attualità primo piano

Bramanti si presenta col ramoscello d’ulivo, ma c’è chi vuole non il dialogo

Bramanti si presenta col ramoscello d’ulivo, ma c’è chi vuole non il dialogo di Giovanni Frazzica

Finalmente il prof. Dino Bramanti si è presentato nella veste di candidato e lo ha fatto nel foyer del Teatro Vittorio Emanuele dicendo:”Il modello Messina è un cambiamento di metodo che anche i partiti devono accettare. Nessun manuale Cencelli ma meritocrazia”. Molti gli appelli lanciati in diverse direzioni, si è autodefinito “inclusivo”. Alla cerimonia d’esordio, molto attesa e partecipata, non c’erano esponenti dei partiti, né simboli. Bramanti ha continuato dicendo:“Mi chiamo Placido Bramanti, tutti mi chiamano Dino, sono nato a Piazza Duomo, ho studiato a Messina dove son voluto restare. Sono un uomo libero, non ho dinastie alle spalle, né condizionamenti e qui, oggi propongo un nuovo modo di fare politica, il Modello Messina, un modello aperto a tutti”. Si è presentato così Dino Bramanti, già autosospesosi da direttore scientifico dell’Irccs, precisando più volte di non avere appartenenze ma di cercare alleanze senza steccati. L’unico nome che ha ripetuto più volte è stato quello del Presidente della Regione Nello Musumeci con cui ha ammesso di avere parlato più volte del futuro di Messina e della necessità di avere quel ruolo e quelle risorse che la città merita. “Su questi punti mi ha dato ampie rassicurazioni – ha detto il prof. Bramanti – tuttavia noi non ci presenteremo mai da nessuna parte né a Roma né a Bruxelles né a Palermo con il cappello in mano, ma sempre con progetti concreti”. Il “Modello Messina”, secondo la visione del candidato, guarda prima alla società civile e poi ai partiti ai quali Dino Bramanti fa un invito all’inclusione e al dialogo: dal centro-destra al  centro-sinistra, dal Pd fino ad Accorinti e De Luca. “E’ l’approccio che dobbiamo cambiare, ed anche i partiti lo devono capire. Io non sono il cavallo di Troia di nessuno, ho letto da qualche parte che sono il candidato del centro-destra. Oggi sono qui da solo, non ci sono partiti né padrini. Al manuale Cencelli sostituisco la meritocrazia, anzi, la democrazia. Se qualcuno pensa di venirmi a dire voglio un assessore qui, un assessore là ha sbagliato persona. Se i partiti dovessero provare a mettere le mani sul governo della città sarei il primo io ad andarmene”. L’appello di Bramanti è rivolto a tutti, ma c’è un messaggio diretto a Cateno De Luca “ha amministrato bene il suo comune, potrebbe venire a dare una mano ai messinesi per rilanciare il territorio”. Ed è indulgente anche nei confronti di Accorinti: “non è colpa sua se siamo ridotti così, ma negli ultimi 15 anni abbiamo avuto tre commissariamenti e due sindaci che hanno interrotto prima il mandato. Le battaglie che ho fatto con Accorinti le abbiamo vinte insieme, possiamo fare squadra”. Poi, rivolgendosi  alla sinistra rivolge un invito al Pd e a Navarra in particolare: “sarei contento se tutti insieme portassimo avanti progetti comuni” e comunica di aver tenuto contatti con Emilia Barrile e Beppe Picciolo. La prima preoccupazione è la  disoccupazione giovanile, presto  saranno costituiti gruppi di lavoro con i giovani che diventeranno permanenti, solo presentando progetti a Palermo, Roma, in Europa, potremo avere le risorse necessarie”. Io sono favorevole al Ponte, ma credo che faremo un referendum per capire quello che vogliono i messinesi. Per il resto partiamo tutti dallo stesso nastro di partenza, il concetto di appartenenza è vecchia politica, io voglio applicare il metodo usato nella professione che è quello della meritocrazia. Questo sarà il mio unico e ultimo mandato, gettiamo i semi di proposte, rilanciamo Messina e parliamo di speranza, lasciamoci alle spalle il pessimismo e la rassegnazione. Basta messinesismo, spazio alla messinesità”.  E per la squadra immagina figure slegate dai partiti, come l’ex portiere del Messina Marco Storari, oggi del Milan, o lo stesso Vincenzo Nibali, ultimo vincitore della Milano San Remo, perché è importante rilanciare il brand Messina a livello nazionale per attirare investimenti. Sul Papardo Bramanti afferma che l’Ospedale deve essere rilanciato e salvaguardata la sua autonomia. “Ma mi riferisco a tutta la sanità messinese, Policlinico compreso, non ci sono steccati, alla Regione ci batteremo per l’intera città”. Agli attacchi diretti di De Luca e Trischitta il professore non vuole rispondere, non partecipo alle risse – dice – preferisco dialogare su temi e programmi. Per me non ci sono avversari, sono tutti competitor e credo che abbiano lo stesso mio desiderio di fare qualcosa per Messina, rispetto tutti, per questo il mio appello non ha steccati e l’invito è a fare squadra per Messina. Cateno De Luca, già da tempo in corsa per la candidatura a sindaco, risponde immediatamente all’appello di Bramanti: No, grazie.  “Il professore Bramanti – scrive De Luca – al suo debutto ha invitato tutti a fare sintesi con lui candidato a sindaco di Messina e su di me ha avuto queste parole di apprezzamento: “De Luca, se ci sta e ci insegna quel che ha fatto nelle cittadine che ha amministrato” La ringrazio professore ma a ciascuno il suo mestiere: lei è un genio nel suo campo ed io ho dimostrato di essere un genio al governo delle municipalità. Le aggiungo senza alcun intento polemico: io ho 46 anni e quindi ho quella energia e caparbietà che non mi consente di salire in cattedra ad insegnare, mentre lei, che ha la veneranda età di 70 anni, ha titolo a diffondere la sua scienza ed a non praticare sport pesanti e pericolosi come la guida di palazzo Zanca stando in trincea come sono abituato a fare io. Infine caro prof. Bramanti io non governo Messina sotto la gonna puzzolente delle lobby e delle consorterie che hanno rubato i sogni ad intere generazioni, mentre lei si è fatto battezzare proprio da questi ambientacci ed ora non ha neanche il coraggio di farli stare al suo fianco”. Nei prossimi giorni si vedrà se l’appello di Bramanti è destinato a cadere nel vuoto o se si posso verificare delle aperture su progetti e programmi. Resta il fatto che i Pd non ha ancora trovato un candidato e forse andrà alle primarie il 15 Aprile, mentre i Ciquestelle non hanno ancora ufficializzato la candidatura dell’ing. Gaetano Sciacca che le voci di corridoio danno come certa. In zona grigia permangono ancora Emilia Barrile e Beppe Picciolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *