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Hotel Raphael di Cosimo Recupero

Hotel Raphael

di Cosimo Recupero

A volte il destino è beffardo e cerca occasioni significative per lanciare i propri segnali ai protagonisti della cronaca che sperano di passare alla storia. Una pletora di nani si aggirano nelle stanze della politica italiana, atteggiandosi a giganti, ma restano nani.

Oggi è il 30 aprile 2018. Venticinque anni fa esatti, a Roma, in Via Largo Febo 2, all’uscita dall’Hotel Raphael, si consumava una delle più surreali pagine di cronaca che, in quel momento, sembravano segnare la fine di un sistema politico corrotto, ma in realtà ne certificavano drammaticamente la nascita.

E proprio oggi, in una ricorrenza così significativa, i sedicenti rivoluzionari a cinque stelle, che di quelle monetine avrebbero voluto raccogliere gli interessi, fanno un brutto risveglio, scoprendo che la gente ha voglia di politica vera. E lo dimostra il crollo dal 24 al 7 per cento in meno di due mesi.

Quella sera, nel luogo che abbiamo detto, una folla di gente arrabbiata con la politica, si scagliava contro un leader politico che aveva avuto l’ardire non di sfidare la legge o la Costituzione, ma un sistema più grande di lui o di noi stessi che non poteva tollerare che il leader socialista, col suo carisma e la sua straordinaria capacità di visione, cercasse di dare all’Italia un ruolo centrale nello scacchiere internazionale.

Diciamocelo chiaramente. Qui nessuno dice che Craxi fosse un santo. Non è nostra intenzione stabilire che Bettino Craxi fosse un angelo caduto dal cielo. Craxi era un uomo del suo tempo, con un talento politico che ancora oggi, a distanza di venticinque anni dalla sua caduta e a quasi venti dalla sua morte, fa parlare di sé, con giudizi che sono sempre meno livorosi e sempre più oggettivi.

La figura dello statista sta riprendendo il sopravvento su quella dell’uomo di potere.

Oggi tutti parlano di immigrazione fuori controllo e propongono soluzioni basate sull’odio e sul rancore. Ma nessuno ricorda che Craxi, come anche dimostrato da un video che gira sui social, nel 1992 diceva già che era necessario pacificare la costa sud del Mediterraneo, altrimenti il rischio sarebbe stato quello di avere flussi migratori fuori controllo. E così è stato.

Se invece di tirargli le monetine, avessimo capito quale fosse la sua visione e dove volesse posizionare il Paese nello scacchiere internazionale, oggi avremmo meno guerre, meno immigrati e più rispetto fra le Nazioni.

A guardare bene, la sua posizione di leader pacifico ma non pacifista, cozzava con gli interessi degli Stati Uniti in quell’area ai quali si sarebbero contrapposti, nel tempo, gli interessi della Russia. E non è un caso se oggi, a contendersi la scena politica nazionale, ci siano due sedicenti leader che rispondono uno agli Stati Uniti e uno alla Russia. Lo hanno dichiarato apertamente: Di Maio, uscendo dal Quirinale, ha giurato eterno amore alla Nato, all’Europa e all’Euro che, fino a qualche giorno prima, erano i totem da abbattere; e Salvini che, invece, ha dichiarato una follia l’intervento americano, inglese e francese in Siria, il tutto per compiacere l’amico Putin.

In entrambi i casi, l’Italia ne esce subalterna, lacerata fra due posizioni inconciliabili che sono la vera ragione della rottura fra i due virgulti di M5S e Lega. Chi debba sedere a Palazzo Chigi è solo una scusa per non farne nulla e non dispiacere ai propri padroni.

Io credo che sia arrivato il momento di rimettere l’Italia e i suoi interessi sullo scacchiere internazionale al centro del dibattito politico. Ma per farlo, serve gente che abbia testa, cuore e un pizzico di conoscenza delle cose. E questi non sono né Di Maio, né Salvini, ma nemmeno Renzi o Berlusconi.

Serve una laedership politica, prima che personale, ed è necessario tornare a quei partiti azzerati negli anni novanta per lasciare spazio al nulla cosmico o, pensando a Grillo, al nulla comico.

La rivoluzione vera, quella che davvero servirebbe all’Italia, non iniziò ma, piuttosto, fu interrotta quella sera del 30 aprile 1993, a Roma, Largo Febo 2, di fronte all’Hotel Raphael.

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