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AMMINISTRATIVE 2018: Rabbia e incertezza nel campo dei perdenti

AMMINISTRATIVE 2018: Rabbia e incertezza nel campo dei perdenti

Ma quali effetti ha prodotto la nuova legge elettorale nel campo dei perdenti? Va detto che il voto disgiunto c’è stato anche a favore del sindaco uscente Renato Accorinti, che ha ottenuto il 14.22% delle preferenze contro il 9.4% ottenuto dalle sue tre liste (tutte al di sotto del 5%); e del candidato del Movimento Cinque Stelle Gaetano Sciacca,  che avuto il 13.56% di preferenze, mentre  la lista pentastellata si è fermata al 10.05 %, risultando comunque come la più votata. Mentre invece Antonio Saitta, candidato del Pd e del centrosinistra, ha ottenuto il 18,27% delle preferenze. Le sue sei liste il 23, quindi, come Bramanti, ha preso meno delle liste. Volendo dare uno sguardo al Consiglio, questa volta in aula non ci sarà nemmeno Daniela Faranda, candidata in Diventerà Bellissima, lista  che non sarà rappresentata nel prossimo civico consesso perché non ha superato lo sbarramento del 5%, che in realtà è stato un ostacolo per 22 delle 29 liste che hanno partecipato alla competizione alla conquista di un seggio in Consiglio Comunale, si è determinata infatti un’enorme dispersione di voti, liste che ambivano al raggiungimento della fatidica soglia del 5%, si sono ritrovate zavorrate di numerosi candidati con pochi voti. Uscenti come Perluigi Parisi, Nino Carreri, Alessandro La Cava, Angelo Burrascano, Giuppi Siracusano, Antonella Russo e Lucy Fenech resteranno fuori. Nel campo accorintiano rimangono escluse le consigliere uscenti Ivana Risitano e Cecilia Caccamo e gli ormai ex assessori Sebastiano Pino, Daniele Ialacqua, Sergio De Cola, Guido Signorino, Nina Santisi e Gaetano Cacciola. Nell’ambiente genovesiano grande rabbia e delusione per la lista Peloro 2023, ferma al 3,92% nonostante la presenza dei consiglieri uscenti come Maria Perrone, Carlo Cantali, Simona Contestabile e Pietro Iannello.  Nella lista di Forza Italia, che però in Consiglio ci sarà, non entra Rita La Paglia. Scivola sulla buccia di banana del 5% anche la lista Insieme Me, voluta da Nino Germanà, che vedeva la presenza di Daniele Zuccarello, che lascia il Consiglio Comunale dopo due mandati ed avendo anche espresso più volte il desiderio di candidarsi a sindaco. Tuttavia, malgrado il campo sia ricoperto di morti e feriti, in vista della scadenza del 24 giugno si dovranno prendere delle decisioni. Antonio Saitta non nasconde la sua perplessità nel dover operare una scelta nei confronti di espressioni politiche in cui non si identifica e, nel caso di Bramanti, avverte il peso di ambienti a lui vicini che incombono negativamente sulla città. Pippo Trischitta, per non correre il rischio di contaminare la purezza dei suoi ideali, prenderà una lunga vacanza ed il giorno del voto non sarà a Messina. Emilia Barrile, anche se la sua lista non ha raggiunto il 5%, ha preso un buon numero di preferenze. Vuole gestire questo patrimonio nel migliore dei modi, prenderà una decisione insieme ai suoi amici. Accorinti vanta un’antica amicizia personale col prof. Bramanti, questo potrebbe pesare sulla scelta del suo Movimento. I 5 Stelle sembrano essere i preferiti di De Luca, ma prima di dire si, come è noto, devono attendere l’ok della piattaforma Rousseau. G.F.

  • Nella foto Rita La Paglia
  • tratto dal settimanale I VESPRI

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