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Chiusura scuole, CittadinanzAttiva: puntiamo sulla reale sicurezza

Chiusura scuole, CittadinanzAttiva: puntiamo sulla reale sicurezza

L’inizio dell’a.s. 2018/2019 è imminente e, per sgombrare il campo da ogni dubbio, diciamo subito che l’assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, on. Roberto Lagalla, ha detto a chiare lettere che “a settembre riapriranno le scuole” (per l’esattezza il 12, anche se spetta ai singoli collegi dei docenti deliberare l’eventuale anticipo di qualche giorno) aggiungendo, però, che “non tutte le strutture in Sicilia sono sicure, per questo necessitano di verifiche” specificando – e qui sta la parte più importante di tutto – che “controllare la situazione non è un semplice atto burocratico e a volte il responso dei tecnici porta alla chiusura“. O, aggiungiamo noi, alla riapertura totale o con limitazioni.

È,  per parlare del concreto, ciò che sta accadendo nelle scuole di ogni ordine e grado di Messina e negli istituti superiori della provincia in questi giorni e precisamente da quando, il 3 agosto scorso, con ordinanza contingibile e urgente n. 162, il sindaco della città peloritana, on. Cateno De Luca, ha disposto “l’immediata chiusura di tutte le scuole pubbliche cittadine di ogni ordine e grado operanti nel territorio metropolitano al fine di salvaguardare l’incolumità e la sicurezza di quanti operano e usufruiscono degli immobili fino a quando non verranno adeguati ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente”. Con successiva nota dell’8 agosto, lo stesso primo cittadino chiariva che dall’ordinanza “sono esclusi tutti gli ambienti destinati alle attività extrascolastiche (presidenza, segreteria, ecc..)”.

A seguito della relazione del Dipartimento Manutenzione Immobili Comunali, la Giunta Municipale, in data 24 agosto, con delibera n. 490, dava mandato all’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di predisporre una nuova ordinanza di modifica della precedente n. 162 “che disponga:

  1. riaprire quei plessi scolastici che riportano la dicitura “SI” in quanto posseggono i requisiti minimi atti a garantire il normale svolgimento delle attività didattiche;
  2. riaprire quei plessi scolastici che riportano la dicitura “LIMITAZIONE”, a condizione che il dirigente scolastico esegua una pluralità di turni, affinché si registri, per ciascun turno, un numero di presenze complessive non superiori a 100, incluso il personale docente e non docente;
  3. mantenere la chiusura dei plessi scolastici che riportano la dicitura “NO”, che non hanno i requisiti minimi per lo svolgimento delle attività”.

La nuova ordinanza sindacale, la n. 218, viene emanata il 27 agosto, riportando in toto i desiderata della Giunta, e inserendo, fra l’altro, quella parte di relazione del Dipartimento Manutenzione Immobili Comunali che “evidenzia quali sono i requisiti che soddisfano o no le condizioni minime per l’utilizzo dei plessi scolastici:

  • presunzione di sussistenza di avvenuto collaudo statico in ragione del fatto che l’immobile è presuntivamente munito di collaudazione amministrativa;
  • considerare, dal punto di vista statico, a norma gli edifici per i quali non sia ancora stata eseguita la verifica sismica, purché ricorra la presunzione di avvenuta collaudazione statica, secondo quanto sopra indicato” oltre al rispetto della normativa in materia di conformità dell’impianto elettrico e antincendio, ribadendo il concetto che “tutte le scuole aventi oltre 100 presenze contemporanee, non possono essere aperte” a meno che non si proceda alla effettuazione di turni.

Fermo restando che l’azione dirompente del sindaco De Luca ha posto l’accento su un problema esistente da moltissimi anni ma sul quale si è glissato parecchio, non solo a Messina, e che adesso bisogna affrontare senza tergiversare oltre, resta il fatto che alcune considerazioni non possiamo esimerci dal farle, cominciando dalla più elementare.

