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Aspettando il Governo: Piazza Affari la peggiore in Europa, spread 154 ai massimi

Aspettando il Governo: Piazza Affari è la borsa peggiore in Europa, spread (154) ai massimi dell’anno

Le Borse europee si indeboliscono con una perdita di circa mezzo punto, mentre Milano accelera in ribasso di oltre un punto.

Cresce la tensione sullo Spread, in risalita a 154 punti base, con il rendimento del Btp decennale a 2,17%. Bund tedesco stabile 063%.

In tre settimane lo Spread si è allargato di 40 punti base, ciò significa che oggi, rispetto alla Germania, finanziare 10 miliardi di euro di nuovo debito costerebbe 40 milioni di euro in più, grosso modo quanto il nuovo governo Lega-M5s vorrebbe risparmiare con il taglio dei vitalizi.

Politica italiana. Tiene banco ancora il “contratto” di governo tra Lega e M5s che prevede di emettere i cosiddetti ‘MiniBot’, titoli con cui lo Stato paga i debiti verso imprese e persone fisiche.

Il balzo del rendimento del BTP viene osservato con attenzione dalla BCE, lo dice stamattina il vice presidente della Banca Centrale Europea, Vitor Constancio, in un’intervista a Bloomberg TV. Il numero due della BCE, il cui mandato termina questo mese, afferma che il movimento dei tassi è da seguire, anche perché in Italia qualcosa è cambiato. Ieri sera Luigi Di Maio, che qualche giorno fa aveva parlato degli attacchi in arrivo dagli eurocrati, è tornato a parlare di queste presunte intrusioni: “Ci stanno attaccando un po’ da tutta Europa. Una certa parte di poteri inizia a preoccuparsi”.

Germania. I prezzi alla produzione sono saliti in aprile dello 0,5%, mese su mese, più dello 0,3% atteso e in crescita rispetto al +0,1% di marzo.

Giappone. Scende in aprile per il secondo mese consecutivo l’inflazione, a conferma del quadro di debolezza dei prezzi e di come resti lontano il target ufficiale de 2%.

Interscambio Cina/Stati Uniti. L’eliminazione dei dazi cinesi sulle importazioni del sorgo (il quinto cereale per importanza nell’economia agricola mondiale) statunitense, annunciata stanotte dal ministero del Commercio di Pechino, si ripercuote stamattina positivamente sui mercati finanziari cinesi: indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen +1%. Il gesto distensivo della Cina, è arrivato a poche ore dall’incontro tra Donald Trump ed il vice premier cinese, Liu He, avvenuto in tarda serata a Washington. Bloomberg riferisce che la seconda economia mondiale del pianeta avrebbe offerto una riduzione dell’avanzo commerciale annuo di circa 200 miliardi di dollari, da ottenere con un aumento delle importazioni di merci statunitensi.
Il petrolio Brent si mantiene intorno a quota 80 dollari, stamattina tratta a 79,7 dollari il barile, in rialzo dello 0,3%. Sta per arrivare la sesta settimana consecutiva di rialzo.
Wall Street ha chiuso in lieve calo (Dow Jones -0,2%), mentre salgono i tassi di interesse di mercato, il rendimento del Treasury a dieci anni è a 3,12%, si fa sempre più ripida la curva dei tassi: differenziale due anni – dieci anni a 55 punti base, dove non lo si vedeva da due mesi.
Euro in lieve ripresa su dollaro stamattina a 1,180, dopo quattro giorni consecutivi di flessione.

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