Cultura

Morto Stephen Hawking, l’astrofisico che studiò l’origine dell’Universo

Morto Stephen Hawking, l’astrofisico che studiò l’origine dell’Universo

Malato di Sla fin dai 21 anni, era da molti anni immobilizzato sulla sedia a rotelle. Ha segnato la storia della fisica ma anche dell’immaginario collettivo. Celebri le sue pungenti battute e l’autoironia. I figli: “E’ stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario”.  Stephen Hawking è scomparso  all’età di 76 anni,  ad annunciarlo è stato il portavoce della famiglia. Era nato l’8 dicembre 1942 a Oxford, nel 1963 scoprì di essere affetto da Sla, una malattia degenerativa invalidante che negli anni Ottanta lo costrinse all’immobilità ma che non gli impedì di diventare uno dei più grandi scienziati a livello mondiale. Aveva 21 anni quando gliene diedero appena due di sopravvivenza. In quel momento, raccontò negli anni successivi, “ogni cosa è cambiata: quando hai di fronte l’eventualità di una morte precoce, realizzi tutte le cose che vorresti fare e che la vita deve essere vissuta a pieno”. Per due volte ha rischiato di morire: nel 1985 e nel 2009, per due gravi forme di polmonite. Nella sua lunga vita di scienziato curioso e senza pregiudizi riuscì a stupirsi e a stupire, lasciando il segno con le sue scoperte sul cosmo. La morte è avvenuta nella sua casa a Cambridge. Nel rendere nota la scomparsa del padre, i figli hanno scritto in un comunicato diffuso ai media: “Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. E’ stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo”, hanno scritto Lucy, Robert e Tim, i figli di Hawking. A 32 anni Hawking divenne uno dei membri più giovani della Royal Society, l’istituzione scientifica più prestigiosa della Gran Bretagna. Lasciò l’Università di Oxford per studiare astronomia teorica e cosmologia a Cambridge, dove ottenne la cattedra di matematica nel 1979 insegnando per trent’anni. A Hawking si deve la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’Universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri, la cosiddetta “radiazione di Hawking”. Ma lo studio e l’osservazione dell’Universo non si è mai fermata: negli anni Hawking rivide più volte le sue scoperte senza mai smettere di indagare i “confini” del cosmo portando oltre le conoscenze dell’uomo. La sua collaborazione con altri scienziati ha contribuito all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche raccontate con capacità divulgative insperate per le sue condizioni di salute. Una sedia a rotelle progettata su misura e un computer con sintetizzatore vocale sono i mezzi che gli hanno permesso di comunicare con il mondo: lo si ricorda in numerose partecipazioni a trasmissioni scientifiche televisive e radiofoniche. Hawking era famoso, oltre che per il suo lavoro nel campo dell’astrofisica, anche per le sue pungenti battute: “La vita sarebbe tragica se non fosse divertente.” E, ancora: “Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza”. Non è stato solo un grande fisico, matematico, cosmologo e astrofisico. La vita di Kawking e la sua carriera hanno ispirato film per la tv e il cinema, come La Teoria del tutto, adattamento della biografia scritta dalla ex moglie e madre dei suoi tre figli. È anche apparso in molte serie tv di culto, come i Simpson e The Big Bang Theory.

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