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Bonavita: la migrazione sanitaria, per la patologia oncologica,necessita attenzione

La Regione, sulle patologie neurologiche e cardio-vascolari, da anni ha avviato un processo di potenziamento delle Strutture Sanitarie, mentre sulle patologie oncologiche si è registrata una certa disattenzione.

Bonavita: il fenomeno della migrazione sanitaria, in particolare per la patologia oncologica, in quanto comporta un impatto socio-economico estremamente negativo sui Cittadini, necessita della giusta attenzione

APPROFONDIMENTO

L’applicazione del D.M. 70/15 in Sicilia, ancora oggi è programmata incompleta.

Nel D.M. 70/15 ( punto 10 dell’allegato 1) si legge:

“ La riorganizzazione della rete ospedaliera …sarà insufficiente rispetto alla esigenza di garantire una copertura piena dei bisogni che richiedono un trattamento assistenziale, se non viene affrontato il tema del potenziamento delle Strutture territoriali, la cui carenza ha forti ripercussioni sull’utilizzo appropiato dell’Ospedale…integrazione/interazione funzionale fra strutture Territoriali ed Ospedale…è evidente il ruolo di filtro che le Strutture territoriali svolgono nel contenimento dei ricoveri inappropiati… “ ed ancora,

“ le Regioni al fine di agevolare il processo di ridefinizione della Rete Ospedaliera  devono procedere contestualmente al riassetto della Medicina Primaria ( M.M.G., Pediatri di libera scelta, Medici di continuità assistenziale); della Assistenza Domiciliare e della Assistenza Residenziale…” ;

inoltre, manca la programmazione degli “Ospedali di comunità ( 10.1 allegato 1)

Per quanto riguarda la Medicina Primaria la Legge n. 189 del 08/novembre/2012 all’art. 1 aveva stabilito.

  1. la realizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali ( AFT) a garanzia del servizio per prestazioni non ospedaliere 7 giorni  secondo modelli organizzativi regionali ( p.es. a Roma da prima che fosse emanata la Legge, sono stati resi operativi gli “Ambufest” attivi nei giorni pre e festivi).
  2. La realizzazione delle Unità Operative Complesse di Cure Primarie (U.C.C.P.), multiprofessionali ( medici, infermieri, tecnici), attivi H 24, in collegamento con l’Ospedale; organizzate per offrire soluzioni assistenziali qualitativamente elevate alternative al servizio ospedaliero la cui missione esclusiva è l’assistenza alle patologie acute ed i ricoveri programmati.

Già nell’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale del 2005, erano state concordate le Unità Territoriali di Assistenza Primaria ( U.T.A.P.)

In Sicilia nulla di fatto !?!

E’ stata una scelta politica dei Governi regionali precedenti,…e continua?

La Medicina Territoriale ( extra ospedaliera) da sempre costituisce il primo punto di riferimento per i Cittadini,  in particolare gli Anziani, i Malati Cronici, l’Infanzia,  e la mancata Riforma ( riorganizzazione contestuale ai tempi  per  mutate condizioni economiche, nuove malattie, allungamento della vita media, inquinamento ambientale, ecc.) è la causa principale dell’uso inappropiato e dell’abuso del Pronto Soccorso e dell’Ospedale in genere, con conseguenze negative sull’efficienza, efficacia ed economicità dei Servizi.

La Sanità non è solo l’Ospedale, ma se non si offrono validi servizi integrativi, dove deve andare il cittadino che ha bisogno, quando l’ambulatorio del Medico di Famiglia è chiuso?,  non lo trova al telefono? E se lo trova…?…all’ Ospedale dove

“…ti fanno gli esami…”, visto oggi come  unico riferimento certo e come un grande poliambulatorio specialistico ,  dove al P.S. aumentano a dismisura i tempi di attesa, i disagi, il malcontento, i casi di “malasanità”, o peggio “aggressioni a medici ed infermieri”.

Come si risolve il problema?

Aumentando il numero dei P.S. la cui missione è solo l’urgenza/emergenza?

Come mai nel caso della Medicina Territoriale le disposizioni legislative vengono “accantonate”, mentre da anni si cerca di applicarle  nella Medicina Ospedaliera?

Non parliamo del TRIAGE al P.S., dove si concretizza l’apoteosi dell’insipienza, inadeguatezza e del pressappochismo: nessuno vuole rendersi conto, tranne gli addetti ai lavori, che con l’attribuzione del “codice”, si fa una diagnosi clinica: compito esclusivo del Medico ancor meglio se specializzato in Medicina e Chirurgia d’Urgenza.

 Se si vuole migliorare il Servizio Sanitario, intanto è necessario un approccio strettamente tecnico-scientifico ed investimenti in tecnologia e professionalità sui problemi reali e senza spreco di denaro e tempo (La Corte dei Conti ha relazionato “nel 2017 in Sicilia per la Sanità è stato speso il 60,07% dell bilancio regionale”), quindi bisogna realizzare una vera integrazione verticale fra assistenza primaria, secondaria e di prevenzione (inquinamento-abusi alimentari, alcool, droghe  ecc.) ed una vera integrazione orizzontale medicina-territorio.

Inoltre bisognerebbe  cominciare a pensare  all’avvio:

-della Medicina d’Iniziativa ( già attiva in Toscana, Veneto, Lombardia);

-della  “ Casa della Salute” ( partecipazione ASP – Territorio) che consiste in luogo fisico dove l’ammalato, specialmente il cronico, viene “preso in carico” e guidato, indirizzato nella scelta del percorso diagnostico-terapeutico, invece di essere sballottolato di qua e di là, sulla scorta del  “sentito dire” o peggio preda di speculazioni di ogni genere da parte di “mistificatori e professionisti del profitto”, con perdita di tempo prezioso e denaro,  che alla fine si traduce non solo in danno biologico per il singolo, ma anche in danno per la famiglia e per la collettività.

 

 Franco Bonavita

 

 

 

 

 

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