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Duello Sciacca-Bramanti e terzo incomodo D’Amore? di Giovanni Frazzica

SINDACO DI MESSINA: Duello Sciacca-Bramanti e terzo incomodo D’Amore? di Giovanni Frazzica

 

Lo tsunami cinque stelle a Messina, città che deve affrontare la impegnativa prova delle elezioni amministrative, rischia di produrre effetti collaterali notevoli. Infatti, alla luce dei risultati, alcune impostazioni che sembravano già ben delineate, potrebbero essere soggette a ripensamenti. Anche se una considerazione su tutte va fatta e certamente, a mente serena, superata l’emotività della prima ora, saranno gli stessi esponenti politici e gli stessi aspiranti candidati a doverla fare: le amministrative sono elezioni con caratteristiche completamente diverse dalle elezioni politiche, quindi non c’è da dare eccessivo peso ai risultati del 4 marzo, anche se è bene non ignorarli. Andando al concreto c’è da dire che per le candidature a sindaco, alcuni giorni prima del voto delle politiche, oltre ai nomi già noti che in diverso modo si erano manifestati negli ultimi mesi (Pippo Trischitta, Emilia Barrile, Vincenzo Ciraolo, Giovanni Ardizzone, Daniele Zuccarello, Cateno De Luca ed Enrico Spicuzza) erano emersi due personaggi nuovi e autorevoli: il prof. Dino Bramanti, Direttore scientifico dell’IRCCS-Fondazione Bonino-Plulejo, sponsorizzato dal Centrodestra e da tanti ambienti che ruotano intorno al mondo della Sanità (locale e regionale), l’altro era l’ing. Gaetano Sciacca, ex Capo del Genio Civile, attualmente Direttore dell’Ispettorato del Lavoro, che, da indiscrezioni ricorrenti, dovrebbe essere  sostenuto dal Movimento Cinque Stelle. A quel tempo, il rettore Pietro Navarra, oggi parlamentare del Pd, non manifestava chiaramente (ovviamente per motivi tattici) le sue preferenze per un particolare candidato, anche se si parlava dei prof. Michele Limosani e Antonio Saitta. Oggi l’on. Navarra è libero dai vincoli cui è sottoposto un candidato e da un momento all’altro si attende con vivo interesse un suo pronunciamento. E ciò perché anche se col passare del tempo il suo ascendente sull’apparato dell’Ateneo, che aveva portato al grande successo di Franco De Domenico alle regionali, comincia ad attenuarsi rimane sempre, dopo il Centrodestra ed i Cinque Stelle, la terza componente politica cittadina. Ed in queste ultime ore in alcuni ambienti si fa strada una ipotesi nuova che vedrebbe Fabio D’Amore, sfortunato candidato di centro-sinistra al Senato nel collegio uninominale di Messina, diventare l’uomo su cui punterebbe Navarra per tentare di conquistare palazzo Zanca. In effetti Beppe Picciolo e Fabio D’Amore, animatori di Sicilia Futura, scesi in campo col Pd in queste elezioni, hanno dato un generoso contributo alla riuscita della campagna politica del Pd ed al buon esito della stessa elezione di Pietro Navarra. Il sostegno ad una eventuale candidatura D’Amore potrebbe essere il giusto riconoscimento per l’impegno profuso ed anche un tentativo efficace di inserirsi in un gioco che rischia sempre più di diventare una partita a due, soprattutto se Dino Bramanti non si tira indietro e se Gaetano Sciacca chiarisce e consolida il suo rapporto con i grillini, che, sul piano numerico, hanno dimostrato di essere la prima forza politica in città. «Purtroppo il quadro a Messina e in tutto il meridione è stato desolante per il Pd» – ha detto Fabio D’Amore alla stampa – «In città, rispetto a tutte le altre realtà dell’isola, abbiamo tenuto i numeri alti, abbiamo ottenuto una buona risposta e abbiamo una base da cui ripartire. La botta è stata fortissima per tutti, inutile negarlo, ma noi abbiamo tenuto. La sfida però è già dietro l’angolo e noi siamo già pronti per le amministrative, la politica non si ferma mai e siamo pronti a scendere in campo. Vorremo giustamente dire la nostra su un candidato sindaco, i nomi che abbiamo sentito finora non ci sembrano rappresentativi». «Ovviamente ci dobbiamo incontrare con il Pd, con gli altri partiti della coalizione ma non limitarci a questo – continua D’Amore – dobbiamo  aprirci alle liste civiche, la società civile è pronta per scendere in campo insieme a noi, c’è fermento. In città c’è grande voglia di rivalsa, c’è il desiderio di riprendersi la città e non lasciarla al populismo, già abbiamo avuto Accorinti. Noi la faremo con progetti concreti, ripartendo dal lavoro fatto fino ad ora con Pietro Navarra perché è vero che qualche errore c’è stato ma bisogna ripartire da qua e non fermarsi alla corrente universitaria, seppur importante, ma bisogna tornare alla base». Anche il leader di Sicilia Futura, Beppe Picciolo, pur amareggiato dalla sconfitta, ha voluto commentare il risultato del Pd messinese. «Il risultato provinciale non è stato negativo – ha affermato l’on. Picciolo – ma se fosse dipeso da noi, il Pd avrebbe fatto un successone, anche in altre città siciliane, però non c’è stata capacità e volontà di strutturarsi. A Messina c’è stata una base forte fatta da Pd e Sicilia Futura. Nella débâcle generale tuttavia questa alleanza ha retto. Siamo contenti che Navarra sia approdato al Parlamento anche con il nostro aiuto, ci dà una marcia in più ma ci obbliga a guardare agli equilibri interni». Peppe Picciolo è consapevole che solo con questi numeri non si va da nessuna parte: «In chiave amminsitrative, il Pd deve tornare a parlare alla gente, cosa che in questi ultimi anni è mancata. Noi abbiamo intenzione di dialogare e cercare sponda all’interno della coalizione di centrosinistra, ma anche fuori» dice Picciolo senza però sbilanciarsi su qual è la direzione esatta verso cui si volge lo sguardo. Infine un commento lo riserva alla vittoria del Movimento cinque Stelle ed al risultato della Lega: «Gli incantatori di serpenti hanno vinto, adesso si assumano la responsabilità politica di governare il Paese. Pur da sponde opposte hanno parlato un linguaggio che alla gente è piaciuto. Adesso visto che la maggioranza del Paese ha votato per loro, è giusto che governino. Al Pd consiglierei di dare supporto esterno per far governare i vincitori e dimostrare così la fallacità dei loro progetti. I nostri sono e fatti da gente di alto lignaggio. I populismi si smontano solo mettendoli alla prova ed è questo che adesso dovremo fare». Questo il “Picciolo pensiero” che guarda ai problemi di Messina, ma non perde di vista la politica nazionale.

. Tratto dal settimanale “i Vespri”

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