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Dinu Adameșteanu, grande archeologo cui la provincia di Enna deve molto

Dinu Adameșteanu, grande archeologo cui la provincia di Enna deve molto

Dinu Adameșteanu (Toporu, 25 marzo 1913 – Policoro, 2 gennaio 2004) è stato un archeologo rumeno naturalizzato italiano, pioniere e promotore dell’applicazione delle tecniche di aerofotografia e prospezione aerea nella ricerca e ricognizione archeologica.

Condusse i suoi primi scavi giovanissimo a partire dal 1935 sul Mar Nero, nel sito della colonia milesia di Histria, in cui poté utilizzare le nuove tecniche di ricerca tramite fotografie aeree.

A cavallo tra gli anni ’30 e ’40, Adamesteanu si trasferisce in Italia per completare gli studi. A Roma fa la conoscenza di diversi studiosi, tra cui Luigi Bernabó Brea, grazie alla quale si trasferisce in Sicilia in cui trova riparo alla fine del secondo conflitto mondiale.

In Sicilia Adamesteanu collabora con la Soprintendenza di Siracusa (Bernabó Brea era appunto il Soprintendente) e con quella di Agrigento, presieduta dal Dr. Pietro Griffo. Grazie a quest’ultimo, viene chiamato a dirigere l’esplorazione di Butera e di Gela, che compirà in stretta collaborazione con un’altra pietra miliare dell’archoelogia Italiana, Pietro Orlandini, portando avanti, in particolare, negli anni dal 1951 al 1961, la ricerca nell’area dell’antica fortificazione siceliota. In questo periodo Adamesteanu scoprirà diversi insediamenti (indigeni, romani, bizantini), la cui ricerca continua fino ai giorni nostri.

È questo, appunto, il caso di Philosophiana che abbiamo trattato la settimana scorsa.

Dal 1964 sarà nominato Soprintendente di Basilicata e Puglia, dedicandosi agli scavi di Metaponto, Policoro, Matera, Melfi ed Heraclea.

Il 21 gennaio 2004, il professor Dinu Adameșteanu è scomparso  nella sua casa di Policoro. Il 20 maggio del 2005 è stato inaugurato, e dedicato alla sua memoria, il Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adameșteanu”.  Francesco Tirrito

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