editoriale politica

Cambria: No alla chiusura forzata degli esercizi commerciali nei giorni festivi

Gaetano Cambria: No alla chiusura forzata degli esercizi commerciali nei giorni festivi

Negli ultimi mesi sta facendo molto discutere la proposta che vuole imporre la chiusura dei negozi nelle giornate festive. In effetti si tenderebbe ad abolire il provvedimento del governo Monti sulla liberalizzazione dei giorni e degli orari di apertura dei negozi.

Alla base del discusso provvedimento pare ci sia l’ingiusto e inutile sacrificio che l’apertura degli esercizi commerciali durante i giorni festivi comporterebbe nei confronti dei  lavoratori.

Premesso quanto sopra, ritengo che a mio modo di vedere, la problematica andrebbe inquadrata in un’ottica di strategia economica e finanziaria, poiché in un Paese come l’Italia, che non riesce a trovare una strada per una crescita sostenuta tale da creare lavoro e reddito per i tanti giovani e le famiglie, mi risulta alquanto difficile pensare che si renda prioritario intervenire imponendo regole sull’apertura degli esercizi commerciali, quando sarebbe auspicabile produrre atti d’indirizzo capaci di incentivare la crescita sotto il profilo economico e soprattutto occupazionale.

Regolarizzare le aperture e chiusure degli esercizi commerciali, di fatto, impedisce alle aziende di esprimersi al meglio ed autonomamente sotto il profilo della strategia di mercato da attuare per raggiungere il maggior profitto in termini di utile.

Non riesco a trovare una logica economica e sociale che possa giustificare un tale intervento, ad esempio, se un esercizio commerciale ritiene proficuo attuare l’apertura notturna invece che diurna, oppure un’apertura 24 ore su 24, riuscendo a produrre un buon profitto e magari a creare occupazione, perché bisognerebbe impedirglielo?

Se dovessimo ritenere corretto il ragionamento e di fatto la logica di rendere fruibile pienamente la giornata della Domenica ad ogni lavoratore, dovremmo chiudere conseguentemente la distribuzione di beni di consumo, spettacoli, servizi televisivi, intrattenimento, sport, servizi di trasporto, servizi medici, ecc… Lascio immaginare le possibili ricadute esiziali sotto il profilo turistico, economico, occupazionale ed in particolar modo sociale che tale decisione comporterebbe.

Io reputo che, anziché intervenire sulla regolamentazione degli orari, si debbano incentivare le azioni giuridiche, rafforzando i controlli necessari, affinché il lavoratore che svolge la propria attività notturna o festiva abbia garantito il giusto salario contrattuale e il meritato giorno di riposo, turnando anche nei giorni festivi.

Pertanto, in un periodo di crisi e di elevato debito pubblico, come quello che sta attraversando l’Italia, l’unico obiettivo dovrebbe essere quello di creare i presupposti per lo sviluppo e la crescita. La strategia migliore è quella di lasciare libero di agire l’operatore economico nel mercato, in maniera tale che possa attuare proprie strategie di marketing e di poter gestire giorni ed orari di operatività con la massima libertà possibile con il presupposto di tutelare comunque i diritti dei lavoratori dipendenti.

Messina, 27 Settembre 2018                                     Gaetano Dott. Cambria

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