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Amministrative 2018: iniziata la guerra nel campo dei vincitori di Giovanni Frazzica

Messina, Amministrative 2018: è iniziata la guerra nel campo dei vincitori di Giovanni Frazzica

Alla lettura dei risultati delle amministrative di Messina 2018 ci sono due vincitori, Bramanti e De Luca, quelli che sono arrivati al ballottaggio, e cinque perdenti, Saitta, Accorinti, Sciacca, Barrile e Trischitta, gli esclusi. Poi c’è un piccolo esercito di candidati al consiglio comunale messo fuori gioco anche dalle normative contenute nell’ultima riforma elettorale che, nelle intenzioni dei legislatori, con la reintroduzione dell’effetto trascinamento messo a punto nella precedente legislatura dal Governo Crocetta e dalla maggioranza di centrosinistra, mirava a favorire le grandi coalizioni. Ma a Messina stavolta l’effetto trascinamento è stato di fatto vanificato dall’alta percentuale di voto disgiunto che ha inciso per il 15%. Penalizzato più di ogni altro da questa situazione Dino Bramanti, candidato del centrodestra, che ha ottenuto il 28,22% delle preferenze, mentre le sue dieci 10 liste hanno ottenuto complessivamente il 38,42%. Invece il candidato sindaco che si è avvantaggiato maggiormente del voto disgiunto è stato Cateno De Luca, il quale andrà al ballottaggio del 24 giugno con Bramanti grazie a quel 19,9% di preferenze ottenute. Da notare che rispetto alle sue sei liste, nessuna delle quali ha superato la soglia di sbarramento   del 5%, De Luca ha ottenuto circa il 7% in più. Ci rechiamo nella sede del comitato elettorale del prof. Bramanti per raccogliere qualche commento. Il candidato non è in sede, è a Palermo dal Presidente Musumeci che ha voluto incontrarlo subito per commentare i risultati ed elaborare una nuova strategia per affrontare il ballottaggio. Ci riceve l’ing. Emilio Passaniti, candidato con buoni risultati nella lista “Bramanti Sindaco” (classificato tra i primi 10) che ha anche sviluppato un rapporto di amicizia personale e di collaborazione diventando di fatto organico con lo staff del candidato. “Sono felice di aver fatto questa candidatura – ci dice l’ing. Passaniti – una esperienza positiva e indimenticabile. Sono onorato di aver lavorato con un candidato e per un candidato che, in pochi giorni, mi ha insegnato tante cose, il rispetto per la persona umana, che non è mai nemico, ma che può essere talvolta, temporaneamente, avversario politico, a cui non bisogna mai gridare in faccia i propri torti, bensì sforzarsi di proporre con maggior tenacia le proprie ragioni”. L’altro vincitore, Cateno De Luca, aveva tenuto la città col fiato sospeso perché, non avendo le sue liste conseguito alcun seggio in Consiglio comunale, aveva fatto trapelare l’idea che potesse ritirare la propria candidatura dal ballottaggio e che avrebbe dato comunicazione nel corso di un comizio a Piazza Duomo. Naturalmente grande folla di curiosi che si sono sommati ai simpatizzanti. Risultato: De Luca non si ritira, punta con determinazione alla vittoria, con aggressività e cercando, come è nel suo stile, di ridicolizzare il suo avversario ed i suoi sponsor (Genovese e Germanà) espressioni di un modo di far politica datato. A seguire un secondo comizio a 24 ore di distanza a Piazza Cairoli. Sostiene Von Clausewitz che è sempre il più debole quello che attacca. Non è dato sapere se De Luca sta applicando le tecniche del generale prussiano o se agisce d’istinto, tuttavia il ritmo che imprime alla fase finale di questa campagna elettorale è difficilmente sostenibile dal suo avversario che, nei pochi giorni che gli restano, dovrà affrettarsi a trovare delle modalità alternative di difesa e di contrattacco. Rimanendo nel campo delle ipotesi, se il 24 giugno dovesse vincere Bramanti, le liste del centrodestra che hanno superato il 5% (Ora Messina, Forza Italia e Bramanti sindaco) otterrebbero il premio di maggioranza. Se dovesse vincere  De Luca, corre il rischio di diventare sindaco senza neanche un  consigliere comunale perché nessuna delle sue liste ha superato il 5%, per cui non scatterebbe alcun premio di maggioranza ed i seggi vacanti del Consiglio Comunale verrebbero ripartiti proporzionalmente tra le liste di tutti gli schieramenti che hanno superato la soglia del 5% che sono: MCS, 10.05 %; Ora Messina, 6.59 %;  Forza Italia, 5.13 %; Bramanti Sindaco, 5.74 % ; Pd, 6.2 % ; LiberaMe, 5.72%; Sicilia Futura, 5.6 %. Ma se Cateno De Luca, prima del ballottaggio, fa l’apparentamento con una lista che abbia superato il 5%, se vince, il premio di maggioranza andrà alla lista con cui ha fatto l’apparentamento. Va comunque precisato che uno dei 32 seggi del Consiglio comunale viene riservato in base alla legge al perdente del ballottaggio. Dall’eco proveniente dall’ultimo comizio di piazza Cairoli, l’apparentamento potrebbe essere con i Cinque Stelle. Ma anche dagli ambienti di Bramanti partono segnali di apertura in particolare nei confronti di Accorinti, Saitta e Sciacca per cercare punti d’incontro su grandi temi su cui poter lavorare insieme per il bene della città. La partita è apertissima.

. Pubblicato sul settimanale I VESPRI

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