editoriale

Fallito il tentativo della Lega di creare il 3° polo, no di Barrile, De Luca e Trischitta

Fallisce il tentativo della Lega di creare il terzo polo per il no di Barrile, De Luca e Trischitta di Giovanni Frazzica

L’appello di Carmelo Lo Monte ai candidati sindaco Barrile, De Luca e Trischitta per unire le forze contro centro destra e centro sinistra, che pure, nel particolare contesto messinese, poteva avere una sua logica, è stato respinto al mittente. Secco no dei primi due, mentre Trischitta è contrario soprattutto ad un accordo con De Luca. Hanno risposto subito con un secco Emilia Barrile e Cateno De Luca, mentre Pippo Trischitta, che comprende il valore di questa ciambella di salvataggio, considerato l’isolamento in cui si dibatte, fa tuttavia sapere di non essere propenso ad unirsi a Cateno De Luca. Per cui l’iniziativa dell’on. Lo Monte per costituire quell’aggregazione che, in maniera un po’ ridondante, aveva definito “terzo stato”, come a dire il popolo (rappresentato, da tre candidati considerati a diverso titolo come popolani e ruspanti) contro centro sinistra e centro destra, due facce della stessa medaglia, espressioni diversamente colorate della stessa borghesia messinese, non è stata recepita dagli interlocutori cui era rivolta e che avrebbero dovuto essere anche i beneficiari di una eventuale svolta. Cateno De Luca, che domenica scorsa è stato ospite di Giletti per la seconda volta in due mesi grazie ai buoni uffici del suo addetto stampa, si smarca con una battuta: “A me sembra un’idea alquanto bizzarra, megghiu suli chi mai accumpagnati”. Più articolata la risposta di Emilia Barrile, distintasi per aver trascorso il fine settimana nelle periferie della città a stretto contatto col popolo, che dice: “Da parte mia un no coerente, logico e motivato alla proposta dell’on. Lo Monte. Coerente perché ho deciso di correre con la mia lista civica, Leali-Progetto per Messina, con un piano già delineato. Qualsiasi scelta diversa non si sposerebbe con la logica: ai messinesi interessano i fatti, la politica vera e concreta, quella che personalmente faccio ogni santo giorno da 15 anni a questa parte, tra la gente e per la gente. Ciascun candidato presenta – e rappresenta – una proposta alla città, ma per quanto mi riguarda resto aperta a chiunque voglia sostenere o condividere il mio programma per il rilancio di Messina”. Il fine settimana di Dino Bramanti è stato caratterizzato invece da un incontro con l’ANCE, l’associazione dei costruttori edili.
A conclusione dell’incontro che si è tenuto con i rappresentanti dei costruttori Bramanti ha tra l’altro detto: “Il ruolo del settore edile è strategico per l’avvio delle infrastrutture di cui necessita il Comune di Messina e per la ripresa dell’occupazione dopo anni di crisi. Questo è un ruolo cruciale anche in considerazione delle opere pubbliche che sia il Masterplan che il Patto per il Sud avevano già previsto per Messina ed è anche emersa la volontà di costituire un tavolo tecnico permanente per affrontare le problematiche connesse ai cantieri edili fermi coinvolgendo i diversi Enti pubblici interessati – ha concluso il prof. Bramanti – come l’Iacp, la Sovrintendenza, l’Autorità Portuale. Dovrà esserci inoltre un grande impegno per accelerare le procedure tecniche ed amministrative. Ci sarà anche da rivedere l’organizzazione dei Dipartimenti di edilizia privata e le politiche del territorio cercando anche di individuare le migliori soluzioni, anche sul fronte del personale, per avviare il SUE (Sportello unico per l’edilizia), al momento obbligatorio, ma non ancora attivato dal Comune. Grande spazio infine dovrà avere la riqualificazione del centro storico e delle periferie, attingendo anche attraverso i fondi previsti in bilancio dalla Regione Siciliana e, in tal senso, il presidente Musumeci non mancherà di prestare la dovuta attenzione alla Città di Messina”. E’ apparso soddisfatto dell’incontro anche il presidente dell’Ance Pippo Ricciardello (suocero dell’on. Nino Germanà, grande sostenitore di “Bramanti Sindaco”).  Concludendo la fase del confronto sulle criticità del settore edile, il presidente Ricciardello ha detto: “Come ANCE abbiamo apprezzato il prof. Bramanti che è stato il primo a chiederci un incontro ufficiale nella consapevolezza che la categoria soffre da troppo tempo una crisi profonda. Il settore edilizio a Messina è strategico per la ripresa. Se riaprono i cantieri e si riattiva il settore il motore dell’economia messinese sarà riacceso. Una sinergia tra tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte è indispensabile”.  Gaetano Sciacca coltiva un progetto fondato sulla valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico della città, che va valorizzato mettendo “in rete” le nostre unicità geografiche e culturali. «Messina possiede una ricchezza ambientale con pochi eguali al mondo, abbiamo la fortuna di vivere in una terra con caratteristiche paesaggistiche assolutamente peculiari, con uno dei litorali più estesi e variegati d’Italia e un polmone verde incontaminato a ridosso dell’abitato che va tutelato”. Questi i 6 punti del programma di Sciacca: 1) L’avvio dell’iter per il riconoscimento della parte sommersa dello Stretto di Messina fra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Un’idea che va totalmente rilanciata. Alla base del proposito c’è il grandissimo patrimonio dei fondali dello Stretto, la fauna e i numerosi relitti sepolti, risalenti a diverse epoche storiche, costituiscono un vero e proprio “Museo naturale diffuso”. 2) La creazione di un itinerario turistico sul mare, con escursioni guidate e tour naturalistici a bordo di imbarcazioni tipiche, guidando crocieristi, e turisti alla riscoperta della millenaria tradizione marinaresca di Messina. 3) Il risanamento e la bonifica dei litorali, con l’eliminazione delle barriere architettoniche e degli scarichi fognari restituire alla città il suo affaccio a mare. 4) Un waterfront “sostenibile”, che non può prescindere dalla riapertura della Fiera, dalla riqualificazione della stazione marittima e dalla bonifica della Zona Falcata che, in particolare, in attesa di progetti a lungo termine, va immediatamente restituita alla fruizione degli abitanti. 5) La messa in sicurezza e la manutenzione del Pilone di Torre Faro, lasciato da anni alla mercé dell’abbandono. 6) L’ideazione di un “percorso del Mito” che racconti le leggende e la grande tradizione letteraria della città (da Colapesce a Scilla e Cariddi, da Omero ad Horcynus Orca) tramite un circuito diffuso di opere d’arte.

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