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Politiche, Università e Comune: a Messina si vota tre volte di Giovanni Frazzica

Politiche, Università e Comune: a Messina si vota tre volte di Giovanni Frazzica

Pietro Navarra si è dovuto dimettere dalla carica di Rettore dell’Ateneo di Messina nel momento in cui si è candidato nelle liste del Pd per cercare di ottenere un seggio alla Camera. E allora si pone il problema: l’ermellino a chi lo do? A Salvatore Cuzzocrea, suo Pro-Rettore per la Ricerca. I Cuzzocrea, di origine calabrese, sono ormai da diversi anni una delle più importanti famiglie presenti nel mondo universitario ed economico messinese. Designando un rampollo di questa famiglia, forse su suggerimento di Turi Leonardi, da sempre amico dei calabro-messinesi ed oggi consigliere segreto di Navarra, l’ex Rettore intende recuperare voti per questa difficilissima campagna elettorale e gettare le basi per un nuovo equilibrio nel governo dell’Università. Deve dunque rinunciare alla designazione di un delfino di marca Pd o di qualcuno molto più riconducibile al suo stretto entourage. I tempi sono diventati improvvisamente difficili, ne è una riprova il ricorso che due non illustri cittadini hanno fatto contro la elezione di Franco De Domenico perché non si è dimesso con sei mesi d’anticipo dalla carica di Direttore Generale dell’Università. La verità è che la gente non teme più l’ex Rettore e l’ex Direttore Generale che, se il ricorso prende quota, potrebbe andare fuori dall’Ars nel giro di sei-otto mesi. E questo crea un clima che potrebbe avere refluenze anche sulle elezioni in corso, nonché sulle prossime elezioni amministrative. Nei circoli politici cittadini era infatti preventivato un tentativo dei potenti deputati De Domenico e Navarra di ipotecare la scelta del sindaco. Ora la strada appare in salita, per Navarra & Co. Non sarà una marcia trionfale, ma resta il fatto che è comunque una forza in campo, espressione di una grande famiglia e, si sa, che da sempre, le grandi famiglie la palla se la passano sempre tra di loro. Sullo sfondo infatti come avversario di Salvatore Cuzzocrea nella corsa al Rettorato ci sarebbe Francesco Stagno d’Alcontres, il che significa che chiunque vinca, sarà sempre un blasonato. Per la candidatura a sindaco Pietro Navarra invece non chiude alcun discorso, Michele Limosani, Antonio Saitta, Giovanni Moschella e tanti altri possono continuare a sperare nel suo aiuto e nella sua mediazione con gli altri potenti che insieme a lui dovranno sedersi, se vorranno considerarlo interlocutore necessario, per decidere le sorti della città dopo il 4 marzo. Non agevolerà la sua partecipazione al tavolo dei grandi la frase sprezzante che ha utilizzato nei confronti del Ddl sulla fusione Ircss-Piemonte Papardo. Navarra infatti ha detto, parlando del progetto presentato da Luigi Genovese(figlio del leader di Forza Italia Francantonio) : “Una proposta senza senso, come unire sauri e ope”. Dunque una aspra polemica a distanza, che va oltre le diverse opinioni che ci possono essere sul piano tecnico. Tuttavia, dietro l’atteggiamento di Navarra nei confronti del giovane Genovese si può anche leggere la interruzione di una storica amicizia tra le rispettive famiglie determinata da questa anomala campagna elettorale. Intanto, in città come in provincia, l’attività della magistratura va avanti. I giudici della Corte d’Appello hanno reso noto il verdetto del processo sui cosìddetti aborti clandestini a Messina. La Corte, presidente Alfredo Sicuro, ha confermato le condanne stabilite in primo grado: confermati quindi i sei anni e mezzo di reclusione per Giovanni Cocivera (primo dei non eletti al Consiglio comunale) e 6 anni per Giuseppe Luppino, i due ginecologi del Papardo – Piemonte, arrestati a maggio di due anni fa con l’accusa di praticare interruzioni di gravidanze clandestine negli studi privati, dirottando le pazienti dalla struttura ospedaliera. A Barcellona P.G. l’A.G. ha proceduto all’arresto dell’ex Assessore Angelo Coppolino ed ha emanato provvedimenti che hanno coinvolto altri sette elementi legati a diverso titolo all’Amministrazione tra cui l’attuale sindaco Roberto Materia che dice immediatamente: “Mi difenderò con la piena fiducia nelle istituzioni”. E poi così scrive: “Divulgo queste brevi parole quando la notizia è già ampiamente nota, tuttavia non intendo sottrarmi al dovere d’informazione che ho verso i miei concittadini. Come ormai ampiamente noto, mi è stato notificato provvedimento giurisdizionale che mi fa obbligo di dimora al di fuori del territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, provvedimento che è stato adottato nel quadro di un’indagine relativa a vicende di qualche anno addietro e che vede coinvolte anche altre persone. Desidero riferire ai miei concittadini che sono assolutamente sereno, di quella serenità che nasce dall’intimo convincimento, dalla consapevolezza, di avere agito sempre all’interno del percorso tracciato dalla legge, non soltanto in questa vicenda ma in tutta la mia esperienza di vita. A questa consapevolezza si accompagna la fiducia che ho sempre riposto nelle Forze di Polizia e nella Magistratura e che riconfermo anche in quest’occasione. Difenderò la mia posizione, la mia dignità di politico e di uomo, nelle sedi deputate, sostenuto da questi pensieri e dalla professionalità dei miei avvocati, fiducioso, dunque, di poter chiarire tutto in breve tempo. Rassicuro tutti, infine, che l’attività della Giunta Municipale, temporaneamente presieduta dal Vice Sindaco, continua regolarmente nei modi previsti dalla legge”.      L’avvocato difensore, Tommaso Calderone, ha presentato l’istanza per il ricorso al tribunale del Riesame, che dovrebbe riunirsi entro 10 giorni per valutare la richiesta di annullamento della misura cautelare.
  • tratto da “i Vespri”

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