cronaca

Lavoratori licenziati di Casa Serena occupano il Comune e chiedono solidarietà

Lavoratori licenziati di Casa Serena occupano il Comune e chiedono solidarietà

 

  COMUNICATO           

Era doveroso spendere qualche parola in merito a questa brutta faccenda perché il segretario provinciale Giovanni Andronaco di questa sigla sindacale che non ha di fatto associati tra i protagonisti della vicenda, è un ex lavoratore di Casa Serena che ha vissuto la disperazione della cassa integrazione prima e del licenziamento dopo, ma che fortunatamente grazie a quel protocollo d’intesa che oggi a detta del dirigente Zaccone e dell’assessore Santisi non ha validità e non ha prodotto alcunché ,lavora nei bandi comunali insieme agli altri infermieri messi fuori dalla porta di quella struttura!

Da qui nasce l’esigenza di sottolineare come i lavoratori disperati e lasciati soli dalle istituzioni e soprattutto dai sindacati di appartenenza che ti offrono tutela finchè sei produttivo, a dimostrazione del fatto che per tutta la lunga giornata di oggi non si è visto nessuno nei corridoi del palazzo…la nostra sigla sindacale che più volte abbiamo specificato conta lavoratori dei servizi sociali che lottano per la dignità e gli interessi dei lavoratori per i lavoratori, oggi pomeriggio hanno deciso di constatare con mano la rabbia e l’assoluto bisogno di risposte a garanzia di famiglie da mandare avanti…

Oggi il sindacato I.S.A. insieme a tutti gli associati ha deciso di dare manforte ai colleghi che in questo momento stanno attraversando con tanta difficoltà fisica, psicologica ed economica, perché dopo quasi trent’anni di precariato  abbiamo capito che la disgregazione e la guerra tra poveri è l’arma usata da amministrazioni e sindacati che ha portato a questa macelleria sociale…noi ci uniremo alle battaglie dei colleghi tutti qualora fosse necessario!

A fronte di questo vorremmo ricordare ad ogni lavoratore di ogni comparto dei servizi sociali che lo spaccato di vita che oggi stanno vivendo gli ex 328 potrebbe succedere anche a noi domani, ma avere la consapevolezza che non siamo soli, e che il principio di solidarietà e di unione ci accomuna a prescindere dalle rappresentanze sindacali, ci farà non dico vincere la guerra, ma quantomeno portare a casa qualche risultato…per cui invitiamo tutti ad unirsi ai ragazzi che stanno occupando la casa del cittadino.

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