Barcellona

CONVEGNO  CITTADINANZATTIVA PATTI, RELAZIONE DI FRANCO BONAVITA

CONVEGNO  CITTADINANZATTIVA PATTI, RELAZIONE DI FRANCO BONAVITA

CONVEGNO  21 GIUGNO 2018  PATTI

 

Una Breve Premessa.

Viviamo in un tempo in cui la Cultura del Tempo Breve ha raggiunto una  connotazione ed una diffusione sempre più ampie.

La Cultura del tempo Breve fa sì che sempre più l’attenzione è attratta dal singolo evento, dalla singola parte di un sistema, dal singolo aspetto di un problema: si viene a perdere così la visione d’insieme dello stesso evento-sistema –problema.

E’ come se, di fronte alla carta geografica di un Continente, ci si avvicina così tanto con l’occhio, da vedere solo un singolo paesino e non si pensa ad alzare la testa allontanandosi, per vedere tutto il Continente; e non si capisce quanto sia importante e fondamentale alzare la testa, distogliere l’occhio dal particolare, per vedere il sistema-problema nella sua interezza.

Spesso la C. del T.B. è dettata da interessi personali, piccoli o grandi, egoistici in ogni caso, indotti dall’individualismo sfrenato, che limita la visione al proprio confine (casa o portafoglio), oppure è guidato da malafede, opportunismo e mistificazione; in ogni caso si rinuncia all’essere liberi e parte di una Comunità, di un Popolo, di una Nazione.

La C. del T. B. la possiamo al limite giustificare solo in chi vive in condizioni di bisogno e sta male, ma non è comprensibile né giustificabile, in chi si propone e si pone come Classe Dirigente.

Cttadinanzattiva è una Associazione formata da Volontari, Persone perbene, che non hanno  potere da gestire, né cercano denaro, né visibilità sociale, né aspirano a carriere, né interessi da difendere, ma quello che fanno, lo fanno per passione  e per l’innato senso di responsabilità e solidarietà nei confronti dei soggetti deboli.

Cittadinanzattiva. non ha la Cultura del Tempo Breve e non è qui per difendere il singolo Ospedale; non abbiamo vocazioni campanilistiche né facciamo barricate, perché l’ammalato non ha cittadinanza.

A Cittadinanzattiva Tribunale dei Diritti del Malato.  interessa che il Diritto alla Salute, sancito dalla Costituzione Italiana per tutti cittadini italiani, sia garantito con fatti concreti da chi ha il compito di garantirlo con disciplina e onore, sia esso soggetto politico o incaricato di pubblico servizio.

Per noi l’Ospedale Sicuro è quella Struttura dove non solo tutte le procedure relative alla sicurezza degli impianti devono essere rispettate, ma deve essere  il luogo dove il cittadino ammalato, abbia la certezza che le cure siano tempestive e rispondano ai criteri più moderni di efficienza ed efficacia e che ci sia una accoglienza “umana”.

La Sicurezza in tal senso è una priorità del Sistema Sanità e non riguarda solo la responsabilità del singolo individuo ma quella che è a carico sia della parte visibile  che  della parte invisibile, che insieme costituiscono lo stesso Sistema.

 

  1. M. 70/15 e la Sanità in Sicilia

-In Italia abbiamo una Sanità a tre velocità : nord, centro e sud.

-In Sicilia oltre il 50% del bilancio annuale riguarda la Sanità.

-Nel 2014 sono stati spesi milioni di euro per formare i consulenti che avrebbero dovuto insegnare ai dipendenti come risparmiare e le, a mio avviso, inutili iniziative burocratiche continuano e mi riferisco al “documento di indirizzo per la predisposizione ed il monitoraggio dei Piani di Miglioramento del grado di Umanizzazione delle Strutture di Ricovero”; Assessorato della Salute Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico Servizio n.8 “Qualità, Governo Clinico e Sicurezza del paziente”, con la celebrazione delle ovvietà  e l’uso enfatizzato e disinvolto delle parole.

Nel 2015, nella Relazione Annuale, la Corte dei Conti ha scritto: “…le rate annuali dei mutui posti a carico del S.S.R. sono relative a mutui che la Regione ha contratto per coprire buchi in altri settori…”.

