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Messina, anche la Lega scende in campo di Giovanni Frazzica

Messina, anche la Lega scende in campo di Giovanni Frazzica

Sta per entrare un nuovo contendente nella mischia. Col suo comunicato, lanciato in piena campagna elettorale, Carmelo Lo Monte non ha detto espressamente che è il referente della Lega per la Provincia di Messina, si è limitato ad evidenziare che la Lega si sta organizzando in Sicilia come partito e che il Senatore Stefano Candiani è il commissario incaricato dell’organizzazione del partito. Nei prossimi giorni (Lunedì 30 aprile) l’on. Lo Monte riunirà gli aderenti alla lista della Lega che parteciperanno alle elezioni comunali a Messina. La riunione si svolgerà a porte chiuse e sarà considerata come una sorta di Assemblea Costituente del partito di Salvini per Messina. In quella sede si deciderà se esprimere un proprio candidato a sindaco o decidere il sostegno per uno di quelli già in campo. Nelle more che ciò avvenga gli iscritti ed i simpatizzanti sono invitati ad astenersi dall’accostare il simbolo della Lega ad individualismi, invettive, volgarità, vessazioni o improvvisazioni. Ogni riferimento a persone è naturalmente casuale e si dovrà aspettare l’Assemblea del 30 per avere la conferma della mancanza di sintonia col candidato Giuseppe Trischitta che recentemente aveva tentato un avvicinamento diretto con Matteo Salvini. Da tener presente che lo scenario pre-elettorale cittadino, determinato dal cosiddetto patto del fair play tra il prof. Dino Bramanti e l’On. Cateno De Luca, entrambi candidati a Sindaco della città di Messina per le elezioni del 10 giugno 2018, al fine di agevolare la diffusione dei rispettivi programmi amministrativi e per consentire a tutti gli elettori di poter valutare la concretezza e l’innovatività delle proposte di governo elaborate dagli schieramenti collegati ha tenuto banco per una decina di giorni. Tuttavia, dopo la solenne manifestazione svoltasi nella sala consiglio di Palazzo dei Leoni sabato 21 aprile, a quattro ore di distanza, Cateno De Luca riprende a cavalcare la sua tigre e attacca le lobby che sostengono Bramanti. Malumori e reazioni non tardano a sopraggiungere. Antonio Briguglio, già fedelissimo di De Luca e candidato al consiglio comunale, nonchè presunto promotore della nota conferenza stampa congiunta, ha chiesto ufficialmente scusa al prof. Bramanti per quanto accaduto dopo la violazione del patto effettuata dal De Luca con alcuni post su facebook ed ha ritirato il suo sostegno e quello del suo gruppo (Riabilitiamo Messina) a Cateno De Luca sindaco. “Chiedo scusa al prof. Dino Bramanti e alla sua famiglia –  ha dichiarato Briguglio in un video – Sono stato io a mediare l’incontro di sabato e indirettamente mi sento responsabile per come sono andate a finire le cose. Proprio per questo ritiro la mia candidatura al consiglio comunale e abbandono il gruppo di De Luca. Tornerò alla mia vita da cittadino, professionista e studente di ingegneria biomedica. Mi spiace per chi ha creduto in me ma continuerò a far politica attraverso la piattaforma di Riabilitiamo Messina.  La politica per me è coesione dialogo rispetto e soprattutto stile. Non trovando più questi ideali la mia strada politica finisce qui. Non risponderò ad eventuali provocazioni e congetture che saranno fatte dopo questo video perché per me la politica a differenza di altri è stile”. In risposta arriva un comunicato di Bramanti che dice di aver “ apprezzato il garbo, la sincerità e l’onestà intellettuale che hanno portato Antonio Briguglio a chiedere scusa a me ed alla mia famiglia per quanto accaduto sabato e per la violazione di quel Patto. Ho apprezzato anche che Briguglio, nel ritirare il sostegno a Cateno De Luca, che lo aveva designato assessore, abbia usato più volte il termine “stile”. Ha ragione, è una questione di stile e aggiungo anche di metodo. Per me, ma vedo anche per lui, la politica è ben altro: è dialogo, confronto, condivisione. Sia io che Briguglio nel portare avanti quel Patto ci avevamo creduto e neanche per un istante abbiamo pensato che potesse venire meno la lealtà o che fosse un bluff. Spero che questo sgradevole episodio non gli abbia fatto perdere la speranza né la voglia di continuare a fare politica. Io non l’ho persa. Tutt’altro”. Bramanti racconta anche di aver ricevuto messaggi di solidarietà perché molti “hanno compreso che la politica del dialogo e della proposta è l’unica strada per rilanciare Messina. Non dobbiamo rassegnarci ad un modo di fare che allontana la gente dalla politica vera e che fa perdere la fiducia in chi ci rappresenta nelle sedi istituzionali”. Infine la replica di Cateno De Luca: ” Voglio ricordare a Dino Bramanti che non l’ho mai attaccato personalmente e che il nostro accordo non prevedeva che io non potessi più esprimere opinioni o critiche politiche sia pure colorite. Ho attaccato le consorterie e gli apparati che sostengono Bramanti, convinto che egli non ne abbia bisogno e se ne volesse liberare, ma evidentemente non è così. In questi giorni ho ricevuto promesse di poltrone e proposte di tutti i generi. A tutti rispondo che non mi ritiro e spero che si possa tornare a parlare di programmi e di impegni concreti per questa città. Da qui al 15 maggio assisteremo a innumerevoli “pentimenti” e cambiamenti di lista da parte di veri candidati e di presunti assessori designati – e conclude polemicamente – per cui penso che la scelta del sig. Briguglio non sia una gran notizia”. Un tempo era in centro sinistra a fare scalpore, oggi invece è il centro destra, con le sue diverse articolazioni ad occupare la scena. Gli insuccessi del Molise e quelli già preventivati del Friuli, generano un riflesso di cupa rassegnazione, quasi di una sconfitta annunciata che non rende credibili i sorrisi aperti di Antonio Saitta o i programmi quinquennali dell’uscente Accorinti che sta elaborando una narrazione fantastica delle cose fatte nei cinque anni della sua gestione a fini elettorali, ovviamente con pochi ascoltatori disposti a credergli. Rimane infine poco logica la posizione di Emilia Barrile candidata a sindaco, anche se la città è tappezzata dei suoi manifesti. E’ fin troppo chiaro a tutti che contro le undici o dodici, liste previste per Bramanti, o le sei o sette previste per De Luca, Emilia Barrile, con una sola lista non può entrare in un’area di competitività.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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