  1. Che senso ha avuto chiudere tutti i locali in cui si svolgono le attività didattiche in un mese (agosto) dove queste sono sospese e non vi sono, negli istituti, né alunni e né docenti, e lasciare aperti gli uffici di presidenza e segreterie dove è notorio che, quotidianamente, vi operano il personale dirigente e gli assistenti amministrativi, con la presenza dei collaboratori scolastici, consentendo pure l’accesso all’utenza?
  2. “Quota 100”, di recente, sembra andare di moda. Nel caso in questione desta qualche perplessità. Sarebbe, infatti, interessante capire cosa si vuole dire quando si parla di “plesso scolastico”. Se ci si riferisce alla struttura nel suo complesso, qualcuno (?) dovrebbe spiegare come, in un istituto dislocato su più piani, debba procedersi alla ripartizione delle 100 presenze comprensive di alunni, docenti, dirigenza, personale ATA, non tenendo conto dell’utenza quotidiana (genitori, in particolar modo) che ha accesso per il disbrigo di pratiche amministrative di settore. Si corre il rischio, in un plesso, mettiamo di 500 alunni, che una classe, nella migliore delle ipotesi, svolga regolare lezione una volta ogni due giorni, rischiando di non raggiungere il numero minimo delle giornate di scuola previste dalla normativa. Se, poi, un plesso ospita scuola primaria, secondaria di I grado (rispettivamente al piano terra e al secondo piano) e secondaria di II grado (di pertinenza della ex Provincia) al primo piano – entriamo nello specifico parlando dell’Istituto Comprensivo “Mazzini-Gallo” e della sede centrale dell’ITN “Caio Duilio” che usufruisce di locali in comodato d’uso -, come ci si deve comportare?
  3. Viene utilizzato il criterio della “presunzione” (?) per attestare l’esistenza di un atto amministrativo che, nella migliore delle ipotesi, non si trova. Ora si spiega perché, nel corso degli anni, le tante richieste avanzate dai Dirigenti Scolastici di avere fornita la certificazione antisismica e prevenzioni incendi sono rimaste senza risposta da parte dell’Ente Locale competente.

Il servizio mandato in onda dal TG1 nell’edizione delle 13,30 di giovedì 30 agosto, apre una problematica ben diversa, molto più importante  e di non facile soluzione, almeno in tempi brevi, della mancanza delle certificazioni antisismiche e antincendio: lo stato delle strutture  che ospitano gli edifici scolastici di Messina sui quali le ordinanze del sindaco De Luca hanno fin qui tenuta chiusa la finestra, forse in attesa di ricevere le relazioni da parte dei tecnici che in questo mese di agosto ha effettuato interventi di sfondellamento per la verifica dei controsoffitti e intradosso solaio in 15 istituti della città. Solo allora si potrà avere un quadro, non sappiamo quanto completo, di tutta la situazione e non è improbabile che debba essere rivisto tutto, soprattutto le decisioni prese fino a oggi basandosi solo sulla esistenza o meno di carte amministrative.

Un interrogativo a risposta aperta lo vogliamo lanciare: come mai la gran parte degli istituti cittadini è sprovvista della certificazione antisismica e antincendio? Ora, si invoca -e si rimane in attesa- vista l’emergenza, l’ennesima proroga da parte del Parlamento.

Il sindaco De Luca ha convocato nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, tutti i sindaci della Città Metropolitana, il Dirigente dell’Ufficio VIII Ambito Territoriale di Messina (nuova dizione dell’ex Provveditorato agli Studi) e i Dirigenti Scolastici degli istituti di istruzione superiore della Città Metropolitana e quelli degli istituti comprensivi del Comune di Messina. La riunione è stata fissata per le ore 12 di lunedì 3 settembre. Oggetto dell’assemblea: azioni che si intendono intraprendere a salvaguardia della sicurezza pubblica e privata incolumità. Ci auguriamo che non ci si soffermi soltanto sulla sistemazione delle carte ma si vada alla concretezza che è rappresentata, in questo momento, dalla eliminazione della “presunzione” del pericolo del crollo dei soffitti.

CittadinanzAttiva Messina

 

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