Nel 2017 i report di  Demoskopika per la Sicilia sono stati:

  1. a) per speranza di vita al 19° posto su 20.
  2. b) costi della politica e della democrazia sanitaria: al 20° posto su 20 ( in negativo), con euro 11,56 pro capite ( 58.453.588 euro); la Sicilia è la Regione che spende di più in assoluto.
  3. c) spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli: al 16° posto ( in negativo) con 27.373.467; 5,41 pro capite; Piemonte 0,46 pro capite…..
  4. d) disagio economico delle famiglie per spese socio- sanitarie: al 16° posto su 20 ( in negativo)
  5. e) mobilità passiva: al 6° posto con -239.779.722 (7,3 pro capite): la mobilità passiva costa tre volte ai siciliani: 1) quota a carico della Regione ( 7,3 pro capite); 2) spese vive a carico del singolo e della famiglia; 3) mancato guadagno per interruzione di attività lavorative personali e famigliari ed in più il disagio dei viaggi per l’ammalato.
  6. f) mobilità attiva: 19° posto con un indice di 1,8. ( malati per caso)

Report di Cittadinanzattiva 2017

Al  Nord,  il 70,3% esprime soddisfazione per i servizi sanitari

Al Sud il 73% esprime insoddisfazione.

In Sicilia

Un cittadino su tre ha difficoltà di accesso alle prestazioni;

Il 17,5% rinuncia a curarsi;

Il 26-27% è in stato di “deprivazione” doppia rispetto alla media nazionale;

Il 75% si lamenta per le lunghe liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali;

Il 49% per le liste di attesa per interventi chirurgici programmati,

Il 42% per le strutture scadenti;

Il 49% per carenza di “ umanizzazione”;

Il 41% per le condizioni igieniche

Il 35% per errori medici.

Negli Ospedali i Pronto Soccorso trasformati in Poliambulatori Specialistici Permanenti con il sistema Triage (scopiazzatura  all’italiana in salsa siciliana di un sistema francese ideato per le grandi calamità e l’infortunistica).

L’applicazione del D.M. 70/15 in Sicilia è nata monca e difettosa.

Nel D.M. 70/15 si legge:

“… la Riorganizzazione della Rete Ospedaliera….sarà insufficiente rispetto alla esigenza di garantire una copertura piena dei bisogni che richiedono un trattamento assistenziale, SE NON viene affrontato il tema del potenziamento delle Strutture Territoriali, la cui Carenza ha forti ripercussioni sull’utilizzo appropiato dell’Ospedale…” ed ancora “…le Regioni al fine di agevolare il processo di ridefinizione della Rete Ospedaliera devono procedere contestualmente al riassetto della Medicina Primaria (M.M.G.; Pediatri di libera Scelta e Medici di Continuità Assistenziale ( Guardia Medica); della Assistenza Domiciliare; della Assistenza Residenziale; in coerenza con quanto previsto dal vigente quadro normativo in materia di L.E.A.”.

Cosa hanno fatto fin’ora i Governi Regionali in Sicilia? NULLA.

 

La L. n. 189/2012 aveva stabilito:

  1. “ il ruolo unico dei M.M.G. – Pediatri di L.S. e Medici di C.A.” con la realizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garanzia del servizio per prestazioni non ospedaliere dalle ore 8 alle ore 20 per 7 giorni ( a Roma sono operativi da diversi anni, gli Ambufest, attivi nei giorni prefestivi e festivi).
  2. La realizzazione delle Unità Operative Complesse di Cure Primarie (U.C.C.P.), multiprofessionali (medici, infermieri, tecnici, ecc:), attivi H 24, in collegamento con l’Ospedale; dovevano essere organizzate per offrire soluzioni assistenziali qualitativamente elevate alternative al servizio Ospedaliero la cui missione è l’assistenza alle patologie acute.
  3. Già nell’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale del 2005, erano state concordate le Unità Territoriali di Assistenza primaria ( U.T.A.P.). In alcune Regioni compresa la Sicilia sono stati fatti i progetti di ricerca, ovviamente finanziati, ma nulla di fatto.

