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Di Maio a Messina: “Centri per impiego e Daspo a politici corrotti”

Di Maio a Messina: “Centri per impiego e Daspo a politici corrotti”

Chi immaginava una folla eccezionale al comizio di Di Maio a Piazza Cairoli organizzato per sostenere la candidatura di Sciacca Sindaco, è rimasto deluso. Tanti attivisti e moltissimi curiosi, ma non c’era la città che s’era vista per ascoltare in altri tempi Beppe Grillo. Ormai i 5 stelle sono al governo e la gente incomincia a guardarli con diffidenza. Per questo Di Maio mette le mani avanti e dice: “Rimproveratemi qualora dovessi ritornare in questa piazza a dirvi che l’occupazione va bene perché gli indici sono buoni. Sarò contento dell’occupazione solo quando ognuno di voi potrà dire mio figlio ha trovato lavoro, mio nonno ha una pensione più dignitosa, mio padre non ha più tre collaborazioni ma una sola con cui guadagna adeguatamente. Ci sono voluti 85 giorni per fare questo governo, ma l’abbiamo fatto bene: non ci sono né condannati né inquisiti e questa è una unicità dal 1994. E mentre noi portavamo avanti le trattative, il presidente della Camera Fico lavorava ad una delibera storica: il taglio dei vitalizi ai parlamentari. C’è tanto da fare in Italia. Gli indici ci dicono che il livello occupazionale è salito ma quando giro nelle regioni trovo sempre gente disperata”. Luigi Di Maio ha compiuto così la sua prima uscita da Ministro e vice-premier, accanto a lui e a tutta la squadra di assessori designati da Sciacca presenti sul palco, i parlamentari regionali, nazionali ed europei: Antonio De Luca, Valentina Zafarana, Giancarlo Cancelleri, Grazia D’Angelo, Alessio Villarosa, Giulia Grillo, Paola Taverna, Nunzia Catalfo, Ida Carmina, Ignazio Corrao, Francesco D’Uva, Angela Raffa, Antonella Papiro e Barbara Floridia. Parlando dei Centri per l’Impiego il neo-ministro dice: “Io ho intenzione di riunire tutti gli assessori al Lavoro di tutte le Regioni e cercare di capire come far funzionare questi centri. Chiunque si presenti in questi uffici deve essere in grado di produrre lavoro e gli deve venire offerto un percorso al termine del quale si propone lavoro. Quelli che portano in bici le pietanze a domicilio vengono spesso sottopagati e fanno parte di una nuova generazione di lavori in competizione, percepiscono solo mance. Io ho convocato una rappresentanza di questi giovani per parlare di questi diritti, di contratti collettivi che non hanno, siamo tornati al lavoro a cottimo. Poi c’è la fascia di hi ha perso il lavoro, cinquantenni/sessantenni, un momento complicato della vita che dovrebbe essere incoraggiato a maggior ragione dai Centri per l’impiego. Mentre io propongo un lavoro per cui ci si deve formare, devo pur dare un reddito di cittadinanza senza restare sul divano ma devi dimostrare che ti stai formando e devi fornire otto ore gratis del tuo tempo per un lavoro al Comune per far risparmiare al tuo sindaco i soldi pubblici, così tutti pagherebbero meno tasse. Poi c’è chi vuole andare in pensione e non ci riesce, vittime della legge Fornero, nata per ridurre il debito pubblico che continua a salire mentre ha tagliato il diritto alla pensione. Il mio ministero ha la possibilità di rivedere questa materia e premiare chi ha lavorato una vita e non vuole raccogliere le briciole. Per l’imprenditoria ci vuole una riforma fiscale, meno scartoffie e più posti di lavoro”.

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