attualità editoriale

L’ASSURDA POLEMICA SUL TAGLIANDO ANTI… BROGLI

L’ASSURDA POLEMICA SUL TAGLIANDO ANTI… BROGLI di Giovanni Alvaro

La polemica sorta attorno al bollino anti truffa, introdotto nelle schede e che ha rallentato lo spoglio elettorale, è semplicemente assurda. L’assenza di questo bollino ha probabilmente permesso di far perdere le elezioni al centrodestra nel 2006 per soli 24.000 voti di differenza su 38 milioni di votanti. Prodi esultò per il risultato, ma Berlusconi gridò ai brogli dato che le schede bianche al Senato erano maggiori di quelle alla Camera per oltre 40.000 schede, e la cosa è assurda dato che alla Camera votano più elettori che al Senato e quindi ci sono maggiori schede bianche (numericamente parlando).

Nel 2006 alla Camera le schede bianche furono poco più di 439 mila, mentre al Senato se ne registrarono oltre 479 mila. La differenza netta fu di oltre 40 mila dato che Friuli ed Abruzzo ne avevano avute di meno rispettando la diversità dei votanti con 22.440 bianche al Senato contro 22.926 alla Camera. La differenza in quella tornata elettorale fu di -40.614 schede bianche alla Camera rispetto al Senato. Ma dato che il Senato avrebbe dovuto registrarne di meno, è chiaro che il broglio è molto più alto delle 40 mila schede che segnano la differenza. Tecnicamente, quindi, ci potrebbero essere altre 50.000 schede usate in quell’infausto anno, ma almeno 40 mila schede bianche della Camera sono diventate ‘schede valide e votate’ determinando la sconfitta della coalizione di centrodestra.

La differenza dei votanti tra le due Camere nasce dal fatto che alla Camera votano i diciottenni mentre al Senato votano gli elettori dai 25 anni in su. Due anni dopo nel 2008, per la fine anticipata della legislatura, le bianche della Camera superano per 20.000 schede quelle del Senato. Quindi tutto ok. Di sicuro, per questo risultato (numericamente maggiore alla Camera), ha giocato un ruolo importante la richiesta di Berlusconi di una revisione dei risultati del 2006, perché era certo ci fossero stati dei brogli. Come d’incanto, però, in quell’anno tutto ritorna nelle normalità, e cioè più schede bianche alla Camera, almeno numericamente, e meno al Senato.

Forse parecchi arrivati a questo punto della lettura si chiederanno ‘che c’entra questa storia dei brogli con il bollino antitruffa?’ Se costoro, ma soprattutto gli autori degli articoli che hanno sparato ad alzo zero sull’introduzione del bollino, per aver allungato i tempi dello spoglio, avessero visto una delle puntate di Gomorra avrebbero sicuramente avuto la risposta che cercavano con la domanda precedente.

Allora è bene raccontare in breve cosa hanno visto i milioni di spettatori che seguivano Gomorra. Il figlio del camorrista Savastano, subentrato al padre, decide di far eleggere a sindaco di un paese del territorio da lui controllato, un emerito imbecille e per farlo escogita un sistema veramente ingegnoso. I ‘bravi’ del nuovo boss, con percorse e minacce di morte, riescono a farsi consegnare da un Presidente di seggio una sola scheda elettorale. Ma lo stesso risultato lo si poteva ottenere avendo una scheda che le varie tipografie stampano per le elezioni in ogni provincia italiana. Quella sola scheda in un determinato territorio può sovvertire qualunque risultato.

Infatti la scheda votata dai ‘bravi’ e consegnata ad un elettore succube della camorra che nella cabina elettorale metteva in tasca la scheda fornitagli dagli scrutatori e, uscendo dalla cabina, consegnava la scheda già votata. La nuova scheda, in una specie di catena di S. Antonio, veniva votata dai camorristi e consegnata ad un altro elettore, e continuando così si sovvertiva il risultato del voto. Beh, dopo questa denuncia pubblica fatta con la serie di Gomorra, sarebbe stato un gravissimo errore non inserire nel meccanismo di voto un sistema anti brogli.

Il sistema non è perfetto? Lo si può cambiare ma non lo si può abolire se si vuol evitare le porcate registrate nel 2006.

 

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