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De Luca, “I nostri giovani devono restare a Messina. Basta con le lobby”.

Messina è una esemplare sintesi delle perenni contraddizioni della politica siciliana: classe politica miope e parassitaria; il Governo locale nelle mani di uomini che hanno dimostrato di non amare la propria Comunità; politici che non hanno creduto alle potenzialità della propria Comunità e ne hanno barattato il futuro per un misero piatto di pasta; un territorio dalle grandi potenzialità (mare-monti) spregiato da uno sviluppo urbanistico meramente speculativo e non realmente produttivo ed ecocompatibile; baronie locali politico-massoniche che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo sulle spalle della gente non allineata; poteri forti che hanno rubato i sogni di intere generazioni per l’effimero lucro dei miserabili di animo; inquilini del palazzo che hanno imposto il “pizzo legalizzato” alla classe imprenditoriale ed ai liberi professionisti non rientranti nella cerchia degli amici degli amici; potentati economici che non hanno consentito la realizzazione delle infrastrutture strategiche per non perdere i monopoli conquistati nel tempo con i “comparati” politici; affaristi dei servizi municipali che hanno usato il denaro pubblico per condizionare il voto e mantenere la cappa del malaffare politico su tutta la città; nemici dell’innovazione che si sono mossi nell’occulto ed hanno agito con collegamenti tentacolari nei vari palazzi istituzionali per stroncare tutto ciò che poteva mettere in pericolo gli equilibri precostituiti; intere dinastie che hanno trasmesso in eredità da padre in figlio poltrone e cattedre per una presunta specialità di sangue. A dirlo Cateno De Luca candidato a sindaco di Messina a conclusione del tour elettorale. “Ancora questa è la Messina che comanda: sui figli di nessuno costretti a lasciare la città – prosegue De Luca – pur essendo spesso delle vere e proprie eccellenze, ma che non portano certi cognomi; sugli ultimi ed invisibili sempre più numerosi e sofferenti umiliati e derubati anche del diritto di esprimere liberamente il proprio voto; sugli aspiranti “mister qualcuno” che vivono all’ombra dei palazzi universitari e politici nell’attesa di ottenere il diritto di cittadinanza nella Messina che conta; sugli imprenditori che subiscono l’onta della non colleganza per non essere funzionali al sistema; sui giovani che non hanno alcuna prospettiva ed alla prima occasione scappano dalla città; sulla gente comune che non riesce più a gustare un contesto urbano vivibile e sicuro.

Nonostante tutto la Messina che subisce ama ancora la propria città ed è alla ricerca di uomini e donne liberi e pronti a rischiare la propria vita politica e professionale per riscattare la città dall’imperante e diffusa rassegnazione.

Messina è una comunità cosmopolita: la sua posizione strategica le ha consentito un’evoluzione ed una crescita, attrattiva di migliaia di residenti provenienti dai comuni dell’intero hinterland provinciale e deve ritornare ad essere il faro della provincia di Messina e della Sicilia.