La Medicina Territoriale da sempre costituisce il punto di riferimento per Anziani, Malati Cronici, Infanzia. e la Mancata Riforma in tal senso è la causa principale dell’intasamento dei Pronto Soccorso e dei ricoveri non appropiati.; dove deve andare l’utente che ha bisogno negli orari in cui l’ambulatorio del medico di famiglia o del pediatra è chiuso? All’Ospedale, unico punto di riferimento certo, dove al P.S. aumentano a dismisura i tempi di attesa, i disagi, il malcontento. che spesso sfocia in aggressione ai Medici ed Infermieri ed in episodi “di malasanità’”.. Di chi è la colpa? E come si risolve il problema? Con l’aumento del numero dei medici al Pronto Soccorso, col numero dei P.S., o con l’esercito?

Questo è il risultato della Cultura del Pensiero Breve.

Nel caso degli Ospedali invece la Politica ha applica rigorosamente la legge, riducendo personale, servizi e posti letto.

Se si vogliono servizi migliori bisogna realizzare:

una vera Integrazione Verticale fra Assistenza Primaria Secondaria e di Prevenzione; una Vera Integrazione Orizzontale; l’Avvio della Medicina d’Iniziativa ( già attiva in Toscana, Veneto e Lombardia);

le Case della Salute,  (un luogo fisico dove l’ammalato, specialmente cronico, viene preso in carico e guidato, indirizzato nella scelta del percorso diagnostico-terapeutico, invece di essere sballottolato di qua e di là sulla scorta del “sentito dire” o peggio preda di speculazione da parte di  “professionisti del profitto”, con perdita di tempo e di denaro, e che alla fine si traduce non solo in danno personale biologico,  ma anche a carico della famiglia e della Collettività.

 

Andiamo alla Rimodulazione della Rete Ospedaliera in Provincia di Messina in funzione della Rete per l’Emergenza – Urgenza .

Dopa anni di studi, elaborazioni e rielaborazioni, portati avanti senza cuore e senza convinzione, il precedente Governo Regionale ha emesso l’ultimo D.A. n. 1495 del 26/luglio/2017 G.U.R.S. n. 37 del 08/09/2017 (ovviamente oggi in via rielaborazione) che ci ha lasciato a dir poco perplessi.

Senza scendere nei particolari, che ognuno degli addetti ai lavori sicuramente conosce, andiamo a fare una disamina generale.

Il D. Balduzzi del 2012 aveva indicato il numero dei p.l. in 3,7 per mille e se non vado errato, la L. 135 del 07/agosto2012 stabilì genericamente la “riduzione  a carico degli  Ospedali Pubblici in misura del 50%”; senza indicare chiaramente a carico di chi doveva essere operato l’altro 50%; stabilì inoltre che la “soglia di accreditamento per le Strutture Private deve essere non inferiore a 80 p.l.”

Cosa abbiamo letto a tal proposito per la Provincia di ME?

La Provincia di Me ha una estensione di 3.247 km quadrati, con 635.000 circa abitanti.

Sulla fascia Tirrenica, lunga 126 km fuori dal comune di Messina, abitano circa 316.500 persone distribuite in 70 comuni, con centinaia di frazioni, su un vasto territorio montano, collinare e costiero, con strade di collegamento lunghe e tortuose, cui bisogna aggiungere: i 600.000 turisti l’anno che passano nelle sole Isole Eolie, oltre tutti le migliaia di non residenti, che tornano in periodo estivo nei vari paesi costieri e montani.

A Messina città, ci sono 261.000 abitanti.

Sulla fascia Ionica, lunga 34 km fuori dal comune di Messina, ci sono 57.687 abitanti.

L’ASP ME ha 7 Ospedali, di cui 6 sulla fascia Tirrenica (due in zona disagiata) e 1 sulla fascia Ionica.

Con l’ultimo D.A. :

L’Ospedale della fascia Ionica (Taormina)  – 13 p.l.

Gli Ospedali della fascia Tirrenica ( Milazzo, Barcellona e Patti) hanno perso in totale 71 p.l. per acuti

A Messina città invece:

Il Papardo ha perso 100 p.l.

