editoriale

Tatticismi intorno alla candidatura di Bramanti sindaco di Giovanni Frazzica

Tatticismi e consensi intorno all’attesa candidatura di Bramanti sindaco di Giovanni Frazzica

Il prof. Dino Bramanti ha diramato una nota per chiarire la sua posizione in merito alla sua candidatura a Sindaco di Messina. Ne riportiamo i brani più significativi: “Continuano – dice Bramanti –  le interlocuzioni con il Presidente Musumeci, con cui in un lungo colloquio abbiamo esaminato numerosi aspetti delle prossime elezioni amministrative che vedono per la complessità e la meticolosità dell’approccio al nuovo metodo di lavoro, l’esigenza di un ulteriore incontro dirimente e definitivo, al termine del quale scioglierò la riservaLa candidatura di un rappresentante della società civile scaturisce da una sintesi tra i bisogni della gente e dalla necessità di formulare una nuova offerta della politica. La partecipazione e la volontà dei cittadini è alla base della scelta, che non deve essere interpretata come espressione di pochi. Essere non solo portavoce dei bisogni, ma interprete di una sintesi che trovi la politica pronta a rispondere ai reali problemi della gente, sono condizioni fondamentali. E’ arrivato il momento di passare dalla protesta, fin troppo semplice, alla proposta, con le sue complessità e con le urgenze che impone! I bisogni delle persone, i fragili, gli anziani, le periferie, i poveri, coloro che si rivolgono a noi per esigenze di salute hanno bisogno di certezze e supporto. Si dovrebbe realizzare un modello “Messina”, libero di accogliere il mondo della società civile, del volontariato, delle professioni, degli imprenditori, dei giovani e di tutti coloro che sono disponibili a partecipare alla crescita della loro città, confrontandosi e collaborando con le forze politiche. Altre dialettiche, al di fuori dei bisogni della gente non ci riguardano. Il Presidente Musumeci ha manifestato il suo interesse per il “modello Messina”, arricchendolo di contributi, quale prototipo di una svolta per la città di Messina”. Gli fa immediatamente eco il Consigliere Giuseppe Santalco, autorevole esponente dell’area genovesiana, che scrive: ”Apprezzo la nota del Prof. Bramanti a cui ritengo opportuno aggiungere alcune mie riflessioni. Le elezioni amministrative iniziano l’ultimo capitolo del libro che ha avuto come premessa le elezioni regionali e come parte centrale quelle nazionali. Chi voleva rottamare è stato rottamato, nuovi soggetti politici hanno acquisito ruoli: “Abbiamo bisogno di un nuovo modo di interpretare la politica, partendo dai bisogni primari della gente, pensando prima al lavoro (quello vero e non assistito), alla equità fiscale, allo sviluppo di tutto il Paese e non solo del nord, senza trascurare la solidarietà sia verso i più bisognosi e verso gli immigrati”. L’ultimo capitolo che sta per essere scritto è forse quello più importante in quanto riguarda la comunità messinese, con i suoi bisogni e speranze. I social rilanciano sempre più spesso l’immagine degli anni 60/80 della nostra città e molti ne rimpiangono la vivibilità, la bellezza, la pulizia la capacità di autodeterminarsi. Stranamente nel momento di maggiore difficoltà, si moltiplicano a dismisura i candidati Sindaci, ognuno di loro con un approccio più “contro” che “a favore”. E’ facile denigrare tutta la classe politica: deputati nazionali e regionali, Sindaci Consiglieri, facendo leva sull’antipolitica. Io non ho mai creduto alla forza taumaturgica dell’uomo solo al comando che riesce con la bacchetta magica a far cambiare le cose e a far diventare d’incanto la Cenerentola “Messina” nella “Principessa” sfavillante. Ne’ credo che sia il caso di nascondere le proprie ambizioni dietro la frase fatta “la gente mi vuole”.
Dipende da come tutti insieme scriveremo l’ultimo capitolo della “saga messinese” per determinare il futuro della città. Ritengo che in questo momento la città non ha bisogno ne’ di fughe in avanti di singoli candidati, ne’ il perpetuarsi di un metodo ormai superato cioè di: “individuare l’alter ego e indicarlo a coloro che sia politicamente che idealmente vogliono contribuire a sentirsi partecipi nella scelta, per esserne parte propositiva in termini di idee e di programmi”. Alla esplicita ed appassionata adesione dell’ex Assessore Santalco, si somma la posizione più sofisticata ed articolata dell’on. Picciolo, leader di Sicilia Futura, che tra le righe della sua comunicazione fa immaginare un certo avvicinamento alle posizioni del prof. Bramanti. “Ci preoccupa la deriva conservatrice del PD siciliano e di una parte della sua classe dirigente che pur di mantenerne la guida è disposta a rischiare la propria estinzione- scrive Picciolo- Il risultato elettorale è sotto gli occhi di tutti ed impone una seria riflessione oltre che atti coraggiosi ed inequivocabili. Occorre rimuovere nel profondo modelli organizzativi e modi di pensare che fanno ricadere in quel passato ormai consegnato alla storia. E’ indispensabile una cruda e costruttiva autocritica, che permetta di aprire ad un mondo, quello riformista, liberale, popolare e socialista che sta rischiando di restare senza rappresentanza. Anche a Messina è necessario un approccio più laico alla politica per tentare di polarizzare l’attenzione di quanti non vogliono cadere nelle facili lusinghe dei movimenti populisti e qualunquisti. Chiediamo, prima al PD e poi a tutti quanti ne abbiamo la volontà, che si tenti ogni sforzo per riunire l’area di centro guardando più ai programmi che agli organigrammi, puntando solo dopo su uomini necessariamente capaci e competenti. Per fare ciò siamo anche disposti a dare vita ad iniziative civiche, che permettano di separare antichi steccati che fino ad oggi hanno creato diaframmi incomprensibili e dannosi. Sicilia Futura guarda quindi ai territori come stella polare delle proprie decisioni e si rivolge ad essi in piena autonomia per cercare di ridare speranza e fiducia ai cittadini che, ormai disillusi, chiedono competenza ed onestà nelle scelte da compiere per una sana e robusta amministrazione della “cosa pubblica”. Siamo certi che su questa linea politica e sui temi del cambiamento e della territorialità anche il PD vorrà seguirci e gettare le basi per una coalizione, se fosse il caso, anche prevalentemente civica che aprendosi a tutti quanti vorranno crederci possa assicurare un lungo periodo di stabilità amministrativa e la certezza nel reperire concretamente le risorse economiche necessarie allo sviluppo della nostra Città”. Da notare infine che il riferimento ad una coalizione prevalentemente civica si collega palesemente alla nota pubblicata in precedenza dal prof.  Dino Bramanti.

. tratto dal settimanale “i Vespri”

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