Mi sono inventato il mio lavoro ed ho creato lavoro per altri patendo la fame e non dormendo per le responsabilità imprenditoriali. Conosco bene cosa significa alzarsi la mattina e ritrovarsi all’improvviso dalle stelle alle stalle con un effimero mondo che prima ti ha osannato e poi ti ha ripudiato fino a quando non sei stato in grado di dimostrare che qualcuno aveva commesso qualche errore di valutazione sul tuo conto.Sono stato nelle istituzioni municipali per quasi trent’anni scalando tutti i gradini del governo locale: da consigliere comunale ad assessore, da capogruppo di minoranza a più volte sindaco, da sindaco di un comune collinare – Fiumedinisi – a sindaco di un comune costiero – Santa Teresa di Riva.Sono stato eletto per ben tre volte al Parlamento Siciliano ed ho acquisito una competenza ed una padronanza dei bilanci regionali che mi ha consentito di presentarmi al cospetto della città di Messina con una dote di oltre 150 milioni di euro di finanziamenti per risolvere le questioni più delicate che hanno caratterizzato l’inettitudine della classe politica messinese: l’emergenza idrica, il risanamento e l’eliminazione delle baracche, la bonifica dell’ex area Sanderson.Mi ritengo all’altezza di avere quantomeno concesso il beneficio del dubbio da parte dei messinesi: Cateno il sindaco ha dimostrato di saperlo fare e quindi è giusto metterlo alla prova. Se sarò scelto come umile e determinata guida di Messina, nei prossimi dieci anni, renderò nuovamente Messina Bella, Protagonista e Produttiva mediante l’attuazione di una strategia che garantisca autorevolezza al Palazzo Municipale, il risanamento dei bilanci, vivibilità urbana, riqualificazione dell’immenso patrimonio comunale, realizzazione delle opere strategiche, potenziamento del tessuto produttivo e creazione di nuovi posti di lavoro: con De Luca Sindaco di Messina nuovamente orgogliosi di essere Messinesi! Messina riscopra inoltre la sua identità storica gloriosa perduta per il terremoto ma soprattutto per una classe politica miope.

Sono cosciente che la mia scelta di vita riguarderà i prossimi dieci anni in considerazione delle attuali condizioni disastrose di Messina. Non basteranno infatti cinque anni per far risorgere la città Messina ed il presente programma amministrativo è da intendersi a tutti gli effetti da attuare nei prossimi dieci anni.

Proponiamo di far riacquisire quel senso di “Comunitas” ai messinesi oltre che sul rispetto delle regole si basa sulla solidarietà, sul lavoro e sullo sviluppo: questa è in sintesi la nostra grande scommessa e sarà condivisa anche da tutta la Comunità liberata finalmente da quei poteri forti e da certi politicanti parassiti che hanno tradito le legittime aspettative del popolo messinese ed hanno sporcato la nobile arte del governo municipale”. Noi in questi mesi sempre tra la gente oltre 300 comizi e incontri, termineremo il tour oggi prevedendo alle 18 un incontro di saluto con i cittadini della zona Sud al piazzale della Chiesa Santa Domenica a Tremestieri; alle 19.30 un incontro di saluto con i cittadini della Zona Nord a Piazza Cutugno a Ganzirri di fronte Chiesa San Nicola di Bari, infine alle 23 ci sarà comizio conclusivo della campagna elettorale a Piazza Cairoli”.

“Durante l’arco di questi mesi, – conclude De Luca – vivendo in maniera totale il territorio, attraverso la lettura di documenti, la testimonianza diretta degli attori principali del territorio – i cittadini – abbiamo registrato una molteplicità di criticità, ma nella logica che ci contraddistingue, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, tutti, ognuno per le proprie capacità e possibilità, abbiamo messo da parte il nostro “io” per farlo divenire “noi”, per provare attraverso la forza espressa dalla pluralità, di dare risposte concrete ad una città che merita di essere Bella, Protagonista e Produttiva”.

L’on. Cateno De Luca poi torna su Sciacca che ha annunciato di essersi rivolto al Presidente della Regione siciliana, all’assessore regionale delle Autonomie locali e all’assessore regionale dell’Economia in merito all’interrogazione sul suo conto di De Luca affermando “Sciacca tenta di approntare una difesa in ‘zona cesarini’ cioè a poche ore dal voto nonostante poteva farlo venti giorni fa. Invoca la sua buona fede e si appella alla… ‘clemenza della Corte’ per uno sconto di pena. Più che una difesa mi pare un ‘catenaccio’ in attesa che l’arbitro fischi la fina della competizione elettorale e scenda un velo pietoso sulle sue gesta di dubbia liceità”.
“Stia sereno l’ingegnere Sciacca, – conclude De Luca – nei prossimi giorni avremo modo, in tutte le sedi, di entrare nei dettagli delle questioni sollevate anche per poter fornire agli organi inquirenti dallo stesso Sciacca interpellati la documentazione idonea per l’incriminazione di appropriazione indebita, abuso e peculato”.

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