L’ A.O.U. Policlinico  + 13

L’A.O. Bonino – Pulejo  + 19

Il P.O. Piemonte  + 69

Le Cliniche Private Convenzionate + 13

In totale : -100 + 114 = +14

Calcolo della “massaia” .

ASP 5 ( PP. OO. Taormina; Milazzo; Barcellona; Patti; S.Agata; Mistretta e Lipari) : p.l. Ordinari acuti  n. 587 (427 sulla fascia Tirrenica e 160 sulla fascia Ionica)  più  p.l. Riabilitazione n. 60 (sulla fascia Tirrenica)  =  647

 

Messina città (Policlinico; Papardo; Piemonte; Cliniche Private Convenzionate):

p.l. Ordinari acuti n. 1.569  più p.l. Riabilitazione n. 311 (175 alla Bonino Pulejo) =  1.880

 

N.B.

Ai cittadini di Messina ovviamente poco importa se per curarsi devono andare al Papardo o al Policlinico o al Piemonte o in Clinica Privata Convenzionata.

Le Cliniche Private Convenzionate hanno trasformato tutti i posti letto di D.H. e parte dei D.S., in R.O.; però non garantiscono le Emergenze -Urgenze, non hanno p.l. di Terapia Intensiva ( solo due) o Rianimazione; non sono previsti P.S. (forse la spiegazione è nel D.A. 923 del 14/05/2013?).

La percezione è, che il fine del Pubblico per il Privato diventa il mezzo per il profitto.

Non vogliamo entrare nel merito del particolare, per es. dove sono andati a finire i p.l di Oncologia, di Urologia, di Pneumologia, di ORL ecc., perché ovviamente le scelte alla fine le fa il Governo Regionale, che evidentemente fin’ora ha ritenuto che i Cittadini della fascia Tirrenica sono cittadini di serie B o C o che portano l’anello al naso, oppure che sia una popolazione ricca e benestante; ( mi ricordo, ero presente quando il dott. Pietro Materia ebbe a dire a….), ma è a dir poco vergognoso, che in nessun Ospedale della fascia Tirrenica non sia stato previsto un Reparto di Oncologia e che sia stata abolita l’Urologia (P.O Barcellona P.G.), questo per dirne qualcuna, perché, se dovessimo entrare  nel merito, ci sono sicuramente ulteriori considerazioni da fare.

Cittadinanzattiva vuole sperare che l’attuale Governo Regionale attui soluzioni vere, più vicine alle necessità del territorio della fascia Tirrenica.

Quando si parla di Territorio, il Pensiero Breve vede la geografia e non considera che il Territorio non è fatto di solo terreno, ma di Persone, Anziani, Malati Cronici, Bambini e Donne: sangue e carne, sentimenti, dolori e angosce, difficoltà economiche, disoccupati e poveri; e c’è chi non arriva a fine mese con la pensione e chi  rinuncia a curarsi, perché non può pagarsi nemmeno la macchina con l’autista per il viaggio  a Taormina o Messina, per fare la chemioterapia o altro.

E non tocchiamo il tasto della mobilità passiva: ritengo, anche per abbondante esperienza personale, che non ci sia famiglia sul territorio della fascia Tirrenica che non sia stata costretta a prendere l’aereo o il treno per andarsi a curare al Nord.

Concludo con una considerazione.

Se  invece di parlare di diritti violati, cominciassimo a puntare l’indice sui chi non onora i propri doveri?

Ovvio è che in una Repubblica democratica, di fronte a chi ha  diritti, garantiti dalla Costituzione, dalle Leggi; dalle Circolari esplicative, dai Regolamenti, dalle Dichiarazioni propositive e dalle promesse, che si sprecano, c’è  chi ha il dovere  di garantirli con il proprio operato per cui è pagato dal contribuente.

Tutti i cittadini abbiamo diritti e doveri, e tutti dobbiamo osservare le regole e le leggi;

passeremmo così dalle Geremiadi all’azione mirata, con una comunicazione che esce fuori dai canoni delle lamentazioni ( diritti violati) ed accusa pubblicamente chi non onora il proprio dovere con disciplina e onore.

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