno di Mondo Nuovo sull’acqua

Il Convegno si è svolto a Barcellona P.G. Sabato 6 Ottobre 2018 nel Salone del Parco Maggiore La Rosa sul tema:“Eureka! Sulla Terra c’è l’acqua, diamola a tutti” seguendo questo programma: Ha introdotto i lavori Nicola Lombardo, delegato F.A.SI, ed ha aperto con una sua breve relazione i lavori che ha poi moderato. A seguire gli interventi delle autorità: Roberto Materia, Sindaco di Barcellona P.G., che ha portato ai convegnisti i saluti della comunità barcellonese e Monsignor Cesare Di Pietro, Vescovo Ausiliare di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, che ha svolto una apprezzata relazione sul tema del Convegno in linea con l’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco introducendo anche l’argomento della salvezza dei mari dalla plastica, tema di grandissima attualità. La prima relazione è stata svolta da Giovanni Frazzica, giornalista e promotore dell’iniziativa, che ha sostenuto che è intollerabile che in Sicilia, terra in cui 2200 anni or sono Archimede inventò il primo sistema per il sollevamento e la distribuzione dell’acqua, vi siano ancora province che soffrono di carenze idriche. Il diritto all’acqua è un diritto primario, emblematico anche di quelle diseguaglianze, che esistono ancora tra Nord e Sud del Paese in diversi settori e che si stanno analizzando per cercare di superarle anche con un lavoro che si sta facendo all’interno di CittadinanzAttiva insieme a Pippo Greco e altri. Sull’acqua si gioca anche la partita dei migranti, quando si dice “aiutiamoli a casa loro” si deve pensare a fare avere loro immediato accesso all’acqua. Bernardette Grasso, Assessore regionale EE. LL., ha detto che il sistema dell’approvvigionamento idrico deve essere un sistema integrato basato su basi solidaristiche. Il tema che l’Associazione culturale Mondonuovo ha sottoposto alla mia attenzione nell’invitarmi ad intervenire a questo Convegno mi ha interessato più come cittadina, da sempre sensibile alle grandi problematiche dell’umanità e della gente di Sicilia in particolare. Mondonuovo segnala un problema che esiste: la carenza idrica che in alcune zone, in alcuni comuni della nostra Isola è più accentuato che altrove. Il punto ora è che grazie anche a questo straordinario incontro, che riesce a mettere a confronto realtà interessate e interessanti, ci può dare una maggiore spinta ed una maggiore consapevolezza per risolvere, una volta per tutte, il problema dell’acqua in Sicilia. Il primo degli interventi programmati è stato quello di Maria Riggi, Assessore di Caltanissetta, che ha svolto una relazione accurata sulla complicata situazione idrica del Comune nisseno. A seguire Tonino Genovese, Segretario Generale Cisl Messina che ha detto che l’acqua è una grande risorsa, che deve essere valorizzata e distribuita equamente per tutta la popolazione. Bisogna prevedere investimenti per cercare di intercettare nuove sorgenti, per diminuire i costi, per migliorare le reti ed evitare dispersioni di liquido che costituiscono uno spreco. Siamo in presenza di una rete vecchia, antiquata, in alcuni casi anche non funzionante, che rappresentano un aggravio per i cittadini. L’acqua non può essere un bene privatizzato, deve essere pubblico. Investimenti necessitano anche per altre forme che non sono solo quelle delle utenze domiciliari: depurazione ed irrigazione sono altri due aspetti che significato anche vita, come l’acqua può portare anche la morte in caso di dissesti sempre più frequenti sul nostro territorio e temporali dovuti alla mutazione climatica. Ma occorre anche controllo da parte di tutti gli organi preposti perché, soprattutto in zone che devono fare i conti con la siccità, acqua può significare anche speculazione e mafia. Infine Maurizio Ballistreri, Delegato del Rettore dell’Università di Messina, giuslavorista dell’Ateneo messinese, già deputato all’ARS,  che ha dichiarato che “sull’acqua pubblica il governo regionale può, come più in generale sul tema delle infrastrutture e del lavoro produttivo, utilizzare lo Statuto d’Autonomia, restituendolo alla funzione storico-istituzionale di strumento per l’autodeterminazione del popolo siciliano, per creare una fase dialettica con il governo centrale. L’acqua – ha concluso Ballistreri – deve essere fruita da cittadini come diritto umano e sociale e, per questo, bisogna porre fine alla sua mercatizzazione”. Le conclusioni sono state affidate a Nello Musumeci, Presidente della Regione siciliana che, tra l’altro, ha detto: “Sarà un programma vasto quello per l’approvvigionamento idrico e lo stiamo portando avanti con i comuni e il Ministero per le Infrastrutture con il quale ci siamo già incontrati e abbiamo avuto rassicurazioni che almeno nei prossimi due anni potremo impegnare 200 milioni di euro”.  “Si tratta – ha proseguito Musumeci – di una parte dei fondi per lo sviluppo e la coesione al comparto idrico sia per quanto riguarda l’irrigazione delle campagne, sia per l’approvvigionamento nei centri urbani. Il problema della mancanza di acqua è molto sentito in Sicilia, stiamo lavorando per razionalizzare le decine di dighe presenti, alcune tra l’altro che dopo 15-20 anni non sono ancora state collaudate, bisogna rifare la rete di approvvigionamento dei comuni. Inoltre i consorzi di bonifica esigono il pagamento dei canoni ma non forniscono acqua con la necessaria puntualità e non siamo in grado di utilizzare l’acqua piovana, se non nella misura dell’undici percento e molta va dispersa, quindi servono bacini artificiali e una misura con fondi extraeuropei che consenta agli agricoltori di realizzare serbatoi d’acqua. Dobbiamo cominciare praticamente da zero e l’incontro di stasera, che ritengo molto utile, servirà a porre l’accento sulle prime misure da adottare –ed ha aggiunto – sul fronte della lotta al dissesto idrogeologico abbiamo già impegnato e mandato in gara progetti in Sicilia per 106 milioni di euro. Per l’assetto dei corsi fluviali si è fatto poco. Almeno 80 comuni sono nelle condizioni di Barcellona Pozzo di Gotto, colpita dall’alluvione del 2011, vi lascio immaginare quanto tempo e quante risorse serviranno per poter razionalizzare tutto”. “Proprio ieri – ha  detto Musumeci in conclusione – ho autorizzato l’impegno di 6,5 milioni di euro per intervenire su una decina di fiumi di tutte e nove le province i cui alvei erano stati occupati dal fango e detriti costituendo serio pregiudizio nel caso di piogge persistenti”. Le parole di Musumeci, che ha dato risposte anche ad alcuni  quesiti sollevati dal sindaco Materia, hanno diffuso un clima di fiducia tra gli intervenuti. Non si esclude che sul tema dei diritti: continuità territoriale, sanità, lotta alla plastica, difesa del territorio etc., possano esserci nuove assemblee organizzate dall’Associazione Culturale Mondonuovo. Cosimo Recupero

 

 

 

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